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Connessione lenta, come capire qual è il problema

Quando si scambiano dati in Rete e la connessione risulta lenta, le motivazioni possono essere le più disparate. Come fare, allora, per capire il perché di una connessione lenta?

Nel caso di connessione lenta il problema è generalmente riconducibile ad una o più delle seguenti cause:

a) Effettuazione di download pesanti da parte degli altri client collegati alla rete locale.
b) Effettuazione di upload pesanti anche da uno solo dei client connessi alla rete locale.
c) Problema generalizzato o locale del provider Internet (congestione o problemi di routing).
d) Problema di routing sulle dorsali Internet, ad esempio il seabone che collega l'Europa con gli Stati Uniti (in questi casi i siti stranieri "d'Oltreoceano" non risultano raggiungibili o si caricano lentamente).
e) Problema sul server di destinazione.
f) In caso di utilizzo di una connessione WiFi, segnale wireless debole e/o instabile.
g) Portante ADSL/VDSL agganciata inferiore (talvolta anche significativamente) rispetto a quanto pubblicizzato nell'ambito dell'offerta commerciale.

Connessione lenta, come diagnosticare un eventuale problema

In caso di connessione lenta, suggeriamo di effettuare - l'uno dopo l'altro - alcuni semplici passaggi. Li avevamo illustrati a suo tempo nell'articolo Connessione Internet lenta: come diagnosticare e risolvere il problema ma, questa volta, presentiamone una disamina più agile ed immediata.


1) Controllare la latenza dei pacchetti dati

Aprire il prompt dei comandi e digitare ping -t seguito ad esempio da www.google.it (ping -t www.google.it).

Il comando PING permette di misurare il tempo necessario a vari pacchetti dati (ICMP) per arrivare al server di destinazione e tornare indietro all'origine.
Non tutti i server rispondono alle richieste ICMP. La ripetuta comparsa del messaggio "Richiesta scaduta", quindi, può non essere necessariamente sinonimo di un problema.
Il server de IlSoftware.it, per scelta, non risponde all'invio di pacchetti ICMP; digitando il comando ping www.ilsoftware.it, infatti, si otterrà sempre Richiesta scaduta.

Nel caso in cui il server di destinazione risponda, è possibile stabilire quanto tempo trascorre tra l'invio di un pacchetto dati ed il ritorno della risposta al proprio sistema.
Il tempo trascorso, detto anche latenza, si misura in millisecondi. Per una normale connessione ADSL questo tempo può essere pari a circa 30-45 ms; per una connessione in fibra ottica spesso si scende fino a 5-15 ms.
È consigliabile osservare quindi le risposte ottenute al comando PING: latenze elevate, costantemente superiori a 100-150 ms sono sinonimo di un problema, almeno nel caso delle normali connessioni a banda larga.
Non è un problema che, occasionalmente, durante la verifica con il comando PING, si rilevassero tempi dell'ordine dei 100-150 ms o superiori. L'importante è che, mediamente, la latenza si mantenga sotto un valore medio più che accettabile.

Nel caso in cui si stesse adoperando una connessione dati in mobilità od un collegamento WiFi, elevate latenze e banda ridotta possono essere rilevate allorquando il segnale fosse particolarmente debole.

Per terminare l'attività del comando ping -t, basterà premere la combinazione di tasti CTRL+C.

Connessione lenta, come capire qual è il problema

In calce al responso del comando PING, si troveranno alcuni dati statistici come la latenza media rilevata dal comando.

2) Verificare eventuali problemi di routing con traceroute

Se il valore medio della latenza fosse elevato si può andare alla ricerca del problema.
In primis, suggeriamo di lanciare il comando PING -t anche su altri siti web (magari quelli gestiti da grandi aziende). Se il valore fosse sempre alto, suggeriamo di digitare quanto segue:

tracert www.google.it

Il comando, disponibile in tutti i sistemi operativi seppur in varie forme, consente di controllare il percorso che i pacchetti dati compiono fino al server di destinazione.

Se, lungo i primi punti di passaggio indicati, la latenza si mantiene su valori contenuti per poi alzarsi notevolmente nei passaggi successivi, è altamente probabile che in Rete vi siano problemi di routing o una temporanea congestione.
Se, prima di giungere a destinazione, il responso del comando tracert dovesse mostrare latenze elevate o, addirittura asterischi corrispondenti a "richieste scadute" è lecito ipotizzare proprio problematiche di instradamento o di congestione.

