Apple affida a Gemini la nuova Siri: presto disponibile la beta

Apple lancerà una Siri potenziata da Gemini con iOS 26.4 in beta; la versione avanzata Campos è attesa al WWDC e in iOS 27.
Apple affida a Gemini la nuova Siri: presto disponibile la beta

Una svolta epocale si sta delineando nel panorama tecnologico globale: la storica autonomia di Apple subisce una decisa inversione di marcia, scegliendo di integrare l’Intelligenza Artificiale di Gemini di Google all’interno del proprio ecosistema.

La notizia scuote le fondamenta del settore e introduce una nuova fase di accelerazione competitiva, con la promessa di un’esperienza utente profondamente rinnovata già a partire da iOS 26.4, in arrivo tra fine febbraio e aprile 2026. Questo passaggio segna l’inizio di una stagione di grandi cambiamenti, in cui la strategia di Cupertino si evolve in risposta alla rapida avanzata degli assistenti conversazionali basati su AI.

Nel cuore della rivoluzione di Siri si trova una scelta tanto coraggiosa quanto pragmatica: abbandonare la tradizionale strada solitaria per adottare una soluzione già matura e consolidata. Il matrimonio tecnologico tra Apple e Gemini non è solo una questione di accelerazione del time-to-market, ma una vera e propria correzione di rotta. La compagnia, pur restando fedele alla propria identità, ha deciso di puntare su un modello esterno per colmare il gap che si era creato rispetto ai competitor, come ChatGPT e altri colossi dell’AI.

L’integrazione della piattaforma Gemini rappresenta, infatti, un compromesso strategico: un modo per garantire agli utenti un assistente virtuale all’avanguardia senza dover attendere i tempi, spesso lunghi, dello sviluppo interno. Tuttavia, il DNA di Apple resta intatto grazie al progetto Campos, una soluzione AI proprietaria che, secondo indiscrezioni, sarà svelata ufficialmente con iOS 27 durante il WWDC 2026. Il progetto Campos incarna la visione di un’AI completamente sotto il controllo della mela morsicata, pronta a ridefinire gli standard del settore nel 2027.

Questione privacy: i dubbi degli esperti

Al centro di questa trasformazione rimane, inevitabilmente, il tema della privacy. Le fonti vicine a Apple sottolineano che l’accordo con Google prevede robuste garanzie sull’anonimato e una rigorosa minimizzazione della condivisione di dati sensibili.

Tuttavia, la decisione di affidare parte dell’elaborazione delle richieste ai server esterni di Gemini introduce una frizione con la storica filosofia di Cupertino sulla sovranità dei dati degli utenti. Questa tensione tra la necessità di innovare rapidamente e la tutela della privacy rappresenta una delle sfide più delicate della nuova era digitale.

Il compromesso raggiunto da Apple sarà sufficiente a rassicurare i consumatori più attenti alla sicurezza? Oppure la dipendenza da un partner esterno come Google rischia di minare la fiducia costruita negli anni? Domande che restano aperte e che, con ogni probabilità, animeranno il dibattito nei mesi a venire.

Panorama in fermento: le altre mosse del settore

La rivoluzione in atto non riguarda solo Cupertino. Nel frattempo, il settore tecnologico globale assiste a un fermento senza precedenti. TikTok ha appena ridefinito la propria struttura societaria negli Stati Uniti: ByteDance mantiene una quota minoritaria del 19,9%, mentre il controllo operativo passa a partner americani come Oracle, Silver Lake e MGX. Questa operazione segna un ulteriore passo verso la localizzazione e la regolamentazione delle piattaforme digitali su scala internazionale.

Parallelamente, Samsung si prepara a lanciare la nuova serie Galaxy S26 a febbraio, equipaggiata con il potente Snapdragon 8 Elite Gen 5. Il nuovo processore è progettato per spingere l’AI direttamente sui dispositivi, rafforzando la tendenza all’elaborazione locale dei dati e aprendo la strada a esperienze d’uso sempre più fluide e personalizzate.

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