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Come installare Ubuntu 10.10 in una macchina virtuale con VMware Player

Ubuntu 10.10 è stato da poco rilasciato in versione finale. Per saggiarne le nuove caratteristiche non è necessario mettere mano alla struttura del disco fisso. Se, in passato, il ridimensionamento delle partizioni presenti sull'hard disk, per fare spazio alla distribuzione Linux, era un passaggio obbligato, oggi è possibile orientarsi su approcci molto più immediati da porre in campo.

Se il proprio obiettivo è solamente quello di saggiare le funzionalità introdotte nella nuova versione di Ubuntu, la strategia più semplice è quella di scaricare la ISO del sistema operativo (ved. questa pagina per il prelievo gratuito della versione a 32 o 64 bit), masterizzarla su supporto CD ROM ("pesa" all'incirca 700 MB), riavviare il personal computer ed effettuare il boot da CD.
Affinché la procedura vada a buon fine, è indispensabile che nel BIOS sia impostata la corretta sequenza di avvio (lettore CD/DVD prima; hard disk poi).
Alla comparsa della finestra che segue si dovrà scegliere la lingua italiana e cliccare sul pulsante Prova Ubuntu.

Così facendo, Ubuntu 10.10 verrà avviato nella cosiddetta "modalità live": ciò significa che il sistema operativo può essere provato senza apportare alcuna modifica alla configurazione del disco fisso. Ovviamente le prestazioni non solo le stesse ottenibili installando la distribuzione Linux sull'hard disk.

In alternativa, Ubuntu propone Wubi, un "installer" destinato agli utenti di Windows. Wubi consente di installare la distribuzione Linux dall'ambiente Windows così come se fosse una normale applicazione concepita per la piattaforma di Microsoft. Utilizzando Wubi (accessibile inserendo il CD d'installazione di Ubuntu 10.10 in Windows; il supporto è dotato della funzionalità "autoplay"), non verrà modificata la struttura del disco fisso nè la configurazione del sistema: Wubi sfrutta un disco virtuale creato per l'occasione nello stesso file system di Windows.

In questo articolo presentiamo una soluzione che, in termini di produttività, è probabilmente la migliore. Chi fosse interessato ad unire il più possibile i mondi Windows e Linux senza però dover mediare "commistioni" tra l'uno e l'altro sistema operativo, può orientarsi sull'utilizzo di un'applicazione gratuita qual è VMware Player.


VMware Player è un ottimo strumento (gratuito) che consente di eseguire, all'interno di una macchina virtuale, qualunque sistema operativo. Derivato a partire da fine 2005 dal prodotto commerciale Vmware Workstation, il software VMware Player è cresciuto notevolmente in termini di funzionalità e flessibilità, soprattutto da quando ne è stata rilasciata la terza versione.
Installando quest'ultima, infatti, gli utenti possono liberamente creare macchine virtuali (dette "sistemi guest") sulle quali eseguire Windows, Linux, Novell NetWare, Sun Solaris ed altri ancora.

Dopo aver installato ed avviato VMware Player basta infatti cliccare sulla voce Create a new virtual machine e seguire la procedura passo-passo che viene presentata.


Per installare Ubuntu 10.10 all'interno della macchina virtuale VMware, suggeriamo di selezionare l'opzione I will install the operating system later quindi premere Next.


Nella schermata seguente, si dovrà selezionare Linux come Guest operating system quindi Ubuntu dal riquadro Version.


Il passo successivo, consiste nell'indicare un nome da assegnare alla macchina virtuale in corso di generazione (va benissimo "Ubuntu") e nello specificare una cartella, sul disco, all'interno della quale sarà memorizzato tutto il contenuto della virtual machine.


Attraverso la finestra seguente, si dovrà digitare la "capienza" (in gigabytes) del disco virtuale sul quale si installerà il sistema operativo (Ubuntu 10.10, nel nostro caso). Il contenuto dell'hard disk virtuale verrà memorizzato, nel disco fisso “fisico”, sotto forma di un unico file (opzione Store virtual disk as a single file) oppure di più file di dimensioni massime pari a 2 GB (Split virtual disk into 2 GB files).

E' importante notare che VMware Player non alloca, sul disco fisso "fisico" (quello installato sulla macchina "host"), tutto lo spazio corrispondente alla dimensione massima dell'unità virtuale. Inizialmente, la macchina virtuale occuperà quindi pochi megabytes (solitamente intorno a 5 MB) per poi “crescere” via a via che saranno aggiunti file ed applicazioni nel disco virtuale.
Dopo aver cliccato su Next, si potrà ultimare la procedura di creazione della nuova macchina virtuale oppure, se lo si desidera, personalizzare le caratteristiche della “virtual machine” cliccando sul pulsante Customize hardware.

VMware Player riassume le impostazioni associate alla macchina virtuale in corso di creazione riportando le caratteristiche tecniche di tutte le periferiche virtuali.
Per ciascun sistema operativo, il programma riporta ad esempio il quantitativo minimo richiesto (triangolo di colore giallo), quello consigliato (triangolo verde) ed il quantitativo di memoria – installato sul personal computer “fisico” - che la macchina virtuale sarà in grado di sfruttare (triangolo blu). Spostando l'indicatore o digitando manualmente un valore, è possibile variare il quantitativo di memoria RAM utilizzabile da parte della macchina virtuale.


