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Ubuntu 7.10: utilizzare il sistema operativo in un contesto reale

Se siete alla ricerca di una distribuzione Linux facile, veloce, stabile guardate con fiducia ad Ubuntu.
Questa distribuzione ha una storia piuttosto recente. Il rilascio di Ubuntu fu annunciato nel 2004 e negli anni seguenti la distribuzione, nata per opera del carismatico miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, ha registrato un successo mai visto prima.

Pur essendo un software libero, Ubuntu è finanziato dalla società di Shuttleworth, azienda con sede nell'Isola di Man, lungo le coste britanniche. Un aspetto, questo, che ha certamente contribuito ad accrescerne la diffusione.

Dimostrazione delle potenzialità del sistema operativo, che poggia le sue fondamenta, a sua volta, su Debian - una delle distribuzioni Linux più apprezzate per stabilità, performance e disponibilità di aggiornamenti -, è la babele di derivate Ubuntu che hanno iniziato a diffondersi. Solo per fare qualche nome - tra le distribuzioni supportate in modo ufficiale da Canonical - c'è Kubuntu (usa l'ambiente desktop KDE anziché GNOME), Xubuntu (la versione più "snella" basata sul desktop environment XFCE, dedicata ai personal computer più datati), Edubuntu (studiata per le istituzioni scolastiche ed i bambini), Gobuntu (contiene solo software libero); tra le "distro" non ufficiali ricordiamo, per esempio, Ubuntu Studio (dedicata a chi, anche a livello professionale, ha necessità di strumenti per montaggi audio e video) ed nUbuntu (include strumenti "anti-intrusione" per la sicurezza della rete).

Il produttore di personal computer Dell ha deciso, da parte sua, di installare Ubuntu sulla linea di macchine dedicate agli estimatori del "pinguino": l'azienda ha motivato la scelta spiegando come Ubuntu sia oggi la distribuzione Linux più richiesta da parte della clientela.


Il suo nome si fa derivare da un'espressione africana che si lega con il concetto di "umanità" e di collaborazione reciproca. La distribuzione, per la gestione dei pacchetti software, si affida ad APT (già noto agli utenti Debian): questo meccanismo permette di installare l'intero prodotto da un unico CD per poi aggiornare successivamente i vari programmi. Ad APT sono affiancati, comunque, anche Synaptic e l'esclusivo Update Manager.

Sì, la facilità d'installazione dei pacchetti software in Ubuntu è certamente uno dei fiori all'occhiello della distribuzione. Oltre ad una quasi sconfinata disponibilità di applicazioni tra le quali scegliere, Ubuntu ne permette l'immediata installazione e la completa disinstallazione attraverso l'utilizzo di una comoda interfaccia grafica. Inoltre, non ci si deve preoccupare delle licenze perché la totalità dei software veicolati attraverso l'installer di Ubuntu è opensource.


Installazione

La semplicità con cui è possibile installare Ubuntu è divenuta ormai proverbiale. Il CD d'installazione del sistema operativo è "Live": ciò significa che lasciandolo inserito nel lettore all'avvio del personal computer (è necessario assicurarsi che le impostazioni a livello di BIOS siano regolate in modo tale da consentire il boot da unità CD ROM), l'utente potrà subito valutare le possibilità offerte da Ubuntu senza dover installare alcunché sul disco fisso e senza modificare la configurazione dello stesso. E' ovvio che le modifiche apportate ad Ubuntu nella versione "Live" non saranno memorizzate.
L'utilizzo del CD "Live", quindi, può risultare particolarmente utile a tutti coloro che desiderino valutare le potenzialità di Ubuntu Linux senza essere costretti ad installare alcunché sul disco fisso e quindi senza andare ad intaccare, ad esempio, la configurazione di Windows o del sistema operativo già presente sul personal computer.

Per accedere alla modalità "Live" o lanciare la procedura d'installazione di Ubuntu, è sufficiente lasciare inserito il CD ROM della distribuzione Linux nel lettore, riavviare il personal computer quindi selezionare la voce Start or Install Ubuntu.

