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Apple penalizza le sue applicazioni nei risultati della ricerca sull'App Store

Apple penalizza le sue applicazioni nei risultati della ricerca sull'App Store

La Mela decide di fare proprie le segnalazioni ricevute da alcune testate, forse anche per evitare contestazioni formali da parte dell'Antitrust.

Non ci risulta che sul punto siano state avviate verifiche formali a carico di Apple da parte delle autorità che si occupano di concorrenza. Purtuttavia, alcune testate di indubbia fama come il New York Times e il Wall Street Journal sono pervenute, a distanza di un paio di mesi, alle medesime conclusioni: Apple avrebbe favorito le sue applicazioni nell'App Store mostrandone in posizione nettamente più favorevole rispetto a quelle concorrenti.

Indubbiamente Apple ha aiutato gli sviluppatori a fare miliardi di dollari ma da tempo le app della Mela risultavano immediatamente "in bella vista" come risulta evidente nei risultati di questa ricerca.
Sensor Tower che ha realizzato l'indagine per conto del New York Times ha fatto presente che in alcune circostanze gli utenti erano costretti ad effettuare lo scrolling di ben 14 app Apple prima di trovare, nell'App Store, un'applicazione sviluppata da soggetti terzi.


Le applicazioni della società di Cupertino sono ad esempio apparse per prime nelle ricerche per i termini libri, musica, notizie, podcast, video, TV, film, sport, carte, regali, soldi, denaro, credito, debito, fitness, persone, amici, tempo, note, documenti, file, cloud, archiviazione, messaggi, casa, store, posta, mappe, traffico, azioni e meteo.

Apple penalizza le sue applicazioni nei risultati della ricerca sull'App Store

Apple aveva già fatto presente al Wall Street Journal che il suo algoritmo di ricerca usato nell'App Store utilizza 42 segnali per comporre il "ranking" e "funziona allo stesso modo per tutte le applicazioni, compresa la propria".

Stando a quanto riportato, alcuni portavoce di Apple avrebbero comunque confermato il comportamento della funzionalità di ricerca dell'App Store precisando però che in seguito alle segnalazioni pervenute il meccanismo di composizione dei risultati sarebbe stato opportunamente modificato in maniera tale che le applicazioni della Mela appaiano nelle prime posizioni con minore frequenza.


Dicevamo in apertura che al momento non sembrano essere state avviate verifiche formali a carico di Apple. Tuttavia la Mela è comunque impegnata in diverse class action intentate sia da sviluppatori che dagli utenti. La vertenza legale che ha fatto parlare di più è quella avviata di recente da Spotify: Dopo la denuncia di Spotify contro Apple, la Commissione Europea avrebbe aperto un fascicolo.

Apple penalizza le sue applicazioni nei risultati della ricerca sull'App Store