Queste situazioni tipicamente non riguardano il fornitore Internet di cui si è clienti ma interessano le dorsali della rete oppure le interconnessioni tra provider.
Tipicamente, quindi, queste problematiche si risolvono nel giro di qualche ora.
Per curiosità, copiando gli IP dei router ove viene rilevato il problema (oppure quelli degli hop immediatamente precedenti o successivi nel caso della comparsa di richieste scadute) ed incollandoli nella casella di ricerca sul sito Whois Lookup di Domaintools, è possibile circoscrivere l'area del problema.

Spesso, ad esempio, ci si può rendere conto che il temporaneo problema è relativo al seabone ossia ai collegamenti sottomarini che connettono nazioni ed interi continenti.
Ad esempio, questa è una rappresentazione grafica della rete di Telecom Italia Sparkle, rete lunga circa 450.000 chilometri.
La "mappa" interattiva di Telecom Italia Sparkle ben evidenzia anche le interconnessioni con gli altri provider più grandi a livello planetario.


È bene tenere presente che alcuni server non rispondono al comando ping. Se, dopo una serie di passaggi, tracert continuasse a mostrare una serie di asterischi per molti hop consecutivi, è probabile che - semplicemente - il server di destinazione si rifiuti di rispondere alle richieste ICMP. Questo non è sintomo di un problema.

3) Quando è possibile ipotizzare un problema di routing sulla rete del proprio provider Internet

Se il comando TRACERT dovesse evidenziare problemi sui primi hop e, anche grazie all'utilizzo dello strumento Whois Lookup di Domaintools si rilevasse il nome del provider in uso (cui si è abbonati), è altamente probabile che le difficoltà riguardino proprio la sua rete.
Solitamente si tratta di problemi che vengono rilevati e risolti in tempi brevi ma che, eventualmente, possono essere fatti presente al servizio di assistenza tecnica.

Più grave, perché potrebbe essere tutt'altro che temporaneo, un problema sul primo hop del provider Internet.

Il primo hop che si rileva infatti nel responso del comando TRACERT, di solito corrisponde all'IP privato del router (spesso 192.168.1.1 o 192.168.0.1). Tale dispositivo tipicamente risponde in un tempo pari o inferiore a 1 ms.

Il secondo hop, invece, è generalmente il primo nodo della rete gestito dal fornitore di accesso Internet.
Se il valore della latenza rilevato su tale hop (il primo del provider Internet cui ci si appoggia) fosse molto elevato, le possibilità sono due:

a) C'è grande congestione sul nodo di uscita del provider Internet (in questo caso, dopo aver fatto verifiche nei giorni successivi, si potrà farlo presente all'assistenza tecnica).
b) Sono in corso, sullo stesso sistema in uso o sugli altri dispositivi connessi alla rete locale e, quindi, allo stesso router, trasferimenti di dati molto impegnativi.


4) Attenzione agli upload pesanti richiesti da qualunque dispositivo collegato alla rete locale

A proposito del precedente punto b) è importante evidenziare che anche un solo upload - seppur pesante e durevole nel tempo - posto in essere da un unico client collegato in rete locale, può essere tranquillamente in grado di "affossare" le performance dell'intera LAN, anche in download.
Dopo il completamento dell'upload pesante, le prestazioni di rete dovrebbero tornare quelle a cui si è abituati.
Durante il caricamento dei dati in Rete, invece, la connessione sarà lenta e la latenza potrebbe tranquillamente superare i 1.000-2.000 ms.

Per rilevare tale problema e per prevenire situazioni similari, è possibile seguire alcuni semplici indicazioni:
- L'upload influisce sul download? Come velocizzare la connessione mentre si caricano file pesanti
- Monitorare il traffico di rete nella LAN e la banda occupata

L'utilizzo di applicazioni peer-to-peer, ad esempio, contribuisce a saturare la banda di rete disponibile, sia in upload che in download, facendo decrescere rapidamente le prestazioni della connessione Internet.

I dispositivi di rete più evoluti (router e switch) mettono a disposizione la funzionalità Quality of Service (QoS) che consente di ridurre automaticamente la banda disponibile ai dispositivi connessi in rete locale.
Si può ad esempio fare in modo che certi dispositivi, avvezzi a effettuare pesanti upload online, non possano impegnare tutta la banda in upstream disponibile.
La connessione lenta sarà così un ricordo grazie proprio alla riduzione dinamica della banda disponibile allorquando dovessero essere posti in essere trasferimenti dati non essenziali.
I router e gli switch più moderni consentono anche di ridurre la banda occupabile da singoli dispositivi o da insiemi di essi.