Per avviare l'installazione vera e propria del sistema sul disco fisso, è sufficiente fare doppio clic sull'icona Install, visualizzata nell'area del desktop. Dopo aver superato le schermate di benvenuto, quella relativa alle impostazioni internazionali ed al layout della tastiera, la procedura d'installazione di Ubuntu visualizzerà l'unica finestra che richiede massima attenzione e cautela da parte dell'utente. All'atto della scelta del disco o della partizione ove si desidera installare Linux, si potrà scegliere se ridimensionare le partizioni presenti (ad esempio quella di Windows) per far spazio ad Ubuntu oppure usare il più ampio spazio contiguo disponibile. Attenzione all'opzione che permette la cancellazione dell'intero contenuto del disco fisso.

Ubuntu 7.10 supporta in modo nativo i driver di un maggior numero di periferiche cosicché, già nella fase d'installazione del sistema operativo, tutti i componenti del personal computer risultano in genere perfettamente funzionanti.
In alcune situazioni, quando non dovesse risultare disponibile un driver opensource per uno specifico dispositivo, il consiglio è quello di consentire al nuovo Gestore driver con restrizioni di installare driver proprietari. Una finestra a comparsa informa l'utente sulla disponibilità di un driver proprietario da impiegare al posto dell'equivalente software libero al momento non reperibile. Per consentire il corretto funzionamento, su Ubuntu 7.10, di schede wireless o "winmodem" ci è spesso capitato di dover far cadere la nostra scelta su driver proprietari.


Ubuntu va a braccetto con Windows

Ubuntu non crea problemi agli utenti di Windows. Anzi, riesce a ben integrarsi con i sistemi operativi Microsoft.
Ubuntu, quindi, è indicato non soltanto per tutti coloro che cerchino un valido sistema operativo, completo di tutti i software più importanti, da sostituire a Windows. Questa distribuzione Linux può essere agevolmente installata anche in configurazione "dual-boot" su una macchina che già ospita Windows. A tal proposito, citiamo la funzionalità di Ubuntu Linux che consente di importare preferenze, impostazioni di sistema, documenti e file personali da una partizione sulla quale sia installato Windows.


Ubuntu è consigliato anche a coloro che desiderino allestire una workstation Linux od un server vero e proprio all'interno della rete locale domestica oppure aziendale. Il sistema operativo, infatti, include tutto il necessario per condividere file, cartelle, stampanti od accedere alle risorse condivise, anche su sistemi Windows. Il pieno supporto per le partizioni e le unità disco formattate con il file system NTFS consente quindi di far entrare Ubuntu in qualsiasi LAN senza troppe difficoltà.


"Tradurre" l'interfaccia in italiano

Se, durante l'installazione di Ubuntu, non è disponibile il collegamento ad Internet, è possibile che al primo avvio del sistema operativo, questo risulti "tradotto" parte in lingua inglese, parte in italiano. Per risolvere il problema ed avere l'intera interfaccia e tutti i programmi in italiano, è necessario accedere al menù System, Amministrazione, Sorgenti software quindi attivare le prime tre caselle.

Sempre dalla finestra Sorgenti software, suggeriamo di verificare che sia attivo il download automatico degli aggiornamenti via Internet (scheda Aggiornamenti, sezione Aggiornamenti per Ubuntu). In caso contrario, è bene spuntare le varie caselle proposte, in particolare le prime due. Ubuntu notificherà la disponibilità di nuovi aggiornamenti visualizzando un'icona nella barra in alto proponendone l'installazione tramite il Gestore aggiornamenti.

A questo punto, si dovrà accedere alla finestra System, Amministrazione, Supporto lingue, selezionare Italian dall'elenco delle lingue supportate ed accettarsi che l'italiano sia impostato come lingua predefinita nel menù a tendina sottostante. Dopo aver operato un riavvio del sistema, l'intero Ubuntu apparirà in italiano. E' ovviamente necessario accertarsi che il collegamento alla Rete sia operativo.


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