Negli ultimi giorni, una crescente ondata di malumore si è diffusa tra i possessori di dispositivi Amazon, trovando ampio risalto sulle pagine di Reddit. Numerosi utenti hanno segnalato che l’azienda sta procedendo all’attivazione automatica di Alexa+, una versione potenziata dall’AI del celebre assistente vocale, senza aver ottenuto un esplicito consenso preventivo da parte dei diretti interessati.
Questa transizione forzata, che coinvolge principalmente gli iscritti al programma Prime, è stata accolta con freddezza e persino irritazione, poiché molti percepiscono la mossa come un atto di forza da parte del colosso dell’ecommerce verso la propria base di clienti, che si ritrova ora a interagire un software non richiesto e, soprattutto, non ancora messo a punto.
Alexa+ si attiva da sola, ma solo in USA
L’aggiornamento automatico sta interessando una vasta gamma di hardware, tra cui i dispositivi Echo, le Fire TV e i Fire Tablet, ed è stato implementato silenziosamente in background senza alterare le impostazioni preesistenti degli utenti.
Al momento, questa diffusione aggressiva è limitata esclusivamente al mercato statunitense, mentre l’Europa e il resto del mondo restano in attesa a causa delle più rigide normative sulla protezione dei dati che spesso rallentano l’introduzione di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale.
Sebbene l’obiettivo di Amazon sia una rapida adozione della nuova tecnologia, molti utenti esperti hanno criticato la scelta, definendola prematura poiché il software si trova ancora in una fase di early access e non offre l’intera gamma di funzioni presenti nella versione precedente.
Chi desidera tornare alla configurazione originale deve utilizzare il comando vocale specifico “Alexa, esci da Alexa Plus“, ma questa operazione comporta spesso effetti collaterali indesiderati, come l’esposizione a formati pubblicitari più insistenti o un aumento della latenza nelle risposte.
Per aggirare questi problemi, alcuni utenti hanno iniziato ad adottare soluzioni creative, come impostare la lingua in inglese canadese, nel tentativo di evitare l’aggiornamento o che la pubblicità diventi troppo invasiva dopo un eventuale downgrade, dato che le nuove funzioni AI sono inizialmente tarate sul mercato USA.
Cosa cambierà con Alexa+
Il cuore pulsante di questa trasformazione è il passaggio da una struttura di comandi fissi, utilizzata fin dal 2014, a un sistema basato su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa evoluzione tecnologica, nota internamente come Project Banyan, mira a rendere le interazioni molto più naturali e conversazionali, permettendo all’assistente di comprendere relazioni complesse e di fornire risposte più fluide rispetto al passato.
La spinta di Amazon verso Alexa+ non è però dettata solo da una volontà di innovazione, ma anche da una forte pressione economica e competitiva nel settore dell’IA. La divisione che si occupa dei dispositivi ha accumulato perdite per miliardi di dollari negli ultimi anni, rendendo obsoleto il vecchio modello di business in cui Alexa serviva principalmente come incentivo per gli ordini sul sito.
Con oltre 200 milioni di membri Prime nel mondo, Amazon vede in Alexa+ un’opportunità cruciale per aumentare l’attrattività del proprio ecosistema e, potenzialmente, introdurre nuovi livelli di abbonamento a pagamento nel lungo termine. L’azienda si trova inoltre a dover rincorrere giganti come Google e Apple, che hanno già iniziato a integrare rispettivamente Gemini e Apple Intelligence nei propri sistemi domestici.