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Velocizzare Android: consigli pratici

Il possessore di ogni dispositivo Android, specie se non si tratta di un prodotto di fascia medio-alta, deve frequentemente far fronte a rallentamenti nell'esecuzione del sistema operativo e delle applicazioni installate. Gli utenti segnalano un sistema operativo Android lento soprattutto quando sul dispositivo sono state installate molteplici applicazioni e la dotazione hardware, soprattutto in termini di memoria e processore, non è delle migliori.

Quando si ha a che fare con un dispositivo Android lento, la prima verifica da effettuare consiste nel controllo del quantitativo di memoria occupato. La procedura standard consiste nell'accedere alla schermata delle impostazioni di Android quindi selezionare Memoria. Qui, il sistema operativo mostra in che modo è occupata la memoria fisica presente internamente nel device (Memoria dispositivo), quella di massa e la scheda SD.
In molti smartphone e tablet, una parte della memoria interna viene identificata come memoria di massa. Le applicazioni più evolute che fungono da file manager permettono di accedere al contenuto di qualunque tipologia di memoria.
Per default, immagini, video, file audio, documenti e così via vengono memorizzati da Android nella memoria di massa o nella scheda SD. In linea di principio, comunque, è possibile memorizzare qualunque tipologia di file su qualsiasi tipo di memoria.

La sezione Memoria consente di stabilire quali elementi occupano più spazio (applicazioni, immagini/video, audio, altri file).
Altrettanto importante la sezione Gestione applicazioni, egualmente accessibile dalla schermata delle impostazioni. Qui è possibile rendersi conto di quali applicazioni sono state installate nella memoria interna e di quali, invece, sono stivate nella memoria di massa o nella scheda SD.

È interessante evidenziare che su quei dispositivi Android ove una parte della memoria interna viene destinata a memoria di massa, questa viene indicata nella sezione Scheda SD.

Spostandosi in corrispondenza della scheda In esecuz., si otterrà l'elenco completo delle applicazioni correntemente in esecuzione sul dispositivo Android:

Come in precedenza, il valore da esaminare è quello riportato in calce alla schermata. L'indicazione, però, si riferisce questa volta all'occupazione in termini di memoria RAM e non allo spazio occupato sulle memorie non volatili.
Valori di occupazione prossimi al quantitativo di memoria RAM installato sul device Android sono spia di evidenti rallentamenti.
Analogamente, nel caso in cui la memoria interna venisse occupata pressoché per la sua totalità, si riceveranno messaggi d'errore e sarà impossibile installare nuove applicazioni.

Per quanto riguarda l'occupazione della memoria del dispositivo, la soluzione migliore consiste nello spostare le applicazioni Android sulla scheda SD ove presente (in caso contrario ne consigliamo caldamente l'acquisto e l'installazione). Per procedere, si può selezionare l'app da spostare nella schermata Gestione applicazioni quindi "tappare" su Sposta in scheda SD.

Non tutte le app Android, però, possono essere facilmente spostate sulla scheda SD. In alcuni casi, infatti, il pulsante Sposta in scheda SD non risulta utilizzabile. Specie sui dispositivi più economici non si può quindi fare altro che "gettare la spugna"? Nient'affatto. Nel nostro articolo Spostare applicazioni Android su SD con Link2SD e risolvere gli errori di spazio insufficiente abbiamo illustrato la procedura che è possibile applicare per trarsi d'impaccio.

Ad ogni modo, per avere uno smartphone od un tablet scattante, è sempre bene verificare quali applicazioni restano in esecuzione in memoria (scheda In esecuz.) e quali di esse vengono ricaricate ad ogni riavvio od accensione del dispositivo.


Il suggerimento più ovvio è quindi quello di controllare periodicamente le applicazioni installate e rimuovere quelle che si usano molto raramente o praticamente mai.

Un buon programma per automatizzare tutta una serie di verifiche è Clean Master, scaricabile da questa pagina di Google Play.

