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Test connessione: cosa fare quando non funziona

Test connessione: cosa fare quando non funziona

Quando la connessione Internet non funziona quali sono i migliori test da effettuare per capire la natura del problema e superare la situazione di stallo?

Come comportarsi quando la connessione Internet non funziona? Come risolvere se da browser non si apre più alcun sito web con il modem router correttamente alimentato e allineato?
Si nota un'estrema lentezza della connessione, si ricevono timeout, errore proxy o connessione Internet assente?

Per effettuare un test connessione e capire la natura del problema, suggeriamo di seguire - passo dopo passo - la guida che vi proponiamo di seguito. Partendo dal primo punto e continuando con i successivi si dovrebbe riuscire a risolvere.

1) Verificare che il modem router sia collegato e allineato.
Prima di effettuare qualunque test connessione, controllare la spia sul modem router che indica l'avvenuto collegamento con il provider Internet. Uno dei led (a seconda del modello di modem router in uso) deve essere sempre acceso fisso perché la connessione sia utilizzabile.

Se fosse la connessione fornita dall'operatore di telecomunicazioni prescelto a non funzionare, suggeriamo di seguire i suggerimenti pubblicati nell'articolo Connessione Internet non funziona: come collegarsi ugualmente.


2) Test della connessione dal pannello di amministrazione del modem rouetr.
Portarsi nel pannello di amministrazione del modem router (di solito accessibile digitando http://192.168.1.1 o http://192.168.0.1 nella barra degli indirizzi del browser) quindi portarsi nella sezione Stato del router o Status o, ancora, Stato connessione.
Qui si dovrebbe avere conferma che il modem router è correttamente connesso.

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3) Test della connessione: attenuazione e SNR.
Cliccare anche sul pulsante che fornisce dati statistici e informazioni tecniche sulla connessione. Verificare che i valori di attenuazione e SNR siano accettabili e, soprattutto, stabili (vedere Mappa centrali Telecom e armadi stradali).

Test connessione: cosa fare quando non funziona

4) Provare a "pingare" i server DNS di Google.
Premere in Windows la combinazione di tasti Windows+R e digitare cmd.
Al prompt dei comandi scrivere ping 8.8.8.8 e premere Invio.
Il server remoto 8.8.8.8 corrisponde a uno dei server DNS di Google (DNS Google, ecco come funzionano e perché sono utili).
Se la risposta dal server 8.8.8.8 arrivasse e giungesse in meno di 100 ms (verificare quanto riportato accanto alla voce durata), significherebbe che la connessione è funzionante.

Test connessione: cosa fare quando non funziona

Risposte superiori a 100 ms o, addirittura, molto più alte, di solito sono sintomo di congestione. È quindi bene controllare che non vi sia qualche dispositivo, collegato alla propria rete locale via cavo Ethernet o in modalità wireless che sta effettuando trasferimenti di dati molto pesanti, soprattutto in upload. A tal proposito, suggeriamo di fare riferimento all'articolo di approfondimento Connessione lenta, colpa del backup di Google Foto e di Windows 10.

5) Se i server DNS di Google rispondessero lentamente, verificare il traffico all'interno della LAN e usare TRACERT.
Tutti i modem router di più recente fattura integrano una funzionalità che consente di verificare, in tempo reale, quali dispositivi collegati alla rete locale stanno generando traffico in download e/o in upload.

Attività di upload pesanti possono influire in maniera davvero negativa sulle prestazioni della rete, anche in download, ed evidenziare tempi di latenza molto alti verso i server DNS Google (vedere punti precedenti) come verso qualunque altro sistema remoto: L'upload influisce sul download? Come velocizzare la connessione mentre si caricano file pesanti.

L'attivazione del servizio QoS (Quality of Service) sul router ed eventualmente la riduzione della banda disponibile in upstream da modem router, di solito permettono di risolvere i problemi di congestione locali.

Se, viceversa, il traffico sviluppato dai dispositivi connessi in LAN fosse esiguo, tempi di risposta elevati (PING) da parte dei DNS Google e degli altri server potrebbero essere determinati da una congestione a livello di provider Internet o di dorsali.
Per verificarlo, basta digitare al prompt dei comandi quanto segue:

tracert 8.8.8.8

L'utilità TRACERT effettua il tracerouting verso il server indicato: verificando i tempi di risposta di ciascun hop che si trova lungo il percorso, è possibile stabilire la causa del problema. In questo caso, eventuali difficoltà di routing (con i tempi di latenza che s'innalzano improvvisamente lungo il percorso riportato dall'utilità TRACERT) sono sintomo di temporanei problemi di congestione che verranno risolti dagli operatori di telecomunicazioni.

6) Se i server DNS di Google rispondessero "Richiesta scaduta".
Se, viceversa, i server DNS di Google rispondessero al PING con una serie di messaggi Richiesta scaduta, sarà necessario tornare a verificare il collegamento Internet con il provider prescelto e controllare i led sul modem router (la connessione potrebbe essere improvvisamente "crollata").


