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Come avviare senza difficoltà una macchina virtuale VMware con il software VirtualBox

VirtualBox, il software per la virtualizzazione fatto proprio da Oracle, nel gennaio 2010, in seguito all'acquisizione di Sun Microsystems, consente - tra i vari vantaggi - di aprire direttamente, senza effettuare alcun tipo di conversione, file in formato .VMDK (VMware), .VHD (Microsoft) e .HDD (Parallels).

Coloro che volessero eseguire in VirtualBox una macchina virtuale creata con uno dei prodotti VMware, quindi, non incorreranno in grosse difficoltà, fatta eccezione per alcuni fastidiosi ostacoli che potrebbero causare non pochi fastidi. In questo articolo ci proponiamo di analizzare la procedura passo-passo che consentirà di avviare una macchina virtuale Windows XP (nel nostro caso generata ricorrendo a VMware Player) all'interno di Oracle VirtualBox.

Per approfondire l'utilizzo di VirtualBox, suggeriamo di fare riferimento a questi nostri articoli.
Per quanto riguarda VMware Player, invece, si possono trovare numerosi spunti in questi servizi.



Per procedere, l'unico file della macchina virtuale VMware che bisognerà tenere a disposizione è l'elemento dotato di estensione .VMDK. Acronimo di "Virtual Machine Disk", ospita tutto il contenuto del disco fisso della macchina virtuale. Suggeriamo caldamente di creare una copia del file .VMDK d'interesse in modo da lasciare inalterato (ed eventualmente usare come backup) quello proveniente da VMware.

Dopo aver installato ed avviato VirtualBox sul sistema host, si dovrà cliccare sul pulsante Nuova per creare una nuova macchina virtuale.

Cliccando sul pulsante Avanti, si dovrà specificare un nome per il sistema operativo (ad esempio, Windows XP) e confermare, agendo sui sottostanti menù a tendina, il sistema operativo già installato nel disco virtuale VMware:

La finestra successiva, permetterà di indicare il quantitativo di memoria RAM da destinare alla macchina virtuale. È bene introdurre un valore sufficiente per l'esecuzione del sistema guest ma non così elevato da saturare la memoria RAM a disposizione sulla macchina "fisica" (host).

Cliccando su Avanti, apparirà la schermata attraverso la quale si dovrà decidere se creare un nuovo disco fisso virtuale oppure sfruttarne uno già esistente. Prima di proseguire, ci si dovrà portare all'interno della cartella nella quale VirtualBox salva le varie macchine virtuali (generalmente è %userprofile%\VirtualBox VMs). Qui, si dovrà accedere alla cartella corrispondente alla virtual machine in corso di creazione (nel nostro caso, Windows XP e copiarvi il file di VMware con estensione .VMDK.

A questo punto, tornando nella procedura guidata per la creazione della macchina virtuale VirtualBox, si dovrà selezionare l'opzione Usa un disco fisso esistente, cliccare sull'apposito pulsante, e scegliere il file .VMDK:

Facendo clic su Avanti quindi su Crea, la macchina virtuale sarà pronta per essere avviata.

Prima di procedere con l'esecuzione della macchina virtuale, nel nostro caso abbiamo preferito attivare le estensioni VT ("Virtualization Technology") dal BIOS (previo riavvio del personal computer).
Eseguendo nuovamente VirtualBox, poi, si è selezionato la macchina virtuale Windows XP precedentemente aggiunta e cliccato sul pulsante Impostazioni.
Dalla sezione Sistema, avendo attivato le estensioni VT, è bene spuntare Abilita IO APIC mentre, scegliendo la scheda Processore, si dovrà attivare la casella Abilita PAE/NX.

Qualora la macchina virtuale dovesse, successivamente, evidenziare difficoltà in fase di riavvio e/o spegnimento (le procedure di reboot o di arresto del sistema sembrano non aver mai fine), per risolvere il problema basterà togliere il segno di spunta dalla casella Abilita dispositivo di puntamento assoluto.


A questo punto, cliccando su Avvia, si potrà eseguire il boot della macchina virtuale attingendo direttamente al contenuto del disco fisso virtuale VMware.


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