Nella schermata principale, Clean Master indica lo spazio occupato e quello a disposizione sulla scheda SD (vi include comunque anche la capacità della memoria di massa che non sia una SD) e sulla memoria interna.
"Tappando" su App manager, si possono disinstallare applicazioni e spostarle sulla scheda SD, così come si può fare con lo strumento integrato in Android. In aggiunta, però, si potrà creare una copia di backup delle varie app che diverranno immediatamente ripristinabili al bisogno.

In situazioni di necessità, inoltre, nel caso in cui si rilevassero rallentamenti eccessivi, si potrà ricorrere alla funzionalità Potenziamento memoria per liberare temporaneamente un certo quantitativo di memoria RAM.
Per procedere, è sufficiente "tappare" sul pulsante Boost in basso.

Sui dispositivi con una scarsa dotazione di memoria RAM (ad esempio 512 MB), più applicazioni Android aperte contemporaneamente possono portare a notevoli rallentamenti. Se si immagina di avere alcune applicazioni simultaneamente in esecuzione ed altre app che, ad esempio, ad intervalli regolari, effettuano delle attività in background oppure sincronizzano dei dati, il quantitativo di memoria RAM istantaneamente occupato sale in modo molto rapido!


Un'utile applicazione che permette di mantenere in memoria RAM esclusivamente le applicazioni "che meritano" si chiama SDMaid.
Scaricabile ed installabile da questa pagina, su Google Play, SDMaid integra un'eccellente funzionalità che permette di congelare le applicazioni Android considerate superflue.
Un'applicazione Android "congelata" non potrà più esser in alcun modo avviata, neppure da parte del sistema operativo, nemmeno in modalità automatica.
Ci sono applicazioni che spesso non si utilizzano ma che ci si ritrova installate nello smartphone o nel tablet sin dal momento dell'acquisto. Tali applicazioni vengono puntualmente caricate andando ad occupare inutilmente la memoria RAM.

Condicio sine qua non per "congelare" le applicazioni Android che si ritengono inutili è l'aver sottoposto lo smartphone od il tablet alla nota procedura di rooting.

Con il termine root si fa riferimento ai privilegi amministrativi che non sono mai messi a disposizione dell'utente che acquista il telefono. Utilizzando l'utente root su Android è possibile effettuare qualunque genere di operazione, compresa la modifica di tutte le impostazione di base del sistema operativo e degli altri software installati.
La procedura di rooting è appunto quella che permette di abilitare l'utilizzo dell'account root ed essa varia da dispositivo a dispositivo, anche se solitamente i passaggi da seguire sono molto simili.
Dal momento che Google non accetta, su Play, alcuna applicazione in grado di effettuare il rooting del dispositivo Android, per servirsi di utilità come SDMaid è indispensabile provvedere autonomamente.
Per ciascun modello di smartphone o tablet Android esistono in circolazione diverse guide pratiche che consentono di raggiungere l'obiettivo prefisso.


Solitamente, per effettuare il rooting di un device Android, basta scaricare un file compresso .zip (di solito si chiama root.zip od update.zip) e memorizzarlo nella scheda SD o nella memoria interna.
A questo punto, tipicamente, si dovrà spegnere il dispositivo e riavviarlo mantenendo premuti contemporaneamente più tasti alla volta (generalmente "entrano in gioco" il tasto volume, Home e accensione...).
Il software dovrebbe permettere la scelta del file .zip precedentemente caricato in modo da dare via al processo di rooting.

Una volta completato il root del device Android, è bene verificare di essere effettivamente riusciti nell'intento. Un'applicazione utile in tal senso è Root Checker Basic (prelevabile da qui).

Generalmente il processo di rooting implica la perdita della garanzia sul telefono o sul tablet Android. Annullando la procedura (unrooting), però, si riacquista la garanzia.
I passi per effettuare eventualmente l'unrooting differiscono da device a device e possono essere più o meno complessi da essere posti in atto.


