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lunedì 17 ottobre 2022 di 949 Letture
Metaverso: mire troppo ambiziose. Bene procedere con cautela secondo John Carmack

Metaverso: mire troppo ambiziose. Bene procedere con cautela secondo John Carmack

Un pezzo da novanta come John Carmack (Doom e Quake) lascia intendere che il tema del metaverso va approcciato con cautela. È inoltre necessaria la disponibilità di visori più economici per democratizzare le applicazioni che saranno presentate in futuro.

I visori per la realtà virtuale e aumentata sono da tempo uno dei maggiori interessi per il numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, che infatti ha voluto acquistare Oculus nel 2014 per la somma di 2,3 miliardi di dollari.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e con il preciso intento di puntare su una nuova modalità di interazione social, Facebook ha presentato un anno fa la sua idea di metaverso. Contestualmente, Zuckerberg ha annunciato la creazione di Meta, società che è divenuta la "casa madre" di Facebook, WhatsApp, Instagram, Oculus e degli altri prodotti dell'azienda di Menlo Park.

Il metaverso di Meta fa per adesso perno su Horizon Worlds, una piattaforma all'interno della quale ci si può muovere con i propri "avatar" previa registrazione su invito e solo se in possesso di un dispositivo Rift o Quest di ultima generazione.

Nonostante il nome della società Meta contenga un esplicito riferimento al metaverso, quello al momento offerto da Horizon Worlds è un "mondo vuoto" con appena 200.000 utenti a livello mondiale e statistiche che raccontano di un'accoglienza fredda e di un crescente disinteresse.

John Carmack è noto per essere uno dei co-creatori dello storico videogioco Doom ed è considerato il "padre" di Quake; da alcuni anni è consulente proprio di Oculus.

Il leggendario ex membro di id Software ha espresso qualche giorno fa la sua opinione sull'idea di metaverso in occasione della Meta Connect Conference 2022.

Carmack ha snocciolato alcune cose che secondo lui si sarebbero potute fare meglio e altre attorno alle quali ha mostrato un relativo ottimismo. Lo ha fatto utilizzando un avatar nel metaverso spiegando che quando ci si approccia a questo strumento è fondamentale muoversi con grande cautela.

Secondo Carmack gli sviluppatori dovrebbero concentrarsi su ciò che possono ottenere ora piuttosto che su obiettivi a lungo termine. Una dichiarazione che sembra un po’ suonare come il riconoscimento che il progetto di Meta era troppo ambizioso. Lo sviluppatore ha anche illustrato il lavoro svolto di recente all'interno di Meta riconoscendo che alcuni obiettivi fissati lo scorso anno non sono stati raggiunti.

Mentre Meta pare guardare prioritariamente all'ottenimento di avatar più realistici e ha un progetto chiamato Codec Avatars che va in quella direzione, Carmack ha detto che sarebbe invece opportuno concentrarsi sulla generazione di un gran numero di avatar computazionalmente economici utilizzando hardware accessibile. I costi, almeno per ora, sembrano essere uno degli ostacoli principali che non permettono il "decollo" del metaverso.

Lasciando da parte il visore Meta Quest Pro che in Italia sarà acquistabile a ben 1.800 euro, un Meta Quest 2 costa al momento circa 450 euro.

Carmack ha espresso il desiderio di un visore per realtà virtuale con un prezzo base di 250 euro: in questo modo sarà possibile aumentare l'interesse nei confronti del metaverso.

L'intenzione di Meta è quella di creare un ecosistema aperto attraverso il suo kit di sviluppo software (SDK): Carmack ritiene che l'eventuale successo del metaverso possa dipendere da da qualche applicazione o gioco che lo aiuti a emergere in un modo simile a quello che erano Doom e Quake tempo fa.

Secondo Intel per fruire davvero del metaverso così come descritto inizialmente da Zuckerberg ci vorranno dispositivi con una potenza computazionale 1.000 volte superiore.

E se Meta e Qualcomm si accordano per realizzare chip per la realtà virtuale, al momento l'idea di metaverso sembra annegata nella stessa ambizione di Meta e Zuckerberg.


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