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I database relazionali stanno diventando vetusti

Michael Stonebraker, ricercatore presso l'Università della California, a Berkeley, fu tra i creatori - nei primi anni '70 - di Ingres e Postgres, tecnologie sulle quali si basano molti dei più importanti ed utilizzati database relazionali: SQL Server di Microsoft, Adaptive Server Enterprise di Sybase, l'omonimo prodotto di Ingres, Informix di IBM ed altri ancora.
Stonebraker oggi dichiara che i database relazionali, così come sono attualmente concepiti, sono ormai una tecnologia vetusta che dovrebbe appartenere al passato. Secondo il ricercatore, i DBMS "column-oriented" (i dati vengono organizzati sotto forma di colonne invece che per righe) sarebbero ormai da preferire perché riducono drasticamente il carico di lavoro in fase di lettura (durante l'esecuzione delle interrogazioni sulla base dati). Questi tipi di DBMS sarebbero quindi molto adatti per processi OLAP ("Online analytical processing").
I DBMS che organizzano i dati per colonna "sono destinati a dominare il mercato rimpiazzando completamente l'approccio basato sulla gestione delle informazioni per riga", ha dichiarato Stonebraker (lanciando un'azienda - Vertica - che sviluppa proprio database "column-based"). La soluzione non è nuova: Sybase ha commercializzato il suo database "column-based" IQ per anni e "BigTable" - la soluzione sviluppata in casa Google per la gestione di un gran numero di servizi web - memorizzata i dati proprio per colonne.
Organizzazioni dei dati per riga ha i suoi vantaggi: la scrittura su disco, in queste situazioni, è più veloce che nel caso di database "column-based". Nell'ambito del data warehouse il modello più furbo da utilizzare è invece proprio il "coulumn-based": qui, infatti, i dati sono scritti tipicamente una sola volta per poi essere letti un numero innumerevole di volte.

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