Da SDMaid, per congelare un'applicazione Android, basterà portarsi nella scheda Controllo app:

A questo punto si dovrà "tappare" su Controllo app, per favore aggiorna e scegliere l'applicazione che si vuole rendere non più avviabile.
Alla comparsa del successivo menù di scelta, si potrà selezionare la voce Congelare app (mantiene app e dati, ma impedisce l'esecuzione e la nasconde dal sistema dopo il riavvio).


Oltre a permettere di congelare le app superflue, SDMaid consente di eliminare i file orfani lasciati da precedenti installazioni (scheda Ricerca resti), di effettuare un'approfondita pulizia del sistema (Pulizia sistema), di individuare file che occupano molto spazio in memoria (File più grandi), di cercare i file che sono stati modificati negli ultimi minuti (scheda Varie). Sempre dalla scheda Controllo app, si possono anche disinstallare normalmente le varie applicazioni oppure rimuovere l'app lasciando salvati i dati o, ancora, rimuovere solo i dati e lasciare intatta l'app.
Tutte le altre funzionalità, invece, non sono utilizzabili nella versione free ma solo acquistando la release "Pro" del programma.

Per recuperare spazio su disco e fare pulizia, oltre a SDMaid è possibile ricorrere al già presentato Clean Master che, fra l'altro, permette anch'esso di ripulire la cache di Android e delle app installate, di rimuovere file residui e di sbarazzarsi delle cartelle contenenti inserzioni pubblicitarie. Per procedere, è sufficiente avviare Clean Master quindi "tappare" sull'icona Cronologia:

Un "tap" sul pulsante Pulisci permetterà di sbarazzarsi degli elementi selezionati.

Egualmente utile è Advanced Mobile Care, applicazione gratuita prelevabile da questa pagina su Google Play. Advanced Mobile Care consta anche di un ottimo task manager che permette di forzare la chiusura delle app Android (molto valido, a tal proposito, è anche Advanced Task Killer scaricabile da qui).


Da ultimo, per risparmiare in termini di occupazione di memoria RAM, suggeriamo di porre attenzione ai widget che si utilizzano riducendone al minimo l'impiego. È poi sconsigliata l'applicazione di sfondi animati che, tra l'altro, incidono anche sulla durata della batteria.


  1. Avatar
    chestaiaddi
    26/02/2014 12:03:30
    win 3.1 piu' completo di android??? ma che stai a di?????? per favore non cominciamo con sto "windows vs. il mondo intero" che non centra pure nulla qui. Stiamo parlando di smartphone di fascia medio-bassa e non di pc.
  2. Avatar
    X86 for president
    14/11/2013 00:32:36
    uso il pc dai tempi del DOS, e devo dirlo, come il pc non cè niente. con tutto che il windows non è opensource ti lascia comunque libertà totale, compatibilità (e retrocompatibilità), universalità ed anche una certa comodìtà che è sbandierata falsamente dai nuovi dispositivi, questi sono "giocattoli 2.0" P.S. il programmino per liberare la ram per pc risale al win95 P.P.S. il win3.1 era più completo dell'android P.P.P.S mouse e tastiera sono mouse e tastiera
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    ZioTibia
    12/11/2013 20:27:43
    Bastava utilizzare Titanium Backup. Potevi congelare o disinstallare tutto il bloatware che volevi ;-)
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    Guest
    12/11/2013 17:20:31
    Quello che mi da fastido è che anche su Android è d'obbligo avere le porcherie di Facebook oppure Google+ e altri socials mai da me usati e se cerco di levarli mi dice che non si può, neppure come amministratore. Android è veramente open source o manipolato? Perché mi obbligano a mantenere schifezze che non mi interessano? Ho dovuto aprire Android e ricmpilarlo senza quelle per avere una distro completamente pulita ma non tutti sono capaci a farlo per cui sarà meglio che rivedano le loro policies
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