9743 Letture

Le dichiarazioni dei redditi degli italiani sul web: è polemica

Le dichiarazioni dei redditi degli italiani sono sul web e sono accessibili da parte di chiunque (almeno lo erano fino al primo pomeriggio di quest'oggi quando il Garante della Privacy ha intimato l'"altolà"). Per ciascun contribuente l'Agenzia delle Entrate riporta, oltre al nome e cognome, la data di nascita, la categoria prevalente di reddito, il codice attività (ove presente), il reddito imponibile, l'imposta netta applicata, il reddito d'impresa o di lavoro autonomo, il volume di affari ed, infine, il tipo di modello che è stato presentato.

Non sono presenti nell'elenco tutte le informazioni relative alla compilazione dei vari quadri della dichiarazione dei redditi in modo da non riportare dati sensibili che potrebbero di fatto costituire una violazione della privacy del contribuente. Sarebbe infatti del tutto inammissibile, ad esempio, avere la possibilità di leggere quanto un conoscente od il vicino di casa hanno speso in termini di visite mediche e prestazioni sanitarie.


Per il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, l'operazione è perfettamente regolare e deriva dalla precisa scelta di consentire a tutti la consultabilità di determinate fonti di dati. All'insegna della massima trasparenza. Il provvedimento con cui Romano ha autorizzato la pubblicazione dei dati relativi ai redditi dei contribuenti, di società di capitali e persone, di enti è datato 5 Marzo 2008. Solo oggi si è però proceduto a porre online sul sito web dell'Agenzia delle Entrate le varie liste suddivise per aree territoriali.

Gli elenchi sono accessibili facendo riferimento all'indirizzo http://www1.agenziaentrate.it/indirizzi/agenzia/uffici_locali/regioni.htm quindi cliccando sulla regione e sul comune d'interesse.

Dopo aver provveduto ad inserire un codice di conferma (che però è mostrato in formato testuale non escludendo quindi l'azione di meccanismi "bot": non si tratta di un vero e proprio "CAPTCHA" grafico), visualizzato nella pagina consultata, chiunque può procedere al download completo dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti residenti in qualunque comune italiano.


Com'era prevedibile, il sito dell'Agenzia delle Entrate non è al momento raggiungibile a causa, molto probabilmente, dell'elevato traffico che stanno generando gli utenti in fase di consultazione dei dati.

I dati pubblicati online ed accessibile da parte di chiunque, riguardano al momento solamente l'anno d'imposta 2005.

Discutibili le modalità con cui le informazioni sui contribuenti vengono proposte. Anziché mettere a disposizione un meccanismo che consenta di effettuare una ricerca nominativa, dal sito dell'Agenzia delle Entrate sono scaricabili file testuali che, nel caso dei comuni di più grandi dimensioni, possono essere molto pesanti. Oltretutto, non viene utilizzato nessun algoritmo di compressione (nemmeno il semplice Zip).
Non si sarebbe potuto restringere la modalità di ricerca ad un singolo nome evitando di veicolare dati su contribuenti che non interessano? Il consumo di banda è invece così elevato all'ennesima potenza, per la gioia degli stessi contribuenti.

Un'associazione dei consumatori già "sul piede di guerra".
La pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani ha scatenato un'ondata di proteste enorme. ADOC ("Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori"), secondo quanto riportato sul suo sito web starebbe ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti per la vicenda. "E’ una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d’informazione per i criminali", ha commentato Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc, aggiungendo: "stiamo ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti sulle possibile conseguenze di questa iniziativa, da noi prontamente verificata. Abbiamo inviato una lettera al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo l’attivazione di una procedura d’urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito. Tra l’altro, nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un’informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa".


Garante della Privacy: "non ne sapevamo nulla".
"L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non era mai stata sottoposta all'attenzione del Garante. Il collegio è riunito sta prendendo in esame la vicenda". Questo quanto hanno dichiarato (fonte ANSA) dagli Uffici del Garante per la Privacy.
Al momento sarebbe in corso una riunione d'urgenza per chiarire il da farsi.

Spariscono i link.
Intorno alle ore 16 di oggi sono scomparsi i link che permettevano di accedere alle pagine per la consultazione degli elenchi. Non è dato sapere se l'eliminazione sia definitiva oppure se si tratta di una misura temporaneamente adottata per fronteggiare il traffico a cui è stato esposto, per tutta la mattina, il sito web dell'Agenzia delle Entrate.

Il Garante della Privacy ordina lo stop.
Pochi minuti prima delle 17. Il Garante della Privacy ha dichiarato, riferendosi agli elenchi pubblicati quest'oggi sul sito dell'Agenzia delle Entrate: "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia". I mezzi di informazione vengono inoltre invitati a non divulgare i dati estratti dalle liste.