Nel caso in cui il problema di elevata latenza sul primo hop del provider non dipendesse dai trasferimenti di dati richiesti dai dispositivi collegati in rete locale, sarebbe bene segnalarlo al supporto tecnico dell'operatore di telecomunicazioni prescelto.

5) Connessione lenta: verificare sempre la banda disponibile

Quando la connessione è lenta, suggeriamo di controllare sempre la banda effettivamente a disposizione. A tal proposito, suggeriamo anche di provare il trasferimento di dati da server notoriamente veloci e performanti.

Si può ad esempio provare a scaricare, con il browser web preferito, un Service Pack dal sito di Microsoft, una distribuzione Linux come Ubuntu dal server del GARR (vedere questa pagina) oppure l'ultima release di Virtualbox dal sito ufficiale.

Si osservi quindi la velocità di download con cui il file (preferirne magari uno di grandi dimensioni) viene prelevato dal server remoto.

Se il valore è espresso in KB/s o in MB/s (rispettivamente chilobyte e megabyte al secondo), moltiplicandolo per 8 si otterrà "spannometricamente", la banda disponibile in downstream, espressa in Kbps (chilobit per secondo) o in Mbps (megabit per secondo) per la propria connessione di rete (in caso di dubbi, fare riferimento all'articolo Mbps cosa significa e a che cosa corrisponde?).

La connessione è lenta quando tale valore è lontano da quello presentato commercialmente dal provider Internet ed è rilevato in assenza di altri trasferimenti di dati all'interno della rete locale.
Per non commettere errori di valutazione, consigliamo di disconnettere tutti gli altri dispositivi dal router (porte Ethernet e WiFi) e provare a effettuare il test (download di un file di grandi dimensioni da un server veloce) sopra citato.


6) La banda in download è molto inferiore a quanto pubblicizzato dall'offerta commerciale sottoscritta

Se il valore in Mbps calcolato scaricando un file di grandi dimensioni fosse notevolmente inferiore a quanto previsto nell'offerta commerciale come valore di picco (si pensi a una connessione in fibra a 100 Mbps che va a 30 Mbps; una ADSL a 20 Mbps che scarica al massimo a 10 Mbps; una ADSL da 7 Mbps che va a 2 Mbps…), le motivazioni potrebbero essere essenzialmente due:

a) Il provider Internet non ha ancora aggiornato il profilo tecnico relativo al proprio abbonamento VDSL/ADSL. Commercialmente è stato attivato un profilo a N Mbps ma tecnicamente la linea non è stata ancora adeguata.
b) Nel caso delle VDSL FTTC e delle ADSL i parametri di linea (essenzialmente SNR e attenuazione) non consentono di "agganciare" una portante ottimale.

Un ulteriore test rapido per verificare la banda disponibile in downstream questo di Netflix (Fast.com), anche molto attendibile.

Suggeriamo però di accedere al pannello di configurazione del modem router (di solito basta digitare 192.168.1.1 o 192.168.0.1 nella barra degli indirizzi del browser) quindi fare riferimento alla sezione Stato/Status oppure Statistiche.

Qui si troverà il valore della portante, generalmente espresso in Kbps insieme con i dati relativi a margine di rumore (SNR) e attenuazione della linea espressi in dB.
Più è elevato il rapporto tra segnale e rumore (SNR) e più è contenuta l'attenuazione, maggiori saranno le velocità di trasferimento dati ottenibili in download e in upload (a tal proposito, vedere l'articolo Mappa centrali Telecom e armadi stradali al paragrafo Come consultare la mappa centrali Telecom e armadi stradali).
Alcuni modem router espongono anche l'attainable rate ovvero la velocità di trasferimento dati teoricamente ottenibile con i parametri di linea rilevati.
Si tratta di una stima spesso non perfetta ma che combinata con i test descritti nell'articolo Copertura fibra ottica e ADSL: i nuovi strumenti danno un'idea delle performance in downstream che si possono avere.


7) Attenzione ai sistemi Windows 10

I sistemi Windows 10 collegati alla rete locale possono ingenerare un quantitativo di traffico notevole e rendere la connessione lenta (vedere il precedente punto 4).

Nell'articolo Connessione lenta con Windows 10 abbiamo spiegato come "mettere un freno" a Windows 10 ed evitare che il sistema operativo occupi tutta la banda disponibile.


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