Messaggi cifrati RCS tra Android e iPhone: la svolta arriva con iOS 26.5

Apple attiva la crittografia end-to-end per i messaggi RCS tra iPhone e Android in iOS 26.5. La funzione usa MLS e Universal Profile 3.0 della GSMA, ma dipende ancora dal supporto degli operatori telefonici.

La distanza tecnica tra iMessage e la messaggistica Android si riduce ancora. Con iOS 26.5, Apple introduce infatti il supporto alla crittografia end-to-end per i messaggi RCS scambiati tra iPhone e smartphone Android compatibili. La novità compare nella release candidate distribuita agli sviluppatori e ai beta tester pubblici; il rollout pubblico dovrebbe partire entro pochi giorni, anche se Apple parla apertamente di distribuzione graduale e limitata agli operatori supportati.

Mettete da parte le piattaforme di terze parti come WhatsApp, Telegram, Signal e compagnia bella. Per dialogare direttamente, i dispositivi iOS e Android hanno per anni utilizzato SMS oppure implementazioni RCS (Rich Communication Services) incomplete, con funzionalità diverse a seconda del dispositivo e dell’app utilizzata. Apple aveva introdotto il supporto RCS nel 2024, ma mancava ancora uno degli elementi più richiesti dagli utenti e dagli operatori: la cifratura interoperabile tra piattaforme differenti.

Il protocollo RCS è supportato direttamente da GSMA, organizzazione globale che rappresenta più di 1150 operatori di telefonia mobile e aziende nell’intero ecosistema mobile. Secondo la stessa associazione, RCS ha superato il miliardo di utenti attivi ogni mese già nel 2025 grazie alla diffusione di Google Messaggi e all’adozione da parte dei carrier.

Il problema è che l’esperienza restava frammentata: Google utilizza la sua piattaforma Jibe compatibile con RCS. La sua presenza su Android, tuttavia, non elimina il ruolo degli operatori di telecomunicazioni né risolve automaticamente il problema della compatibilità globale.

Come funziona la nuova crittografia RCS tra iOS (iPhone) e Android

Apple ha integrato il supporto alla cifratura all’interno del nuovo RCS Universal Profile 3.0, lo standard definito dalla GSMA che uniforma il comportamento della messaggistica avanzata tra produttori, operatori e piattaforme software. La parte interessante è il meccanismo utilizzato: la protezione si basa su Messaging Layer Security, abbreviato MLS.

MLS nasce per risolvere uno dei limiti storici delle chat cifrate moderne: la gestione efficiente delle chiavi crittografiche in conversazioni multiple e distribuite. In pratica, il protocollo riduce il carico necessario per sincronizzare utenti, dispositivi e aggiornamenti delle chiavi senza compromettere la sicurezza della sessione.

Va detto però che Apple non ha adottato la soluzione usata da Google Messaggi negli anni precedenti. La società di Cupertino ha insistito sull’uso di uno standard condiviso e documentato dalla GSMA.

Quando la funzione risulta disponibile, l’app Messaggi di iOS mostra la dicitura “Text Message · RCS | Encrypted” accompagnata da un lucchetto. Lo stesso indicatore compare anche in Google Messaggi su Android. In pratica, il sistema verifica che entrambi i dispositivi e i rispettivi operatori supportino il profilo corretto prima di negoziare la sessione cifrata.

L’impianto imperniato su RCS, sul quale convergono le due aziende, è frutto di una collaborazione tra Apple e Google.

Perché Apple ha aspettato così tanto

Apple aveva annunciato il supporto RCS già nel 2023, ma senza cifratura interoperabile il protocollo restava una soluzione a metà. Il nodo principale riguardava proprio l’assenza di uno standard condiviso per la protezione end-to-end.

Google aveva risolto il problema in modo autonomo; Apple invece ha evitato di implementare tecnologie esterne fuori dalle specifiche GSMA. Integrare un’estensione proprietaria avrebbe creato dipendenze dirette dall’infrastruttura Google e complicato il rapporto con carrier e vendor.

Il fatto è che fino al rilascio del profilo Universal Profile 3.0 mancava una specifica ufficiale capace di gestire la cifratura cross-platform. GSMA ha pubblicato la documentazione definitiva nel 2025, dopo mesi di lavoro con Apple, Google e operatori telefonici internazionali.

La fase di test è partita internamente con iOS 26.4; inizialmente Apple limitava la cifratura RCS alle comunicazioni tra dispositivi Apple. Solo con iOS 26.5 arriva il supporto completo alle chat Android.

I limiti reali della funzione

Non tutte le conversazioni RCS saranno automaticamente cifrate: la Mela specifica infatti che la funzione dipende dal supporto del carrier e dalla compatibilità del dispositivo Android utilizzato.

Su Android serve la versione più recente di Google Messaggi; lato iPhone l’opzione compare in Impostazioni, Messaggi, Messaggistica RCS. La voce “End-to-End Encryption” risulta attiva di default, ma non garantisce la disponibilità immediata del servizio.

Gli operatori di telefonia mobile continuano ad avere un ruolo nella distribuzione delle funzionalità. Come accennato in apertura e nel precedente articolo incentrato sui test del supporto RCS iOS-Android, a differenza di piattaforme come WhatsApp o Signal, in cui il controllo resta quasi totalmente centralizzato dal provider software, RCS dipende ancora da infrastrutture degli operatori e certificazioni regionali.

Potrebbero coesistere anche scenari misti: utenti con RCS attivo ma senza cifratura interoperabile; chat che tornano temporaneamente in modalità SMS/MMS quando uno dei due dispositivi perde compatibilità.

C’è poi un altro aspetto meno discusso: la crittografia protegge il contenuto dei messaggi, ma non elimina completamente la raccolta dei metadati. Informazioni come timestamp, identificativi degli utenti o dati relativi alla consegna possono restare visibili all’infrastruttura di trasporto.

Una scelta che cambia gli equilibri della messaggistica mobile

L’arrivo della cifratura RCS su iPhone rappresenta soprattutto un cambio di posizione da parte di Apple. Per anni l’azienda ha utilizzato iMessage come elemento distintivo dell’esperienza iPhone: le famose “bolle verdi” sono diventate quasi un simbolo culturale in alcuni mercati.

Ora la pressione normativa e commerciale ha accelerato l’apertura. L’Unione Europea, attraverso il DMA (Digital Markets Act), ha aumentato l’attenzione sull’interoperabilità delle piattaforme di comunicazione.

Apple non rinuncia al proprio sistema proprietario, ma riconosce implicitamente che SMS e MMS non sono più sostenibili come soluzione di fallback principale: la cifratura interoperabile serve anche a evitare che la messaggistica nativa perda ulteriore terreno rispetto alle piattaforme OTT (WhatsApp e “soci”).

Resta da capire quanto rapidamente gli operatori completeranno l’implementazione globale. Ad ogni modo, a partire da iOS 26.5, il vecchio modello di messaggistica non cifrata tra Android e iPhone sta finalmente arrivando alla fine del suo ciclo.

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