  1. Avatar
    CASSANDRA
    07/05/2008 15:07:37
    Citazione: Tutti quelli che protestano la pubblicazione dei redditi non si sentono tranquilli con la propria coscienza , non solo, ma lasciano chiaramente intendere che intendono continuare ad accaparrarsi quello che spetta al proprio simile. (controllare soprattutto chi non dichiara per niente).
    CARO OSPITE, SICURAMENTE TU NON SEI COMPLETAMENTE A CONOSCENZA DEL PROBLEMA E SPARI A ZERO SENZA SAPERE DI COSA PARLI. IL PROBLEMA NON E' LA PAURA DI VEDERE PUBBLICATI I PROPRI DATI, MA L'ASSURDITA' DELLO STATO ITALIANO. CHI CI GOVERNA PUò FARE TRANQUILLAMENTE QUELLO CHE NON SOLO A NOI E' VIETATO, MA FORTEMENTE, E IN ALCUNI CASI, COME NEL CASO DELLA NORMATIVA SULLA PRIVACY, FORTEMENTE SANZIONATO. E' COME PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, NOI DATORI DI LAVORO PRIVAI SIAMO MESSI IN CROCE PER UN NONNULLA, MENTRE SE VAI IN UNA SCUOLA, IN UN UFFICIO PUBBLICO O IN UN OSPEDALE, VEDI COSE DA RABBRIVIDIRE, CHE A NOI DATORI DI LAVORO PRIVATI COSTEREBBE LA GALERA.
  2. Avatar
    imprenditore
    07/05/2008 10:34:02
    Gli altri aspetti di scelleratezza :


    posto che in generale si tratta di una operazione fatta in modo assolutamente scriteriato e frettoloso e come al solito in modo punitivo e con presunzione di difetto da parte dei contribuenti

    1 - mi spiegate perche' hanno fornito i dati in blocchi, invece di rendere disponibili i singoli nominativi ?? ci spieghi Visco perche' un cittadino interessato ad un nominativo debba venire in contatto con i dati di una intera citta'.

    2 - perche' non hanno compresso i files in alcun modo, intasando il sito dell'agenzia, e rubando banda inutilmente

    3 - Ci si rende conto all'iterno di una azienda quanti e quali dissidi ed invidie si possono scatenare palesando quelle che sono delle normali differenze retributive ???

    4 - ci si rende conto che il dato contributivo di un anno non ha assolutamente nessun significato in termini di benessere e stile di vita ??

    5 - ci si rende conto che ad esempio una azienda puo' andare benissimo ed a causa di una forte politica di re-investimento puo' pagare meno tasse di quanto apparentemente sembrerebbe dover fare ??? ma che questo e' un atteggiamento legale, sanissimo, auspicabile, ed alla fine, nel lungo termine, redditizio per tutti (stato e lavoratori compresi ??)

    purtroppo constato con dispiacere, che anche qua, in un forum che dovrebbe essere frequentato da persone mediamente piu' consapevoli, si denota da parte di alcuni, solo ed unicamente la volonta' di indagare e puntare il dito "contro il vicino di casa", peraltro lo ripeto, forti di un dato assolutamente parziale e poco significativo preso in se e' per se.....

    E' charo che questi "indagatori" della domenica nemmeno se ne rendono conto... e tronfi del loro dato insignificante (se non inserito in un contesto di conoscenza piu' generale), fornitogli da un uomo scriteriato, amano rimestare e sparlare delle faccende altrui.

    Questi sono meccanismi che un comune cittadino puo' ignorare, ma e' assolutamente intollerabile che un ministro delle finanze non faccia certe considerazioni.

    Ho omesso tutte le altre tematiche gia' citate piu' volte e riguardanti la sicurezza delle persone e i potenziali vantaggi per il mondo della delinquenza... volendo mettere a fuoco unicamente aspetti meno evidenziati.