Cliccando sulle varie voci, si possono visualizzare il numero di processori, le unità CD/DVD e floppy impiegate, rivedere la configurazione della scheda di rete virtuale, del controller USB, della scheda audio e video.

Nel caso delle unità CD/DVD, si può specificare l'uso di un device specifico: basta selezionare la corrispondente lettera identificativa assegnata da Windows. Tale lettera non sarà la stessa ad essere utilizzata da parte del sistema operativo “guest”. In alternativa, si può indicare un'immagine in formato ISO: ciò significa che l'installazione di un qualunque sistema operativo potrà essere avviata anche a partire dal file d'immagine scaricato dalla rete Internet (funzionalità utilissima, ad esempio, nel caso delle varie distribuzioni Linux, sempre veicolate sotto forma di file .ISO).

Due parole in più merita la configurazione dell'interfaccia di rete. L'opzione predefinita (“NAT”) fa in modo che la macchina virtuale condivida lo stesso indirizzo IP associato, in rete locale, al sistema “host”. Viceversa, optando per Bridged la “virtual machine” apparirà “agli occhi” degli altri sistemi collegati in LAN così come se fosse un personal computer “fisico”. Infine, Host-only fa in modo che la macchina virtuale possa “dialogare” esclusivamente con il sistema “host” creando una sorta di rete privata.

Per quanto riguarda la sezione Display, è interessante notare come la scheda video virtuale supporti l'accelerazione 3D.

Dopo aver cliccato sul pulsante Finish, per avviare la macchina virtuale (indicata come Powered off; non è mai stata eseguita...) basterà cliccare su Play virtual machine.


  1. Avatar
    jacopo
    27/05/2011 17:53:11
    Credo proprio di no, cioè puoi sicuramente installare Ubuntu ma non riuscirai a fare in modo che parte tramite la pressione del pulsante.
  2. Avatar
    Fabryse
    27/05/2011 13:46:28
    Salve a tutti, sono nuovo da queste parti. io possiedo un eeepc 1015 pem con doppio sistema operartivo windows 7 e express gate con relativo pulsante per accedere rapidamente al sistema operativo express.Domanda posso installare, al posto del sistema operativo express, ubuntu 10.10? funziona il pulsante rapido per accedere a ubuntu?nella partizione gia esistente del sistema operativo express posso installare ubuntu o devo creare una partizione ? spero di essere stato chiaro nella spiegazione. aspetto risposta dai guru di ubuntu grazie anticipatamente.
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    Michele Nasi
    31/10/2010 14:51:01
    Semplicemente, cancelli la macchina virtuale.
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    subby62
    31/10/2010 12:52:52
    E se voglio disinstallare ubuntu dalla VM???
  5. Avatar
    Attika
    24/10/2010 18:01:35
    Ottimo ... molto meglio di virtual Box o di microsoft Virtual Machine!! Ho appena installato Ubuntu 10.10 e va che è uno spettacolo.. Veloce ..pratico, sicuro!!! Da raccomandare
  6. Avatar
    Michele Nasi
    20/10/2010 08:53:55
    Sulle macchine virtuali VMware Player è comunque possibile abilitare l'accelerazione 3D.
  7. Avatar
    jacopo
    20/10/2010 00:23:19
    Citazione: vorrei chiedere all'autore dell'articolo di spiegare meglio, se possibile, quale sia il vantaggio di installare ubuntu in questo modo, rispetto all'utilizzo di wubi.
    Vantaggi: - migliori performance: a differenza dell'installazione in una VM, in cui l'hardware è emulato, si hanno a disposizione tutte le risorse hardware reali. Quindi per esempio puoi godere dell'accelerazione 3D. Svantaggi: - Wubi installa Ubuntu in un file all'interno di Windows e del suo file system, con tutte le conseguenze che ne derivano, principalmente: accesso in lettura/scrittura più lento, frammentazione del file; - per avviare Ubuntu da una sessione Windows (e viceversa), si deve per forza riavviare il computer.
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    Michele Nasi
    19/10/2010 15:16:00
    Citazione: Sembra che le istruzioni inserite si riferiscano a VMWare Workstation. VMWare Player, non consente di creare nuove macchine virtuali ma solo di utilizzarne di esistenti.
    No, come scritto nell'articolo, VMware Player - a partire dalla versione 3.0 - consente anche la creazione di nuove macchine virtuali.
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    cordialmente
    19/10/2010 13:46:44
    vorrei chiedere all'autore dell'articolo di spiegare meglio, se possibile, quale sia il vantaggio di installare ubuntu in questo modo, rispetto all'utilizzo di wubi. vorrei provare linux sul mio pc, e vorrei farlo nel modo più semplice e veloce possibile grazie! cord.
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    Gnoccofritto
    19/10/2010 13:28:17
    Sembra che le istruzioni inserite si riferiscano a VMWare Workstation. VMWare Player, non consente di creare nuove macchine virtuali ma solo di utilizzarne di esistenti.
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