7) Quando i DNS Google rispondono al PING ma non è possibile navigare.
Se si ricevesse correttamente risposta al comando ping 8.8.8.8 ma, ad esempio, ping www.google.it restituisce Richiesta scaduta e non si riuscisse a navigare sul Web, il problema è quasi certamente legato ai DNS in uso ossia ai server che si occupano di risolvere i nomi a dominio (come www.google.it) recuperando i corrispondenti indirizzi IP (come 8.8.8.8).

In questo caso, suggeriamo di premere la combinazione di tasti Windows+R, digitare ncpa.cpl, cliccare con il tasto destro del mouse sull'interfaccia di rete in uso, scegliere Proprietà, Protocollo Internet versione 4, cliccare ancora sul pulsante Proprietà, scegliere l'opzione Utilizza i seguenti indirizzi server DNS e digitare 8.8.8.8 8.8.4.4 nelle caselle sottostanti.

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Cliccando su OK e riprovando a collegarsi a qualunque sito web, la connessione questa volta dovrebbe avvenire senza problemi (e il comando ping www.google.it dovrebbe restituire risposta).

Suggeriamo quindi di portarsi nel pannello di configurazione del modem router, accedere alle impostazioni LAN e impostare i DNS di Google (8.8.8.8 e 8.8.4.4) nei campi DNS primario e secondario.
In questo modo, i server DNS verranno automaticamente assegnati a qualunque client collegato alla rete locale che ne facesse richiesta (impostazione predefinita, in Windows Ottieni indirizzo server DNS automaticamente).


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8) Su Windows 10, quando la connessione risultasse inspiegabilmente molto lenta.
Windows 10 integra una funzionalità accessibile digitando Impostazioni del proxy di rete che si fa carico di configurare automaticamente il proxy rilevato in ambito aziendale.
Questa funzionalità è attiva di default in Windows 10 (opzione Rileva automaticamente impostazioni).

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Noi abbiamo sempre consigliato di disattivarla perché essa potrebbe essere sfruttata ad arte da parte dei gestori, ad esempio, di qualche rete WiFi per monitorare il traffico e sottrarre dati personali: Connettersi a una rete WiFi pubblica in sicurezza: disattivare WPAD in Windows.

Alcuni utenti, poi, a novembre 2017 hanno iniziato a segnalare uno strano comportamento da parte dell'opzione Rileva automaticamente impostazioni di Windows 10.
Il sistema operativo Microsoft sembra talvolta impostare un proxy lento, fisicamente stabilito presso un provider straniero.
Il risultato è che il browser mostra errori di timeout, proxy errato, connessione Internet assente o la stringa ERR_PROXY_CONNECTION_FAILED.

Per risolvere il problema è sufficiente, appunto, disattivare l'"interruttore" Rileva automaticamente impostazioni nella sezione Rete e Internet, Proxy delle impostazioni di Windows 10.

9) Messaggio d'errore "Rete non identificata".
Per risolvere il messaggio d'errore Rete non identificata, si possono seguire i consigli illustrati nell'articolo Rete non identificata, come risolvere il messaggio d'errore.


10) Reimpostare la connessione di rete.
Se tutti gli interventi descritti ai punti precedenti non dovessero essere risolutivi, è possibile aprire il prompt dei comandi con i diritti di amministratore e inserire quanto segue:

netsh winsock reset catalog
netsh int ipv4 reset reset.log
netsh int ipv6 reset reset.log


Così facendo si ripristinerà completamente la connessione di rete a livello di sistema operativo. Il ripristino completo della rete in Windows 10, anche con la rimozione delle interfacce configurate, può essere richiesto accedendo alle impostazioni, cliccando su Rete e Internet, su Stato, su Ripristino della rete e infine su Ripristina.

Test connessione: cosa fare quando non funziona

Complete Internet Repair è un programma gratuito che consente di ripristinare la connessione Internet in Windows.

Test connessione: cosa fare quando non funziona

Per avviarlo, è sufficiente estrarre tutto il contenuto dell'archivio compresso in una cartella di propria scelta quindi fare doppio clic su ComIntRep.exe o su ComIntRep_X64.exe a seconda che si stia utilizzando una versione a 32 o 64 bit di Windows.
Alla comparsa di SmartScreen, è possibile fare clic su Ulteriori informazioni e autorizzare l'avvio del programma.

Selezionando le varie caselle e cliccando sul pulsante Go si potranno riparare o reimpostare i vari componenti di Windows.


Le prime tre voci consentono di eseguire i comandi netsh che avevamo presentato in precedenza.
C'è poi la possibilità di azzerare la cache del resolver DNS (ipconfig /flushdns), la cache ARP, di riparare Internet Explorer, di cancellare la cronologia degli aggiornamenti di Windows Update, di riparare Windows Update, di ripristinare il funzionamento dei componenti software che si occupano di gestire la crittografia dei dati, di annullare il proxy server eventualmente impostato, di resettare la configurazione del firewall di Windows, di ripristinare il file HOSTS.

Può accadere, infatti, che la configurazione maldestra del firewall di sistema (Cos'è il firewall e come funziona quello di Windows) o del file HOSTS impediscano di fatto l'accesso a tutti i siti web o a una parte di essi (vedere anche Modificare il file HOSTS di Windows e bloccare le app che "chiamano casa").


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