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Ubuntu 11.10 "Oneiric Ocelot": un'analisi di tutte le principali novità

Il 13 ottobre 2011, così come preannunciato da tempo, Canonical ha provveduto al rilascio della versione definitiva di Ubuntu 11.10 "Oneiric Ocelot".
Ubuntu 11.10 segue la strada già imboccata con la precedente release, e conferma la volontà da parte di Canonical di fornire un prodotto rinnovato e innovativo, cercando al tempo stesso di preservarne la qualità e l'usabilità.
In quest'ultimo ciclo di sviluppo semestrale, la maggior parte del lavoro ha riguardato i seguenti due aspetti: il miglioramento dell'interfaccia utente Unity, e la transizione da GNOME 2.x a GNOME 3.x .
L'obiettivo è quello di arrivare ad aprile 2012, mese di rilascio della futura LTS (versione dotata di supporto a lungo termine; Long Term Support), con un prodotto veramente completo sotto tutti i punti di vista: in ogni caso Ubuntu 11.10 non delude le attese e, anzi, presenta tutta una serie di novità.

Unity: le principali modifiche


La prima novità riguarda lo spostamento dell'Home Button dal pannello superiore al Launcher.

Rimane invariata la sua funzione, che è quella di richiamare la Dash.

Salta subito all'occhio la presenza di quattro pulsanti, posizionati nella parte inferiore, e utilizzati per accedere e spostarsi tra le varie "schede". Tali schede prendono il nome di Lense, e forniscono una semplice interfaccia per la visualizzazione ed il recupero di informazioni limitate ad un particolare ambito di ricerca, il cosiddetto scope. Tali informazioni possono essere reperite localmente ed anche in remoto, qualora sia disponibile una connessione Internet: la Lense Applicazioni, ad esempio, è in grado di visualizzare i programmi non ancora installati ma disponibili per il download.

In Ubuntu 11.10 esistono tre tipi di Lense: Applicazioni, File e Cartelle, Musica. Lo scope di ciascuna di esse è facilmente intuibile dal nome assegnato, e i risultati ottenuti possono essere ulteriormente ristretti tramite l'impostazione di opportuni filtri.

La ricerca in "Applicazioni" prevede ad esempio la possibilità di restringere il campo ad una determinata categoria software, o di filtrare i risultati in base al giudizio espresso dagli utenti nelle loro recensioni. Attivando la "Lense File e Cartelle" è possibile invece restringerne i contenuti in base al tipo, alla data di ultima modifica, e alla dimensione.

Menzione speciale per Musica, la Lense portata al debutto in questa edizione di Ubuntu (le precedenti Lense erano già presenti in Ubuntu 11.04): essa permette di visualizzare i contenuti della raccolta musicale, e di effettuare ricerche più o meno mirate. C'è da dire che il suo funzionamento è subordinato alla creazione del catalogo multimediale tramite il player audio predefinito: se non si utilizza Banshee, infatti, la ricerca non mostrerà alcun tipo di risultato.
Una piccola chicca della Lense Musica riguarda l'integrazione con UbuntuOne Music Store, che permette all'utente di effettuare la ricerca direttamente nel database dello store musicale ufficiale della distribuzione Linux.

Dal punto di vista estetico, la Dash risulta integrata completamente con il resto dell'ambiente: è in grado di adattarsi ai colori dello sfondo e/o del tema impostato. E' stato inoltre attivato l'effetto blur, che permette di sfocare gli elementi eventualmente presenti al di sotto della stessa.
La Dash guadagna inoltre i controlli delle finestre, tramite i quali è possibile estenderla a tutto lo schermo, riportarla alle dimensioni originali, e ovviamente chiuderla.


Per quanto riguarda il Launcher, da notare l'eliminazione dei pulsanti che in Ubuntu 11.04 attivavano la Lense Applicazioni e la Lense File e Cartelle: come detto in precedenza, questi ultimi sono stati integrati direttamente all'interno della Dash.
Altra differenza rispetto alla precedente versione di Ubuntu, dove l'attivazione della Dash provocava la disattivazione del Launcher: in Ubuntu 11.10 invece può essere attivato posizionando il cursore del mouse su di esso.
Il Launcher è ora in grado di distinguere le finestre appartenenti allo spazio di lavoro attivo, rispetto a quelle facenti parte di spazi di lavoro differenti: ricordiamo infatti che l'ambiente Unity è costituito di quattro workspace, e ogni finestra appartiene necessariamente ad uno di essi.

Nell'esempio di cui sopra la finestra del file manager Nautilus è selezionata e visualizzata (detiene cioè il focus), e di conseguenza risulta attivo lo spazio di lavoro in cui risiede. La finestra di Firefox invece risiede in un altro spazio di lavoro: il Launcher evidenzia questo fatto utilizzando un indicatore differente.

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