    Mi auguro che questo intervento possa far riflettere almeno alcuni, e vedere in modo almeno leggermente differente la situazione ed i dati che eventualmente andassero a consultare.
  3. Avatar
    Lettore anonimo
    07/05/2008 09:21:45
    Tutti quelli che protestano la pubblicazione dei redditi non si sentono tranquilli con la propria coscienza , non solo, ma lasciano chiaramente intendere che intendono continuare ad accaparrarsi quello che spetta al proprio simile. (controllare soprattutto chi non dichiara per niente).
  4. Avatar
    patania adriano
    07/05/2008 08:06:33
    la legge sulla privacy è molto rigita, una persona quando si interfaccia con un'altra deve prima di ogni cosa chiedere l'assenso se può utilizzari i dati conosciuti dell'altro per mera pubblicità di settore, e spesso non si concludono affari se non si dà l'assenso.
    Voglio dire si dà molta importanza ai dati di ognuno onde evitare che chiunque ti possa mandare lettere, pubblicità indesiderata, avvisi inopportuni, e quant'altro possa generare disturbo.
    pertanto il fatto di vedere vita morte e miracoli di ogni cittadino con un semplice clic è veramente una beffa a tutto ciò di cui si è creato attorno alla cosiddetta privacy.
  5. Avatar
    approvazione
    07/05/2008 07:59:30
    la massa della "povera gente" costretta a vivere con poco più di 1000/00 € ed è lavoratore dipendente non ha nulla da temere.quelli che protestano adducendo varie motivazioni sono coloro che evadoino il fisco regolarmente e quindi sotto i rflettori il rapporto tenore i vita e dichiarazione del retto
  6. Avatar
    kinilo
    06/05/2008 23:14:54
    Doveva essere la volta buona con cui si poteva dimostrare che più che la CASTA E AFFILIATI potevano i liberi cittadini costringere a far pagare le tasse equamente a tutti i furbetti attrezzati di commercialisti compiacenti.
  7. Avatar
    MORELLOUGO
    06/05/2008 19:03:00
    si puo essere d’accordo o meno sul fatto che i redditi vengano resi pubblici a mezzo internet!
    SE NE PUò DISCUTERE E OGNI TESI E' RISPETTABILE!
    ma su una cosa dovremmo essere tutti d’accordo!

    PERCHE’ NON E STATA DA NOTIZIA PRIMA DI PUBBLICARLI?
    PERCHE’ NON SI SONO INFORMATI GLI ORGANI DI STAMPA?
    PERCHE NON E’ STATO INFORMATO DI QUESTA INIZIATIVA IL GARANTE DELLA PRIVACY?

    eppure ogni qualvolta entra in vigore una norma: vedi la recente norma sugli “assegni non trasferibile” viene d’apprima annunciato che dal 1 maggio ecc ecc e se ne parla e si viene informati!
    PERCHE PER UNA INIZIATIVA COSI DELICATA CE STATO SILENZIO ASSOLUTO E CI SI E TROVATI DAVANTI AL FATTO COMPIUTO?
    MISTERO ITALIANO!
    QUESTO AGIRE DENOTA SUPERFICIALITA' MANCANZA DI RISPETTO NESSUN RIGUARDO PER IL CITTADINO CONTRIBUENTE - CHI E PAGATO PER SERVIRE LO STATO DOVREBBE AGIRE NELLA MASSIMA TRASPARENZA
    : IN QUESTO CASO NON E STATO FATTO: PERCHE?
    IL VASO E ROTTO CHI ROMPE PAGA?
  8. Avatar
    Lettore anonimo
    06/05/2008 18:06:56
    Alcuni commenti meritano apprezzamento, mentre, altri, rivelano solamente uno stato d'animo negativo e di antistato. Le conclusioni alle quali è giunta l'Autirità Garante della Privacy, non sono campate in aria. Trovano il loro fondamento giuridico nella normativa vigente che deve essere rispettata da tutti. Purtroppo, la frittata è fatta. Le conseguenze future e negative per l'intera colletività non sono prevedibili, ma sicuramente, potrebbero essere dannose per tutti quanti, indistintamente. E' troppo facile sostenere che chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di temere conseguenze. Il solo fatto che i propri dati personali, a prescidendere da quelli relativi ai redditi e alle imposte pagate, possano essere utilizzati per scopi criminali (solo un esempio: la sola clonazione di documenti personali vari) sono già un campanello d'allarme di gravissimo disagio sociale che attenta alla sicurezza dell'intera collettività.
  9. Avatar
    imprenditore
    06/05/2008 17:44:54
    non e' stato fatto presente che il mettere alla merce' di tutti il dato di un singolo anno puo' essere fuorviante anche in senso di controllo e trasparenza.

    in quanto imprenditore so bene che un anno puo andare bene oppure male.

    se il mio stile di vita viene giudicato e valutato in base al reddito di un singolo anno (metti caso quello andato male) io divento immediatamente l'evasore... pur non essendolo affatto.

    insomma, e' stata fatta una operazione scellerata... cosi' come lo e' stata tutta la politica fiscale degli ultimi venti mesi.
  10. Avatar
    alannigi
    06/05/2008 17:32:31
    Il mio fornaio aumenta costantemente il pane! Usa un forno a legna con alimentazione del risultato della potatura degli ulivi (Puglia). Costo irrisorio.
    Conclusioni: mi piacerebbe sapere quanto guadagna, giacchè s'è comprato il Ferrarino!!!
Le dichiarazioni dei redditi degli italiani sul web: è polemica - IlSoftware.it