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L'Irlanda non sarà più paradiso fiscale: si cambia

"Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse", disse Benjamin Franklin. E se fino ad oggi le cosiddette aziende "over the top" avevano potuto godere di vantaggi non indifferenti proprio in termini di esborsi fiscali, le cose sarebbero ormai destinate a cambiare, almeno in Europa.

L'Irlanda infatti è stata scelta da numerosissime aziende per collocarvi la sede amministrativa: la nazione di Dublino offre una tassazione agevolata rispetto agli altri Paesi europei consentendo alle società più famose e meglio organizzate importanti risparmi.
I ricavi delle società irlandesi sono infatti soggetti ad una tassazione esigua, pari al 12,5% e grazie al cosiddetto meccanismo fiscale denominato "Double Irish", le aziende possono trasferire i profitti ottenuti in Paesi dove le tasse sono più pesanti verso l'Irlanda.


Negli anni '80 Apple è stata l'azienda che ha svolto un'azione pioneristica per ciò che riguarda l'utilizzo a proprio vantaggio del "Double Irish".

Dopo le contestazioni che sono arrivate a pioggia dalle altre nazioni europee e non (Il Senato USA accusa Apple: non paga le tasse; Gli inglesi e Facebook: il social network paghi le tasse; Stretta su Google e sugli altri colossi in materia di tasse?; Tasse: il Parlamento inglese richiama Google ed Amazon), l'Irlanda ha deciso di non voler più essere il "paradiso fiscale" delle multinazionali.

Il ministro delle finanze irlandese, Michael Noonan, ha spiegato che il meccanismo del "Double Irish" non potrà più essere utilizzato dalle aziende che decideranno di aprire una sede in Irlanda, a partire dal prossimo anno.
Tutte le altre società (si pensi quindi a Google, Apple, Microsoft, Oracle & C.) avranno invece tempo fino al 2020 per riorganizzarsi.

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