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Avviare più sistemi operativi differenti sulla stessa macchina con VirtualBox 4.1

VirtualBox è una soluzione per la virtualizzazione che permette di eseguire contemporaneamente, sul medesimo sistema "fisico", più sistemi operativi uguali oppure completamente differenti tra loro. Installando VirtualBox su un sistema operativo "host" (ossia quello caricato sul personal computer; ad esempio Windows o Linux), esso sarà in grado di "virtualizzare" le risorse hardware della macchina in uso rendendo avviabili altri sistemi.
I sistemi installabili ed avviabili mediante l'utilizzo di VirtualBox sono detti "guest" ed operano, ciascuno, all'interno di una "macchina virtuale" o "virtual machine".
Agli occhi del sistema operativo installato ed eseguito attraverso VirtualBox, la macchina virtuale apparirà del tutto identica ad un personal computer "fisico". Essendo un sistema di tipo virtuale, quindi generato mediante software, le sue caratteristiche potranno però essere liberamente personalizzate da parte dell'utente (impostazione della memoria RAM, periferiche in uso, unità disco e lettori ottici collegati e così via). L'utente di VirtualBox, insomma, può dapprima allestire una macchina virtuale configurandone le varie specifiche quindi installarvi il sistema operativo prescelto.

Qual è il vantaggio derivante dall'impiego di una soluzione per la virtualizzazione come VirtualBox? Innanzi tutto, tutte le applicazioni lanciate da qualunque macchina virtuale non interferiranno in alcun modo con il normale funzionamento del sistema “host”. Ciò significa che installando nuovi programmi in una macchina virtuale VirtualBox, il sistema “host” non subirà alcun tipo di modifica.
Il sistema “host” ed i sistemi “guest” virtualizzati lavoreranno quindi “a compartimenti stagni” senza influenzarsi a vicenda, esattamente come se si trattasse di personal computer diversi. Va sottolineato come VirtualBox, così come gli altri software della stessa categoria, permetta la configurazione di una o più schede di rete sulle macchine virtuali: ciò significa che i sistemi “guest” potranno tranquillamente connettersi ad Internet od attingere alle risorse disponibili all'interno della rete locale.

E' quindi importante tenere presente che, nel caso in cui si dovesse verificare un'infezione malware sulla macchina virtuale, non adeguatamente protetta, questa potrebbe interessare anche la macchina "host" od, addirittura, gli altri sistemi "fisici" collegati alla rete locale. Quando si allestisce una nuova virtual machine, quindi, l'imperativo è quindi sempre quello di metterla in sicurezza installando ed aggiornando software antivirus, antimalware e firewall, così come dovrebbe sempre accadere nel caso di un sistema reale. Anche quando si lavora con una macchina virtuale, quindi, è bene non abbassare mai la guardia e ricordarsi sempre di installare gli aggiornamenti per il sistema operativo e per le altre applicazioni usando poi massima cautela nell'apertura dei file provenienti da fonti "dubbie".


Le macchine virtuali che VirtualBox è in grado di creare, quindi, possono essere sfruttate per provare comodamente qualunque genere di applicazione con la certezza che il "sottostante" sistema operativo installato sul computer "host" non venga in alcun modo alterato. Ciò è vero, in particolare, per ciò che riguarda file system e registro di sistema, nel caso delle macchine host Windows.
Anche quando si provano applicazioni nuove entro la macchina virtuale, quindi, debbono essere sempre seguite quelle semplici regole che permettono di operare in sicurezza e prevenire infezioni da malware. Eventuali componenti dannosi che dovessero riuscire ad insediarsi sulla macchina virtuale potrebbero riuscire (attraverso le risorse condivise od utilizzando altri espedenti) ad infettare la macchina "host" od altri sistemi connessi in LAN.

L'altro vantaggio derivante dall'uso di VirtualBox e delle "virtual machine" consiste nella possibilità di eseguire, ad esempio, una o più installazioni di Linux da una qualunque versione di Windows senza nemmeno dover abbandonare il sistema operativo in uso. Viceversa, si può avviare un'installazione Windows da ambiente Linux oppure, ancora, eseguire una versione del sistema operativo differente da quella installata sulla macchina "host".

Ovviamente, prima di procedere alla creazione di una macchina virtuale, bisognerà verificare di avere a disposizione un buon quantitativo di spazio libero sul disco “fisico” dal momento che il contenuto di ogni "virtual machine" verrà memorizzato sotto forma di un unico capiente file.
Inoltre, il personal computer deve essere necessariamente dotato di un buon quantitativo di memoria RAM: durante l'esecuzione di una macchina virtuale, infatti, parte della memoria disponibile sarà utilizzata dalla “virtual machine” per l'esecuzione del sistema operativo virtualizzato e delle varie applicazioni.

