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venerdì 17 settembre 2021 di 2562 Letture
Cos'è il Chips Act e come l'Europa vuole tornare protagonista

Cos'è il Chips Act e come l'Europa vuole tornare protagonista

L'Europa annuncia il Chips Act per organizzarsi e far sentire la sua voce nella sfida per la progettazione e la realizzazione dei chip.

Quando si parla di microprocessori e SoC si fa riferimento sempre alle stesse aziende. Da anni c'è un piano di SiPearl, azienda francese, che mira a creare il primo processore general-purpose tutto europeo basato sull'architettura RISC-V (Rhea) e si cerca di portare nel vecchio continente la produzione di alcuni colossi dell'industria.

Mentre Stati Uniti e Cina si stanno organizzando forti delle loro posizioni privilegiate con iniziative come CHIPS for America e Made in China, l'Europa non si è ancora strutturata in maniera da poter in futuro dire la sua in un campo, quello dei semiconduttori, da cui dipendono le economie di interi Paesi.

Sullo sfondo ci sono infatti due problemi: da un lato la carenza di materie prime per realizzare i chip a fronte di una domanda elevatissima, dall'altro l'eccessiva dipendenza delle aziende da industrie statunitensi, cinesi o comunque estremo-orientali.

Gli Stati Uniti hanno dalla loro una buona fetta del mercato, questo è vero, con aziende come Intel, AMD, NVidia e Qualcomm sempre in prima linea.

È pur altrettanto vero, però, che molti dei colossi a stelle e strisce hanno il loro business legato alle attività che svolgono ad esempio TSMC, gigante taiwanese nella produzione di semiconduttori, oltre che ARM e ASML.

Queste ultime due sono aziende europee: ARM è ancora britannica nonostante il tentativo di acquistarla, non ancora ufficialmente andato in porto, da parte di NVidia e sebbene il Regno Unito sia ormai uscito dall'Unione Europea.

Se NVidia dovesse riuscire a comprare ARM gli equilibri sono destinati a cambiare ma per il momento l'azienda di Softbank è ancora parte dell'Unione Europea tecnologicamente parlando.

ASML è la realtà olandese che fornisce ai big dell'industria le macchine per la litografia ultravioletta estrema e per realizzare fisicamente i chip.

La tecnologia ARM si trova praticamente in tutti i SoC per i dispositivi mobili, è stata recentemente abbracciata da Apple sui suoi Mac ed è destinata ad acquisire quote di mercato rilevanti in altre aree, a discapito della piattaforma x86 sulla quale hanno storicamente investito Intel e AMD.

ASML, invece, è il leader unico e quasi esclusivo per la fornitura degli scanner di wafer in silicio utilizzati da Samsung, TSMC e Intel. Quindi l'Europa al momento è presente anche se a causa di un ritardo decennale non si è mai organizzata per portare entro i suoi confini la produzione di chip utilizzabili su vasta scala.

Che cos'è il Chips Act europeo

Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, nel corso di una presentazione ufficiale ha illustrato brevemente le finalità del cosiddetto Chips Act.

L'obiettivo è quello di creare insieme un ecosistema europeo all'avanguardia che permetta di favorire anche la produzione interna di chip. Un'impostazione del genere offrirà all'Europa garanzie in termini di approvvigionamento e aiuterà a sviluppare nuovi mercati per innovare utilizzando tecnologia europea.

Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e i servizi, ha osservato che la gara per la realizzazione di chip avanzati è una competizione per la leadership tecnologica e industriale. Il Chips Act, ha aggiunto Breton, coprirà la ricerca (coinvolgendo importanti istituti europei come il Fraunhofer tedesco, l'IMEC belga e LETI/CEA in Francia), la capacità di produzione e la cooperazione internazionale.

È stato anche fatto cenno alla possibile creazione di un fondo europeo specifico per i semiconduttori soprattutto perché i finanziamenti saranno necessari per far decollare l'intera catena. L'Unione Europea è inoltre chiamata a riflettere su un tema fondamentale che è all'ordine del giorno anche in Cina ovvero l'accesso a quegli elementi chimici della tavola periodica chiamati terre rare fondamentali nella produzione di chip.

Per il momento non sono disponibili altri dettagli sul Chips Act ma fondamentalmente ciò che è stato detto fa ritenere che l'Unione Europea sia intenzionata a fondare una sorta di TSMC nei suoi Stati membri e insieme al Regno Unito esprimere una condizione di leadership a livello globale. Quanto ad ARM sarà l'Antitrust europea a pronunciarsi sull'acquisizione di NVidia con Qualcomm che è comunque dichiaratamente "in agguato".

Nulla ovviamente si potrà improvvisare e i primi frutti del Chips Act, se ben realizzato, si inizieranno a vedere nel giro di un decennio.

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