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giovedì 23 giugno 2022 di 1362 Letture
Alexa imita le voci dei propri cari: novità in arrivo

Alexa imita le voci dei propri cari: novità in arrivo

L'assistente digitale di Amazon può essere addestrato in modo da utilizzare una voce sintetizzata che replica tutte le caratteristiche del parlato di un altro soggetto. Basta un minuto di registrazione e l'intelligenza artificiale penserà al resto.

I tecnici di Amazon hanno annunciato di essere al lavoro su un nuovo progetto basato sull'intellligenza artificiale che in futuro andrà ad arricchire le abilità di Alexa.

L'assistente digitale Alexa sarà infatti in grado di emulare qualunque voce e parlare con il timbro di un proprio caro o di un personaggio famoso.

Secondo Amazon basta sottoporre ad Alexa un breve spezzone del parlato (circa un minuto; la voce può essere anche registrata) perché l'assistente digitale sia in grado di esprimersi usando "parole sue", mai ascoltate in precedenza, ma adoperando le caratteristiche vocali di un qualunque individuo.

La bizzarra rivelazione è stata resa durante la conferenza annuale re:Mars di Amazon: Rohit Prasad, vicepresidente senior della società e responsabile del progetto Alexa, ha descritto in dettaglio una serie di nuove funzionalità in arrivo. Il momento più toccante è stato senza dubbio quando l'assistente Alexa ha letto una storia a un bambino prima di andare a dormire usando la voce della nonna defunta.

È bastato usare un solo minuto di audio registrato della donna perché Alexa creasse un'impronta vocale da usare per qualunque tipo di interazione.

"Il modo in cui abbiamo potuto realizzare tutto questo è stato inquadrare il problema come un'attività di conversione vocale e non come un percorso di generazione del parlato", ha fatto presente Prasad.

Amazon non ha lasciato intendere quando la nuova caratteristica potrebbe debuttare in Alexa.

C'è da dire che sarà importante verificare quali limitazioni Amazon deciderà di imporre su una funzione del genere che, ovviamente, potrebbe essere utilizzata anche per scopi tutt'altro che legittimi ovvero nell'ambito dei furti d'identità.

Abbiamo detto in passato che l'impronta vocale non può essere considerato come uno strumento biometrico utile ad autenticare gli utenti.

Google stessa, con lo strumento VoiceMatch, fa sì che il suo assistente digitale si attivi e restituisca informazioni soltanto quando viene riconosciuta una voce nota. Una novità come quella presentata da Amazon potrebbe facilmente trarre in inganno tutti gli strumenti basati sul riconoscimento vocale.


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