Licenze

A partire dalla quarta versione di VirtualBox, Oracle distribuisce l'applicazione sotto forma di un'unica versione. In precedenza, infatti, esistevano due "edizioni", entrambe gratuite: una veniva distribuita senza alcun tipo di limitazione (poteva essere utilizzata liberamente per scopi personali mentre gli utenti aziendali dovevamo mettersi in contatto con Oracle) mentre la seconda (OSE, "Open Source Edition") – opensource – era scevra del supporto per le periferiche USB e non integrava la procedura d'installazione agevolata.
Con il rilascio di VirtualBox 4.0, all'inizio dell'anno, il programma viene messo a disposizione in un'unica versione opensource mentre i componenti proprietari (closed-source) sono stati integrati in un pacchetto a sé stante, denominato extension pack. Tutti i file binari pubblicati in questa pagina sono adesso distribuiti secondo i termini della licenza GNU GPLv2.

L'extension pack, una volta installato, permette di aggiungere a VirtualBox una serie di funzionalità: il supporto per le periferiche USB 2.0 con l'aggiunta delle porte virtuali in grado di riconoscere e gestire la connessione di tali dispositivi, il VirtualBox Remote Desktop Protocol (possibilità di gestire da remoto una macchina virtuale eseguita su un differente sistema host), l'aggiunta della modalità PXE per il boot da scheda di rete, il supporto sperimentale per il PCI passthrough nel caso di host Linux (ved. più avanti). Questo pacchetto aggiuntivo viene fornito da Oracle sotto licenza PUEL ("Personal use and evaluation license"). In altre parole, l'extension pack può essere adoperato solamente su quei sistemi che si impiegano per uso personale, didattico o per scopi di valutazione.


Oracle ricorda di installare l'extension pack destinato alla medesima versione di VirtualBox che si è installata sulla macchina host.

Le principali novità di VirtualBox 4.1

Dopo aver pubblicato tre versioni "beta", Oracle e gli sviluppatori del team di VirtualBox hanno rilasciato la versione 4.1 del celebre software per la virtualizzazione compatibile con Windows, Mac OS X, Linux e Solaris (tutte le varie versioni sono scaricabili da questa pagina).

Il nuovo VirtualBox 4.1 è definito dagli stessi sviluppatori una major release: sono infatti numerose le innovazioni introdotte. Tra le principali novità, l'"inedita" funzionalità che permette di "clonare" le macchine virtuali, il supporto – nel caso dei sistmi host a 64 bit – di un quantitativo massimo di memoria RAM pari a 1 TB, una procedura rivista che guida l'utente nella fase di creazione delle unità disco virtuali, un meccanismo passo-passo per la copia dei dischi virtuali.
Attesissimo, seppur sia stato aggiunto ancora come caratteristica sperimentale, il driver video compatibile WDDM (Windows Display Driver Model): grazie ad esso sarà possibile vedere, all'interno della macchina guest, le finestre trasparenti che contraddistinguono l'interfaccia Aero di Windows Vista e di Windows 7. Installando VirtualBox 4.1, ci si potrà liberare dell'interfaccia Aero basic che non dispone di quegli effetti grafici e delle peculiarità automaticamente attivate allorquando venga rilevata una scheda grafica compatibile WDDM.
Altrettanto sperimentale è il cosiddetto supporto "PCI passthrough" che, nel caso in cui VirtualBox 4.1 sia eseguito da una macchina host Linux, permette al software di virtualizzazione di accedere direttamente all'hardware "fisico", ad esempio alla scheda di rete, migliorando le prestazioni generali della virtual machine.


Molti interventi sono stati applicati anche sull'interfaccia grafica di VirtualBox attraverso la quale risulta adesso possibile modificare l'indirizzo MAC delle macchine virtuali allorquando esse vengano importate oppure clonate. Sempre in fase di "runtime", ossia mentre la virtual machine è in esecuzione, è adesso possibile variare le proprietà dell'interfaccia di rete così come agire sulle impostazioni relative alla configurazione delle porte SATA.

Sul versante networking, gli autori di VirtualBox hanno aggiunto una nuova modalità di rete – battezzata "UDP tunnel" – che permette agli utenti di interconnettere tra loro macchine virtuali eseguite su diverse macchine host.

Completano VirtualBox 4.1 alcune modifiche tese alla risoluzioni di bug relativi al supporto 3D, del protocollo TLS e del Windows USB host driver.


  1. Avatar
    AlexDell1395
    28/07/2011 17:41:43
    certo!!! ho esperienza con virtualbox, l'aero si attiva ma resta comunque l'interfaccia basic
  2. Avatar
    jacopo
    27/07/2011 15:38:14
    @AlexDell Hai seguito le istruzioni ?
  3. Avatar
    AlexDell1395
    26/07/2011 19:57:08
    per quanto riguarda l'abilitazione di AERO sto impazzendo, non funziona...!!! potete aiutarmi? :matto: :matto: :D :D :D :D :D
  4. Avatar
    savellik64
    20/07/2011 18:04:19
    Complimenti per l'articolo, veramente molto ben fatto. Avrei un piccolo problema: ho creato su una macchina Win7 Ult. 32 tramite waik un'immagine iso di winpe. Go caricato la iso in una macchina virtuale VirtaulBox, ma la vm si blocca sulla schermata Windows is loading files..... Cosa potrebbe essere? Ho provato la stessa iso su una vm Vmware e il processo di boot viene portato a compimento. Grazie x eventuali risposte
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