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Scaricare video dalle piattaforme di streaming online è legale?

Scaricare video dalle piattaforme di streaming online è legale?

Vi siete mai chiesti se scaricare video da Internet utilizzando una delle tante piattaforme di streaming online oggi disponibili è legale o meno?

Da quando i produttori dei browser hanno scelto di abbandonare le vecchie estensioni NPAPI, peraltro diventate ormai una spina nel fianco in fatto di sicurezza (Firefox non supporterà Flash e i plugin NPAPI), scaricare video dalle piattaforme di streaming online è diventato oggi addirittura molto più semplice che in passato. Ci riferiamo, ovviamente, a quei servizi che in passato distribuivano i contenuti utilizzando "contenitori" Flash e Silverlight, ormai non più supportati di default dai vari browser web.
La scelta draconiana di Mozilla e Google, innanzi tutto, ha spronato i gestori di molte piattaforme a orientarsi sull'utilizzo di piattaforma più aperte per la distribuzione e la condivisione dei video.

Alcuni servizi consentono di salvare il video anche in locale ma, soprattutto nel caso di quelli protetti mediante sistemi DRM (Digital Rights Management), non risulta possibile utilizzarli fuori dall'applicazione che li ha creati e salvati in modalità offline.


Escludendo i contenuti protetti mediante l'utilizzo di sistemi DRM, le piattaforme online più note comunque non permettono di scaricare i file in locale obbligando a visualizzarli solamente in streaming e quindi solo quando risulta attiva una connessione di rete.

Servizi online come Pasty (basta cercare su Google) consentono comunque di scaricare video da Internet o meglio dai siti web delle principali piattaforme online. Pasty, ad esempio, richiede soltanto che l'utente incolli nell'apposita casella l'URL completo che il browser mostra durante la visualizzazione del contenuto in streaming.
Il servizio pensa a riconoscere automaticamente il link e, istantaneamente oppure dopo un'attesa di alcuni secondi, a proporre all'utente una lista di indirizzi da cui scaricare il video, in vari formati.


Spesso Pasty propone più link: tutti i file generalmente puntano a file in formato MP4 immediatamente riproducibili con VLC, con Windows Media Player o con qualunque riproduttore multimediale non appena scaricati. La dimensione diversa suggerisce che si ha a che fare con diverse versioni dello stesso file: spostando il puntatore del mouse sopra ogni link e leggendo ciò che appare nella barra di stato (in basso) del browser, di solito è possibile capire quale tipo di file si otterrà e saperne di più quindi sui formati video.

Di solito, un 1080 finale nel nome del file lascia intendere che si tratta di un video in formato Full HD (1080p ovvero 1920 x 1080 pixel); l'indicazione 720 si riferisce a un video HD 720p (1280 x 720 pixel).
Viceversa, indicazioni come 1800 oppure 2400 fanno riferimento a risoluzioni video decisamente superiori. L'appellativo 4K indica l'approssimazione della sua risoluzione 4096 pixel orizzontali. Con le risoluzioni 2K, 4K e 8K, tuttavia, si è abbandonata la vecchia convenzione: con 720p e 1080p si fa riferimento al numero di pixel in verticale mentre con 2K, 4K e 8K ci si riferisce ai pixel in orizzontale. Le indicazioni 1800, 2400 e similari fanno evidentemente riferimento sempre ai pixel in verticale.
Nel quadro della convenzione precedente, un 4K UHDTV sarebbe equivalente a 2160p.

Scaricare video dalle piattaforme di streaming online è legale?

Per scaricare da Pasty non bisogna cliccare subito su uno dei link offerti ma farvi clic con il tasto destro del mouse quindi scegliere, nel menu contestuale, la voce Salva link con nome in Chrome, Salva destinazione con nome in Firefox oppure Salva oggetto con nome in Edge. Non appena comparirà la finestra di dialogo Salva con nome, basterà rinominare il video avendo però cura di conservare l'estensione .MP4.


Pasty consente anche di scaricare, ove disponibili, i sottotitoli del video indicato in formato SRT, gestibili essi stessi con l'ottimo VLC.

Sono legali i servizi come Pasty ed è legale scaricare video da Internet?

Pasty di per sé, come molti altri della sua stessa categoria, è un servizio assolutamente legale.
Semmai può non essere legale l'utilizzo che se ne fa: prima di scaricare video dalle varie piattaforme online, quindi, è fondamentale esaminare quanto previsto nelle condizioni di utilizzo. Molte piattaforme, per esempio, sono ormai solite seguire un comportamento asimmetrico: da un lato si acquisiscono contrattualmente i diritti da parte degli autori dei contenuti per la distribuzione degli stessi e l'eventuale loro riutilizzo esente da royalty, dall'altro però si vieta agli utenti fruitori di scaricarli, copiarli e riprodurli senza previo consenso scritto.
In molti casi, sempre nelle condizioni di utilizzo del servizio, viene esplicitato che i contenuti sono resi disponibili per una visione in tempo reale (streaming) e non sono invece disponibili per il download (sia permanente che temporaneo) né per essere copiati e/o conservati insieme con altre restrizioni.

La giurisprudenza italiana si è più volta espressa sul tema stabilendo che la mancata osservazione delle condizioni contrattuali come quelle precedentemente citate si configura come un illecito civile e non come un reato vero e proprio.
Il reato si consuma invece quando un utente condividesse i video scaricati (i.e. attraverso strumenti peer-to-peer) o comunque li utilizzasse a scopo di lucro, anche per conseguirne un semplice arricchimento personale.
Già oggi a carico di chi condivide contenuti coperti da copyright senza averne titolo, sono previste sanzioni amministrative da 2.582 a 15.493 oltre alla reclusione da 1 a 4 anni. Per chi condivide senza fini di lucro le sanzioni sono comprese tra 51 e 2.065 euro.
La nuova normativa europea in materia di tutela del diritto d'autore potrebbe inasprire le sanzioni e porre nuovi obblighi in capo alle piattaforme web e ai provider.


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