Microsoft torna ai fasti di un tempo: 850 miliardi di capitalizzazione

L'artefice del rinnovato successo di Microsoft è indubbiamente il CEO Satya Nadella. Insediatosi meno di cinque anni fa ha fatto crescere l'azienda rimediando agli errori del passato e investendo tanto sul cloud con Azure che è divenuta la prima fonte di ricavi per Microsoft.

Il recente passato di Microsoft non è stato lucente come gli “anni d’oro” sotto la guida del fondatore Bill Gates. L’azienda di Redmond ha mancato diversi traguardi importanti nel search, nel settore mobile, nell’advertising online. Eppure, accantonata l’esperienza Steve Ballmer (cominciata a metà 2008 e conclusasi ad inizio 2014), con Satya Nadella l’azienda sembra essere tornata ai fasti di un tempo.

Mettiamo da parte per un attimo le sfortunate vicende legate alla distribuzione degli ultimi aggiornamenti di Windows 10 e alle politiche di patching del sistema operativo. Se si analizzano infatti “i numeri”, Microsoft è tornata a contendere con Apple lo scettro dell’azienda con la migliore capitalizzazione di mercato al mondo. Il cosiddetto market cap, valore di mercato delle azioni ottenibile moltiplicando il prezzo dell’azione per il numero di azioni in circolazione, ha toccato gli 850 miliardi di dollari nel caso di Microsoft grazie a un prezzo delle singole azioni che nel giro di un anno ha fatto registrare un aumento del 30% del suo valore. A chi va il merito?


Sicuramente a Satya Nadella visto che dal suo insediamento il valore delle azioni Microsoft si è praticamente triplicato ma c’è una spiegazione a breve termine per gli ottimi risultati conseguiti da Microsoft e ve n’è una a più lungo termine.
Gli investitori Apple sono preoccupati per il rallentamento delle vendite di iPhone mentre Facebook e Google devono fronteggiare continui attacchi rispetto al loro ruolo di intermediari della comunicazione con riferimento alla distribuzione di notizie false e teorie di cospirazione. Le azioni Microsoft hanno invece retto meglio durante i momenti di crisi, soprattutto altrui.

Sul lungo termine, invece, Microsoft ha avuto la forza di evitare di essere prigioniera del suo passato. Abbracciando completamente il cloud computing è tornata alle radici come fornitore di tecnologia soprattutto per i clienti business.
Già lo scorso anno il CEO Nadella aveva fatto presente come Microsoft si sarebbe concentrata solo su dispositivi mobili capaci di portare sul mercato un elevato carico di innovazione (Microsoft realizzerà nuovi smartphone: saranno ibridi e innovativi) evitando quindi di inserirsi in un segmento molto importante ma ormai davvero saturo (e nell’ambito del quale l’azienda ha compiuto tanti errori).

Quando Microsoft ha acquisito la divisione telefonia mobile di Nokia, nel 2013, Ballmer descrisse l’iniziativa come un “passo audace verso il futuro“. Due anni dopo Nadella ha di fatto ricusato quel percorso rivelatosi fallimentare alla prova dei fatti, ha lasciato sul campo circa 7,6 miliardi di dollari, quasi l’intero valore dell’acquisto, per liberarsi di quello che evidentemente veniva considerato un fardello troppo pesante da sostenere.

La leva del rinnovato successo di Microsoft è stata la piattaforma Azure. Fino al 2013 Microsoft non aveva una soluzione cloud paragonabile con la rivale Amazon mentre oggi è diventata la concorrente più agguerrita per la società guidata da Jeff Bezos.
Con Nadella al timone si è capito il valore dell’opensource e del software libero, elementi che sono stati integrati in Azure e ne sono diventati, in molti casi, la spina dorsale, nuova fonte di business per Microsoft e per i suoi clienti: Azure e la visione sempre più open di Microsoft.
Strettissimo è quindi diventato il rapporto di Microsoft – cosa impensabile in passato, già fino a 5 o 6 anni fa – con le varie comunità: nell’articolo Microsoft entra in Open Invention Network e concede 60.000 suoi brevetti in cui si parla dell’ingresso in Open Invention Network, si citano la partecipazione alla Open Source Initiative (OSI) e alla Linux Foundation.
Dobbiamo essere insaziabili nel nostro desiderio di imparare dall’esterno e portare quelle conoscenze in Microsoft“, ha scritto Nadella nel suo libro “Hit Refresh“, pubblicato l’anno scorso.

Allo stesso tempo Microsoft ha ripensato alla base la filosofia di funzionamento di Office presentando Office 365 trasformando l’applicazione di una piattaforma software-as-a-service e ponendosi così in una situazione di vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.

Così, nell’anno che si è concluso a giugno, il fatturato di Microsoft è aumentato del 15%, a 110 miliardi di dollari, e l’utile operativo è aumentato del 13%, a 35 miliardi di dollari.

Le acquisizioni, come quella di LinkedIn messa a segno nel 2016 o di GitHub nel 2018, hanno proprio come fine ultimo quello di rafforzare la presenza di Microsoft nel settore professionale.
La vecchia visione del mondo incentrata su Windows ha soffocato l’innovazione“, ha osservato Michael A. Cusumano, docente del MIT (Massachusetts Institute of Technology), “Microsoft è cambiata culturalmente” e si è di nuovo posta in una posizione di leadership.
Certo, i passi falsi si registrano anche oggi. Criticatissimo il controllo di qualità degli aggiornamenti destinati a Windows 10 e di conseguenza la decisione di trasformare il sistema operativo, esso stesso, in un software-as-a-service. Un’implementazione da tanti considerata troppo “spinta” che mal si adatterebbe alla molteplicità di configurazioni sulle quali Windows 10 è in uso: Aggiornamenti Windows 10: gli utenti sono scontenti. Lettera aperta a Microsoft.

Le critiche pubbliche erano state rivolte a Microsoft già ben prima del temporaneo ritiro di Windows 10 Aggiornamento di ottobre 2018, eccezioni alle quali l’azienda ha risposto ribadendo l’attenzione riservata alla qualità degli aggiornamenti: Windows 10 Aggiornamento di ottobre 2018 finalmente rilasciato in versione rivista e corretta.

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