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martedì 9 agosto 2022 di 1600 Letture
Windows 11: senza patch i processori più moderni possono danneggiare i dati

Windows 11: senza patch i processori più moderni possono danneggiare i dati

I dati elaborati durante le operazioni crittografiche possono danneggiarsi usando Windows 11 e i processori Intel-AMD più recenti. La soluzione consiste nell'installazione di una patch che però rallenta le prestazioni del sistema.

Sappiamo bene che con il rilascio di Windows 11 Microsoft ha deciso di rendere notevolmente più severi i requisiti per l'installazione del sistema operativo. Windows 11, ad esempio, non supporta i processori Intel antecedenti ai Kaby Lake (ottava generazione, numero "8" come prefisso nella sigla del modello) e le CPU AMD precedenti i Ryzen 2000: ecco perché, secondo molti, Windows 10 è destinato a diventare un sistema operativo immortale come accaduto con Windows 7.

È vero che è possibile installare Windows 11 su un PC non compatibile disattivando i controlli che vengono effettuati ma Microsoft ha più volte dichiarato che queste macchine potrebbero non ricevere più gli aggiornamenti ufficiali attraverso Windows Update (ad oggi non è mai successo).

È curioso il fatto che un problema che interessa le CPU più recenti, dichiarate come pienamente compatibili con Windows 11, porti a severi rallentamenti del sistema.

Microsoft lo fa presente in questo documento di supporto: si spiega che il set di istruzioni Vector Advanced Encryption Standard (VAES) supportato da tutti i processori più recenti può portare, quando utilizzato, alla corruzione dei dati conservati sul sistema.

VAES è coinvolto nelle operazioni di codifica e decodifica dei dati crittografati: qualunque bug può avere un impatto significativo sull'integrità delle informazioni gestite.

La buona notizia è che Microsoft sostiene di aver già risolto il problema con il rilascio degli aggiornamenti KB5014746 e KB5014019 distribuiti in anteprima a partire dal 24 maggio 2022 e dal 14 giugno 2022 attraverso Windows Update.

La cattiva notizia è che "dopo l'installazione degli aggiornamenti è possibile riscontrare prestazioni inferiori per quasi un mese dopo l'installazione in Windows 11 e Windows Server 2022", osserva Microsoft.

Da un lato l'azienda di Redmond consiglia di procedere immediatamente con l'installazione degli aggiornamenti per evitare problemi; dall'altro avvisa che le performance durante le operazioni che coinvolgono l'uso di algoritmi crittografici (ad esempio BitLocker e uso del protocollo TLS) potrebbero risultare dimezzate.

Microsoft non ha condiviso la lista delle CPU interessate: VAES è stata introdotta nel 2018 quindi tutti i processori supportati in Windows 11 risultano automaticamente coinvolti.

Nello specifico, le prime CPU che abbracciano VAES sono le Intel Ice Lake di decima generazione; sul versante AMD coinvolte sono la serie Ryzen 5000 per desktop e dispositivi mobili.


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