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Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

Se il sistema che si utilizza sembra arrancare non appena si cominciano ad aprire e tenere aperte diverse applicazioni oltre a diverse schede del browser web, potrebbe essere ragionevole valutare un ampliamento del quantitativo di memoria RAM installato.

Ma quando è consigliabile aumentare la memoria RAM?

La verifica che si dovrebbe sempre fare prima di ampliare la memoria RAM installata, è controllare il quantitativo di memoria occupato durante il lavoro quotidiano, in condizioni tipiche.

Memoria RAM: quanta ne serve davvero

Da parte nostra, suggeriamo di utilizzare la finestra Gestione attività di Windows (o Task manager) per capire subito se la dotazione del sistema in uso, in termini di memoria RAM, sia scarsa o meno.

Premendo la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC si accederà rapidamente alla finestra Gestione attività di Windows.


Come spiegato nell'articolo Velocizzare Windows 10, tutti i passi da seguire, le più recenti versioni di Windows mostrano già, in bell'evidenza, nella scheda Processi, la quota parte della memoria RAM attualmente occupata.
Il dato percentuale esposto, soprattutto se vicino al 100%, dovrebbe far riflettere sull'opportunità di ampliare la RAM installata.

In tutte le versioni di Windows, cliccando sulla scheda Prestazioni (a parte una scelta grafica differente), si può stabilire con buona approssimazione quanta memoria RAM è effettivamente occupata dai programmi in esecuzione.
Prima di effettuare il test, suggeriamo di aprire programmi, documenti ed attività che si svolgono tutti i giorni in modo tale da avere un'idea piuttosto precisa del carico sulla RAM.

Sommando i valori mostrati nel Task Manager accanto alle voci Disponibile e Libera (in Windows 10 compare solo la voce Disponibile, alla quale si dovrà far riferimento), qualora il risultato fosse inferiore al 25% del totale complessivo, è bene valutare di aumentare la memoria RAM.

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

Nella finestra precedente, la scheda Prestazioni della finestra Gestione attività di Windows 7 mentre in quella seguente quella di Windows 10:

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

In ogni caso, suggeriamo di cliccare sulla scheda Dettagli del Task Manager quindi sull'intestazione della colonna Dettagli così da ordinare in modo decrescente i processi in esecuzione sul sistema sulla base del loro consumo di memoria RAM.

Nell'esempio in figura, gran parte della memoria RAM è ad esempio occupata dai vari processi di Chrome. Il browser di Google, sin dalla nascita, sfrutta un'architettura multiprocesso: per ogni scheda aperta e per ciascun plugin in esecuzione, Chrome crea un nuovo processo in memoria.

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

L'importante è che, ovviamente, alla chiusura dell'applicazione il programma liberi la memoria in uso evitando i cosiddetti memory leak.

Per approfondire, suggeriamo la lettura dell'articolo Task Manager Windows 10: che cosa permette di fare.

Compressione della memoria RAM in Windows 10

Nella scheda Prestazioni del Task Manager di Windows 10 compare, tra parentesi, anche la voce Compressa. Ma che cos'è la compressione della memoria e come funziona?

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

Con Windows 10 Microsoft ha portato al debutto la funzionalità per la compressione della memoria RAM.

Com'è noto, quando la memoria RAM libera dovesse iniziare a scarseggiare, Windows comincia ad avversi del file di paging scrivendo su hard disk o SSD parte delle informazioni che avrebbero dovuto essere conservate in RAM.
Ovvio che i tempi di lettura e scrittura delle informazioni sono in questo caso molto più elevati rispetto all'accesso in RAM: ecco quindi che le prestazioni del sistema decadono verticalmente.

Con la compressione della RAM si cerca di allontanare la necessità di ricorrere al file di paging comprimendo le dimensioni di quelle informazioni che sono utilizzata con minore frequenza.
L'utilizzo del nuovo meccanismo si fa sentire, soprattutto sui sistemi dotati di 4 GB di RAM o meno.

La voce Riservata per l'hardware indica invece il quantitativo di memoria RAM che non può essere usata dal software. A tal proposito, suggeriamo anche la lettura dell'articolo Memoria installata e memoria utilizzabile in Windows.

RAMMap, una fotografia più precisa sull'utilizzo della memoria RAM

Per capire ancora più approfonditamente quali applicazioni stanno impegnando la RAM in modo più incisivo, è possibile scaricare ed avviare l'utilità gratuita RAMMap.

Diversamente rispetto al Task Manager di Windows, che visualizza l'occupazione istantanea della memoria RAM aggiornando continuamente i valori, RAMMap "fotografa" la situazione al momento della sua esecuzione oppure dopo ogni successiva pressione del tasto F5.

