Open Fiber, raggiunti i 400 Gbps sulla dorsale ZION: primo collegamento del genere in Italia

Open Fiber comunica di aver raggiunto un vero e proprio record per il nostro Paese riuscendo a stabilire con successo il primo collegamento ottico di lunga distanza a 400 Gbps, tra Firenze e Bologna, con una singola portante ottica su infrastruttura attiva.

A settembre scorso avevamo presentato la rete di trasporto ottica di tipologia EON (Elastic Optical Network) realizzata da Open Fiber e battezzata ZION: Open Fiber presenta la sua dorsale Internet ZION: 200 Gbps per canale e oltre.
I clienti in fibra FTTH che attiveranno, nelle aree in cui Open Fiber fa investimenti in proprio così come nelle aree bianche (cluster C e D), un abbonamento a banda ultralarga rivolgendosi a uno dei partner dell’azienda compartecipata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti, faranno viaggiare i loro dati proprio su questa dorsale.

Gli ingegneri di Open Fiber avevano già accennato alla possibilità di trasferire 400 Gbps per singolo canale ottico con un enorme balzo in avanti rispetto agli “standard” precedenti per il nostro Paese (non si superavano i 40-100 Gbps per canale).


Adesso Open Fiber annuncia di aver realizzato – grazie alla rete ZION – il primo collegamento ottico di lunga distanza a 400 Gbps in Italia, tra Firenze e Bologna, usando una singola portante ottica su infrastruttura attiva.

Open Fiber si prepara all’approdo sul mercato di servizi broadband a velocità sempre più elevata e minore latenza trasmissiva e a gestire la forte crescita del consumo di traffico dati puntando proprio sulle soluzioni tecnologiche più avanzate per la propria infrastruttura in fibra ottica.

Stefano Paggi, CTO Network & Operations C&D Open Fiber ha commentato: “abbiamo stabilito un nuovo primato – l’introduzione della tecnologia a 400 Gbps su una rete in esercizio in Italia -. Insieme a noi solo pochi operatori TLC al mondo hanno raggiunto questo traguardo. Il 400 Gigabit permetterà di ampliare la nostra offerta sul mercato wholesale, sfruttare a pieno l’elevata capacità di trasmissione della fibra e corrispondere quindi alle esigenze di traffico e prestazioni per servizi innovativi dei prossimi anni quali, ad esempio, video HD ed UltraHD, gaming on-line, realtà virtuale e aumentata, guida autonoma e applicazioni cloud“.

I responsabili di Open Fiber usano sempre l’espressione “a prova di futuro” per descrivere la rete che l’azienda ha creato sul territorio nazionale. Una rete insomma che ha grandi margini di sviluppo e miglioramento nonché pronta per gestire il trasporto del traffico delle future reti 5G.
Dal punto di vista dell’utente finale, se oggi è possibile fornire fino a 1 Gbps simmetrico (quindi anche in upstream) su rete Open Fiber, in futuro si potrà arrivare a 2,5 Gbps e oltre aggiornando semplicemente la componentistica di rete lasciando inalterato l’accesso fisico.

Già oggi Open Fiber fa esplicito riferimento alle seguenti evoluzioni (Rete in fibra ottica Open Fiber sempre più estesa grazie all’accordo con Retelit. Novità anche per gli utenti:
– XG-PON (10 Gbps in downstream/2,5 Gbps in upstream)
– XGS-PON (10 Gbps in downstream/10 Gbps in upstream)
– NG-PON2 (minimo 4×10 Gbps in downstream/2,5 Gbps in upstream)
I tradizionali cavi in rame sono soggetti a interferenze elettromagnetiche, cattivo isolamento e manifestano performance altalenanti nel corso del tempo. La fibra è un dielettrico perfetto che non è soggetto a tali problematiche e le prestazioni non sono influenzate dalla distanza del modem router del cliente, per esempio, dalla centrale o dall’armadio stradale.

Allo stato attuale Open Fiber ha avviato la commercializzazione del servizio FTTH (tramite gli operatori di telecomunicazioni partner) in decine di città: l’elenco aggiornato è disponibile nell’articolo La fibra Open Fiber 1 Gbps arriva in altre città d’Italia: l’elenco completo.
Tra di esse manca all’appello Roma perché la situazione della Capitale è molto più complessa da gestire: i lavori comunque sono finalmente iniziati anche nella “città eterna”.

La programmazione prevede che entro il 2023 l’intero progetto di copertura di 19 milioni di unità immobiliari italiane divise in due blocchi (271 città di grandi e medie dimensioni) e di altre 9 milioni di unità immobiliari dislocate nelle aree bianche del Paese giunga a conclusione.
Per giungere all’ambizioso traguardo, Open Fiber sta passando i cavi in fibra ottica cercando, ove possibile, di riutilizzare le infrastrutture già esistenti: cavi elettrici, illuminazione pubblica e acquedotti: un approccio, questo, che permette di minimizzare gli scavi (e quindi i disagi per i cittadini) e, allo stesso tempo, ridurre anche i costi.

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