Come funziona Google Latitude

Qualche giorno fa Google ha estratto fuori dal cilindro Latitude, un nuovo servizio che si propone come un'estensione di Maps ed attraverso il quale è possibile informare i propri conoscenti sulla zona in cui ci si trova.

Qualche giorno fa Google ha estratto fuori dal cilindro Latitude, un nuovo servizio che si propone come un’estensione di Maps ed attraverso il quale è possibile informare i propri conoscenti sulla zona in cui ci si trova. Dalla medesima interfaccia, ogni utente che si sia abbonato gratuitamente al servizio Latitude può a sua volta stabilire la posizione di colleghi, amici e parenti.

Il servizio Google Latitude è attivabile e disattivabile a richiesta ed accessibile solo avendo preventivamente effettuato il login a Google Maps.

Per poter visualizzare la posizione di un amico è necessario averne l’autorizzazione, che può essere concessa in modo selettivo a uno, a più o a tutti i propri contatti, decidendo anche quali informazioni rendere di volta in volta visibili.

Una volta identificato il contatto sulla mappa, è possibile interagire con lui sia telefonicamente, sia attivando sessioni di chat o di messaggistica.

Presentiamo più in profondità il servizio che, apprezzato da alcuni (può essere utile per giungere rapidamente nel luogo ove si trova un collaboratore od un amico), ha sollevato le critiche di altri pensando al celebre romanzo “1984” di Orwell.

Dispositivi supportati

Stando a quanto dichiarato da Google (ved. questa pagina.), Latitude è in grado di operare su qualunque dispositivo mobile che sia in grado di supportare Google Maps for Mobile v.3.0: tra i telefoni indicati vi sono la maggior parte dei BlackBerry, quelli che integrano Windows Mobile 5.0 e versioni seguenti, la maggioranza dei dispositivi Symbian S60 oltre, ovviamente, al nuovo telefono G1 di T-Mobile basato su Android (così come gli altri che in futuro monteranno il sistema operativo del gigante di Mountain View).
A breve, il supporto dovrebbe essere esteso a molti modelli di telefoni Sony Ericsson nonché agli iPhone ed agli iPod Touch.

Google Latitude, inoltre, può essere impiegato anche su piattaforme Linux (si pensi ai tanti “netbook” in commercio), Mac OS X e Windows ricorrendo all’apposito “gadget” per iGoogle. In questo caso, sarà sufficiente accedere al proprio account Google effettuando il login, collegarsi all’indirizzo igoogle.com ed aggiungere il “gadget” di Latitude cliccando sul pulsante Aggiungi mostrato in questa pagina.
Al momento Google Latitude non sembra accessibile dall’interfaccia italiana di iGoogle. E’ possibile comunque provare il servizio applicando un semplice trucco. Dopo aver aggiunto il “gadget” alla propria home page personalizzata iGoogle, è sufficiente modificare l’indirizzo http://www.google.com/ig visualizzato nella barra degli URL del browser web in http://www.google.com/ig?hl=en. In questo modo, premendo Invio, verrà caricata la versione tradotta in lingua inglese della home iGoogle: il servizio Latitude sarà così fruibile.

Il messaggio in figura richiederà l’accettazione dei termini di utilizzo del servizio. In questo modo sarà possibile visionare la locazione dei propri contatti non solo servendosi del telefonino ma anche ricorrendo semplicemente al browser del personal computer desktop, del portatile o del netbook.

Per stabilire la posizione di un utente, Google Latitude utilizza il GPS integrato nel dispositivo od, in sua mancanza, tenta di raccogliere informazioni dai ripetitori della telefonia mobile, da access point Wi-Fi e così via.

Come può Google Latitude stabilire la posizione di un utente che non dispone di un telefonino dotato di funzionalità GPS?

E’ la domanda più ricorrente, in questi giorni. Il servizio Latitude di Google funziona in modo molto simile a quello offerto da Skyhook Wireless, una società statunitense, con sede a Boston, che ha costruito un enorme database contenente gli indirizzi MAC di tutti gli access point Wi-Fi rilevati in giro per il mondo. A ciascun indirizzo sono associate delle coordinate GPS che ne identificano la posizione. Incrociando i dati letti attraverso l’interfaccia Wi-Fi di uno smartphone non dotato di GPS, e relativi agli access point disponibili nelle vicinanze, Latitude può approssimare il posizionamento dell’utente.
Combinando le informazioni raccolte anche da altri dispositivi circa il posizionamento degli access point, delle “celle” della telefonia mobile e combinandole con i dati GPS, Latitude può risalire a delle coordinate spesso molto precise.

Ovviamente il traffico dati od il tempo di connessione necessari per il caricamento dei dati Latitude in Rete saranno tariffati dal proprio operatore telefonico secondo il profilo scelto.

Il server Latitude eseguirà le triangolazioni usando il maggior numero informazioni disponibili (celle della telefonia mobile, posizionamento reti Wi-Fi, dati GPS) e stabilirà dove si trova l’utente.

L’aspetto privacy

Google Latitude, una volta installato, può essere regolato secondo le specifiche esigenze dell’utente. E’ possibile impedire che tutti i contatti od alcuni di essi possano consultare le informazioni sulla propria locazione od addirittura “mentire” impostando un posizionamento sul globo terrestre che non corrisponde alla realtà.

La cartina Google Maps sulla quale vengono visualizzati i propri contatti amici viene automaticamente aggiornata man mano che essi si spostano, ad esempio, tra le vie di una città.

Al momento Latitude non offre una funzionalità in grado di inviare un avviso, ad esempio via e-mail, quando un contatto è giunto ad una destinazione prefissata né allorquando qualcuno si allontani da un’area altrettanto predeterminata.

Privacy International, organizzazione londinese che si occupa tra l’altro di salvaguardare i dati di chi utilizzate la rete Internet, ha subito bollato Latitude come una minaccia per la sicurezza degli utenti. Il dito viene puntato soprattutto sui potenziali utilizzi distorti o non previsti da chi ha sviluppato e lanciato il servizio Latitude. Secondo Privacy International, inoltre, l’attivazione e l’esecuzione di Google Latitude dovrebbe essere ben rimarcata in modo tale da scongiurare i casi in cui il software venga installato, all’insaputa di un utente, sul suo telefono personale con lo scopo di porlo sotto sorveglianza.
Da parte sua Google ha risposto alle eccezioni sollevate ricordando come in alcuni dispositivi Latitude già avvisi l’utente allorquando in esecuzione e come la società di Mountain View stia estendendo il meccanismo a tutte le piattaforme sulle quali il programma è in grado di operare.
Alcuni detrattori del servizio osservano anche come non sia del tutto chiaro quale sia l’utilizzo dei dati raccolti che Google potrà fare, sebbene sia stato precisato che i server della società memorizzeranno temporaneamente solo le più recenti posizioni di ciascun utente.
A voi la scelta se utilizzare o meno il servizio.

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