Facendo clic sulla scheda File details, è possibile capire - a colpo d'occhio - quali file occupano un maggior quantitativo di memoria.
Cliccando sulla colonna Total si ottiene il valore complessivamente occupato, in ordine crescente o decrescente, da parte dei vari file.
Facendo clic sulle colonne Active e Standby, rispettivamente, si otterranno i valori di memoria effettivamente occupati dai file caricati in RAM e richiesti dal file (i.e. cache).


Memoria RAM installabile sui sistemi Windows

Nel caso dei vecchi sistemi Windows a 32 bit, 4 GB di RAM rappresentano un valore che non può essere superato.

Eccezion fatta per le economiche edizioni Starter di Windows 7 (che non supportano più di 2 GB di memoria RAM), tutte le altre edizioni di Windows a 32 bit - comprese quelle di Windows 8.1 e di Windows 10 - non possono rilevare ed utilizzare più di 4 GB di memoria RAM.
Anche installando quantitativi di memoria RAM più ampi sui sistemi dotati di versioni di Windows a 32 bit, quest'ultimo "vedrà" solamente 4 GB (spesso anche meno perché parte della RAM viene riservata per l'utilizzo da parte di determinati componenti hardware; voce Riservata per l'hardware già vista in precedenza).
Solo nel caso delle più costose edizioni server di Windows destinate alle grandi aziende, Microsoft ha "dribblato" la limitazione tecnica dei 4 GB sulle versioni a 32 bit usando la tecnologia PAE (Physical Address Extension), caratteristica integrata da anni nelle CPU Intel ed AMD.

Le versioni a 64 bit di Windows, invece, non "soffrono" del limite dei 4 GB in termini di memoria RAM. Seppur il quantitativo di memoria RAM supportato differisca tra le varie edizioni di Windows a 64 bit, l'utente può tipicamente installare molti più di 4 GB.

Basti pensare che Windows 10 Home 64 bit supporta fino a 128 GB di RAM mentre >Windows 10 Pro 64 bit supporta addirittura fino a 2 TB di RAM.
La versione base di Windows 8.x 64 bit supporta sempre 128 GB mentre la Windows 8.x Professional 64 bit 512 GB>.
Come paragone, Windows 7 Home Basic 64 bit consente l'utilizzo, al massimo, di 8 GB di memoria; Windows 7 Home Premium 64 bit 16 GB; Windows 7 Professional 192 GB.

Tutti i limiti di Windows in termini di supporto della memoria RAM sono esplicitati nelle tabelle pubblicate in questa pagina.


Se l'architettura hardware del sistema lo permettesse, quindi, sarebbe bene utilizzare sempre una edizione x64 di Windows che dà migliori risultati velocistici con le app a 64 bit e, appunto, consente di superare ampiamente il limite di 4 GB di memoria.
A tal proposito suggeriamo quindi la lettura dell'articolo Come passare da Windows 32 bit a 64 bit.

Per approfondire, maggiori informazioni sul quantitativo di memoria RAM supportato da Windows, su PAE, sul motivo per cui il sistema operativo "vede" meno RAM di quella effettivamente installata, sono pubblicate nell'articolo Come aumentare la memoria RAM su PC.

Memoria RAM: le tipologie e le principali caratteristiche

A grandi linee, sono due le tipologie di memoria RAM in commercio: le memorie DIMM utilizzate sui computer desktop e le SODIMM, impiegate sui computer portatili.

Le schede madri possono accogliere quattro tipi di memoria RAM: DDR, DDR2, DDR3 e DDR4. Nel 2018 dovrebbero essere approvate le specifiche finali delle DDR5 che dovrebbero cominciare ad apparire sul mercato nel 2019: Rambus sarà pronta a commercializzare memorie RAM DDR5 già nel 2019.
DDR è acronimo di Double Data Rate ed è il nome scelto nel 1996 (le specifiche furono concluse nel 2000) per riferirsi al raddoppio delle performance rispetto allo standard precedente.

Le memorie DIMM DDR2, DDR3 e DDR4 presentano una tacca (detta key) posta in una differente posizione in modo tale da rendere le RAM non intercambiabili perché elettricamente incompatibili. Le DDR4 hanno poi un numero differente di pin (288 contro 240) mentre nelle precedenti DDR2 e DDR3 erano uguali.
Le DDR4 misurano 133,35 mm x 31,25 mm anche se possono essere di dimensioni un po’ più grandi nel caso in cui montassero un sistema di dissipazione/illuminazione.


Le memorie RAM SODIMM, come detto, sono invece destinate ai PC portatili e Mini PC, hanno dimensioni pari a 69,6 x 30 mm e sono inserite leggermente inclinate rispetto alla scheda madre per poi essere bloccate con delle clips.
Le SODIMM constano di 260 contatti e così come le DDR4 DIMM la tacca è posizionata in un punto diverso rispetto alle precedenti DDR3 SO-DIMM.


Le altre differenze tra le varie tipologie di memorie, alla fine quelle più importanti, riguardano la velocità di funzionamento e la tensione con cui lavorano i banchi di RAM.

