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mercoledì 3 agosto 2022 di 4528 Letture
Italia a 1 Giga: investimenti pubblici in tutte le aree dove non si raggiungono 300 Mbps

Italia a 1 Giga: investimenti pubblici in tutte le aree dove non si raggiungono 300 Mbps

Come si svilupperà il piano Italia a 1 Giga per portare la connettività a 1 Gbps in downstream e 200 Mbps in upstream dove oggi non si arriva a 300 Mbps e non si arriverà a tale valore almeno almeno fino al 2026.

La fibra misto rame è ancora una realtà, quando essa è disponibile, per una buona parte degli utenti italiani. Con una connessione FTTC (Fiber-to-the-Cab) nella stragrande maggioranza dei casi si possono raggiungere fino a 100 o 200 Mbps nelle condizioni migliori. Utilizzando eventualmente tecniche come il VDSL bonding è possibile arrivare fino a 300 o 400 Mbps in determinate situazioni.

Per arrivare fino a 1 Gbps (1.000 Mbps) è necessario disporre di un'infrastruttura basata su FTTH (Fiber-to-the-Home): in questo caso il cavo in fibra ottica arriva fino al router dell'abbonato o utente finale.

Con il Piano Italia a 1 Giga l'idea è quella di abbandonare il modello utilizzato per la realizzazione della rete a banda ultralarga nelle aree bianche del Paese.

In quel caso è previsto un investimento a favore del concessionario (Open Fiber) per l'intero territorio nazionale. La rete così realizzata resta di proprietà pubblica.

Per realizzare il progetto Italia a 1 Giga è stato invece approvato un modello a incentivo per le aree grigie e nere: lo Stato si fa carico dei costi per la realizzazione della rete in una misura che può arrivare al 70%. La rete resta invece dell'azienda che la realizzerà: tale soggetto deve però impegnarsi a garantire l'accesso all'ingrosso (wholesale) a parità di condizioni per tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati a utilizzarla.

In un altro articolo abbiamo visto la differenza tra aree bianche, grigie e nere: dopo gli interventi svolti da Open Fiber nelle aree bianche d'Italia, utilizzando i fondi del Recovery plan (PNRR) pari a circa 3,86 miliardi di euro l'obiettivo passa adesso ad adeguare le aree del Paese in cui già c'è concorrenza e dove una rete già esiste.

Il passaggio cruciale è portare 1 Gbps in downstream nelle aree grigie e nere partendo dalle zone in cui attualmente e fino al 2026 non è e non sarà possibile superare i 300 Mbps (circa 7 milioni di unità immobiliari come indica Infratel Italia).

Le prestazioni delle connessioni di rete in Italia sono costantemente monitorate e cliccando su Fisso in AGCOM Broadband Map è possibile consultare la mappa con i rilevamenti più aggiornati. È così possibile conoscere, ad esempio, qual è la velocità della connessione presso i numeri civici limitrofi.

Il piano Italia a 1 Giga prevede che venga preservata la logica della neutralità rispetto alla tipologia della modalità di accesso alla rete. Non importa quindi se 1 Gbps in downstream e 200 Mbps in upstream siano portati grazie a connessioni FTTH, utilizzando FWA (Fixed Wireless Access) o servendosi di tecnologie 5G.

Rispetto a quanto fatto nel caso delle aree bianche con il modello in concessione, gli incentivi per gli operatori prevedono che essi vengano erogati da parte dello Stato se e solo se le società che realizzano la rete ultimeranno anche la tratta verticale per il raggiungimento dell'abbonato o cliente finale.

Vincolare l'ottenimento degli incentivi alla realizzazione della tratta verticale significa mettere gli utenti nelle condizioni di poter immediatamente attivare un abbonamento per l'utilizzo del servizio a banda ultralarga.

Chi realizza la rete a 1 Gbps in downstream nelle aree grigie e nere d'Italia: Open Fiber e FiberCop

Dopo l'aggiudicazione da parte di Elettra TLC del bando Italia a 1 Giga per la copertura delle isole minori, a fine maggio 2022 OpenFiber e FiberCop si sono aggiudicate le gare per la copertura dell'intero territorio nazionale, rispettivamente 8 e 6 lotti. In un altro articolo abbiamo elencato le regioni che saranno coperte a 1 Gbps da FiberCop e Open Fiber.

I contratti per l'avvio dei lavori di copertura sono stati siglati il 29 luglio 2022 alla presenza del Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao dall'amministratore delegato di Infratel Italia, Marco Bellezza, e dai rappresentanti delle aziende aggiudicatarie Open Fiber, TIM e INWIT.

Il piano Italia 5G

Accanto al piano Italia a 1 Giga, che si concentra sugli accessi da postazione fissa, è stato dato il via anche al progetto Italia 5G nell'ambito del quale la tecnologia 5G sarà portata o potenziata presso oltre 11.000 siti radiomobili esistenti. Verranno altresì create nuove stazioni radiomobili in quasi 1.400 aree del Paese considerate a fallimento di mercato.

Le iniziative dedicate al 5G sono suddivise in due bandi “a incentivo” distinti, entrambi con finanziamento pubblico fino al 90% del costo complessivo delle opere. Il primo bando, assegnato a TIM, prevede investimenti per la realizzazione di rilegamenti in fibra ottica di siti radiomobili esistenti. Il secondo bando, assegnato al raggruppamento temporaneo di imprese composto da INWIT, Vodafone e Tim, è dedicato alla "densificazione" delle reti 5G finanziando la realizzazione di nuove stazioni radio base con velocità di trasmissione di almeno 150 Mbps in downstream e 30 Mbps in upstream.

"L'Italia sarà il primo Paese in Europa ad avere reti mobili 5G interamente rilegate in fibra ottica, requisito essenziale per garantire altissima velocità di connessione e minima latenza ovunque", si legge nel comunicato pubblicato da Infratel.

Ai lavori relativi al bando Italia a 1 Giga sono stati destinati 3,4 miliardi di euro, per le reti mobili 5G sono stati stanziati, con due bandi a incentivo distinti, 725 milioni di euro per il potenziamento delle reti mobili esistenti e 346 milioni di euro per le nuove stazioni radiomobili.

In tema di Gigabit society in un altro nostro articolo parliamo della differenza tra gigabit e gigabyte.

Nel frattempo prosegue il lavoro di AGCOM che intende considerare, dal 2023, la banda larga come servizio universale alla stregua del servizio telefonico, elettrico e postale.


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