Le memorie DDR4 di base hanno una frequenza di 2.133 MHz che sale nei modelli più costosi e performanti.
I chipset Intel usati a supporto dei processori Skylake e Kaby Lake (rispettivamente, sesta e settima generazione) accettano memorie da almeno 2.133 MHz di clock e alcune schede madri consentono di overcloccare la RAM.

I PC possono poggiare su 64 GB di memoria RAM su quattro moduli da 16 GB l'uno o fino a 128 GB sulle motherboard basate su chipset X99.
Acquistando memorie che lavorano a frequenze superiori, la loro velocità di funzionamento non potrà superare quello previsto a livello della singola scheda madre.

Nel caso delle motherboard e delle RAM compatibili XMP (Extreme Memory Profile), è possibile regolare i timings delle memorie senza ricorrere all'overclocking: Ottimizzare RAM con Intel XMP (Extreme Memory Profile).
XMP, che sulle schede madri AMD si chiama AMP, deve essere generalmente abilitato da BIOS.

Le memorie DDR4, anziché richiedere 1,5 V come le DDR3, lavorano usando 1,2 V (e a breve anche 1,05 V). Si tratta di una variazione che aiuta a ridurre i consumi energetici, soprattutto nelle grandi aziende e nei datacenter limitando anche il calore che viene generato durante il funzionamento.


Quando si scelgono memorie RAM per ampliare la dotazione del proprio sistema, è opportuno tenere conto di alcuni fattori:

- Architettura del sistema ed edizione di Windows installata
- Tipologia della memoria utilizzabile (controllare nelle specifiche tecniche della scheda madre od usare un programma come CPU-Z per stabilire quali possono essere impiegate)
- Numero di slot disponibili sulla scheda madre (occupati e liberi)
- Valutare l'utilizzo del dual-channel, triple-channel o quad-channel
- Caratteristiche tecniche dei banchi di memoria RAM (taglio, frequenza operativa e latenza)

Il numero di slot disponibili può essere verificato usando il programma CPU-Z già presentato nell'articolo Come aumentare la memoria RAM su PC (al paragrafo Individuare le memorie RAM da installare).

Per poter sfruttare il dual-channel, triple-channel o quad-channel, a seconda delle caratteristiche della scheda madre, si dovranno acquistare memorie RAM uguali in tutto e per tutto (sostituendo quelle eventualmente già presenti).
In questo modo si potrà raddoppiare, triplicare od addirittura quadruplicare la velocità con cui i dati fluiscono tra i banchi delle memoria ed il Northbridge della scheda madre ossia il chip che mette in relazione i vari bus collegati al processore ed ai dispositivi più veloci.

Alcuni modelli di memorie, soprattutto quelle concepite per i sistemi più spinti e per l'overclocking, montano poi dei dissipatori che possono occupare, ad esempio, l'area destinata all'installazione della CPU. È quindi necessario porre attenzione anche all'aspetto ingombro, caratteristica generalmente irrilevante con le memorie più economiche.

Memoria RAM e latenza

I tempi di latenza o timings insieme con il valore della frequenza operativa danno un'idea delle prestazioni di un banco di memoria RAM.


La latenza indica quanto rapidamente avviene l'accesso alla memoria e può risultare interessante paragonare due diversi modelli di banchi di RAM capaci di lavorare alla medesima frequenza. Più basso è il valore della latenza, ovviamente, meglio è.

Per ogni memoria RAM vengono indicati alcuni valori, in sequenza, che esprimono il tempo che intercorre fra un segnale di clock e l'altro (unità di cicli di clock). Ciascun valore è generalmente separato da un trattino (esempio: 9-9-9).
I tempi di latenza o timings delle RAM vengono solitamente espressi sotto forma di quattro valori che si possono trovare eseguendo il software gratuito CPU-Z e facendo riferimento alle schede Memory e SPD.

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

I quattro valori che vengono usualmente presi in considerazione sono quelli contraddistinti dalle sigle CL, tRCD, tRP e tRAS. L'ultimo viene spesso omesso.

Le stesse informazioni si possono trovare ad esempio con l'utilità HWiNFO64 cliccando sulla voce Memory e verificando quanto appare accanto a Current timing.

Memoria RAM, come sceglierla e quando estenderla

Se venisse indicato Single channel, in alcuni casi ciò può dipendere dal fatto che si sta usando solo un banco di memoria (cliccando su SPD in CPU-Z è facile rendersene conto senza neppure aprire il case del PC).

Più i timings sono bassi (senza considerare attività di overclocking), più veloci - almeno sulla carta - sono le RAM.
Va tenuto presente che all'aumentare della frequenza di lavoro, tendono ad aumentare anche i timings. Non c'è da preoccuparsi, quindi, se un banco RAM da 1600 MHz ha timings 9-9-9 mentre un banco da 2133 MHz 11-11-11.
L'importante è paragonare sempre le stesse tipologie di RAM ossia memorie con la medesima frequenza di clock.


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