Apple e DMA: per il CEO di Spotify la nuova tassa è una "estorsione"

Il CEO di Spotify critica duramente le novità presentate da Apple per il mercato europeo. Per l'imprenditore svedese la nuova tassa per le app scaricate da marketplace di terze parti è un'estorsione.

Apple ha annunciato una serie di modifiche per conformarsi al Digital Markets Act che entrerà in vigore a marzo nei paesi dell’Unione Europea. Sono principalmente due le novità più chiacchierate, con critiche nemmeno tante velate che giungono da alcuni giganti come Epic Games e Spotify.

Al pari di Tim Sweeney (Epic Games), anche il CEO di Spotify Daniel Ek ha scelto di commentare pubblicamente su X le ultime grandi novità svelate da Tim Cook e soci per il mercato europeo. Ebbene, secondo l’imprenditore svedese, con la tassa di 0,50€ per ogni app scaricata da un martketplace di terze parti, il gigante di Cupertino dimostra coerenza con quanto già fatto in passato. E, in questo caso, l’accezione è negativa.

«Con il falso pretesto di conformità e concessioni, Apple ha presentato un nuovo piano che è una farsa totale. In sostanza, il vecchio sistema di tassazione è stato reso inaccettabile dal DMA, quindi ne hanno creato un altro mascherato dalle conformità alla nuova legge», si legge.

Spotify in uso su smartphone

Spotify: il CEO accusa Apple di estorsione

Ek non usa mezzi termini e definisce “estorsione” la sopracitata nuova tassa. «Questa è una estorsione, chiara e semplice», scrive il CEO di Spotify sia sul social di Elon Musk che nel relativo comunicato stampa. «Se Apple addebita già una commissione del 17% (e del 10% per i pagamenti ricorrenti) sui beni digitali acquistati, perché dovrebbe addebitare anche una tariffa annuale per ogni utente?».

Questa è una politica che, ancora secondo Ek, potrebbe creare non pochi problemi agli sviluppatori, soprattutto i più piccoli. «Uno sviluppatore dovrebbe pagare questa tariffa anche se un utente scaricasse l’app, non la usasse mai e si dimenticasse di eliminarla. Ciò danneggerà gli sviluppatori, le potenziali start-up e coloro che offrono maggiormente app gratuite: come potrà uno sviluppatore ripagare Apple se la sua app gratuita diventa virale? Milioni di account installano quell’app gratuita e quindi lo sviluppatore deve milioni a Apple?».

Il pensiero del CEO di Spotify è chiaro. Per lui, Apple sta costringendo gli sviluppatori a non scegliere l’alternativa, ovvero i marketplace di terze parti. «Questa alternativa nega completamente l’obiettivo del DMA. […] Apple ha proposto una soluzione impraticabile alla quale gli sviluppatori dovrebbero restare vincolati fino alla fine della loro attività». «In sostanza», conclude Ek, «Apple sta rendendo inutili gli obiettivi del DMA di offrire più scelta e più controllo ai consumatori».

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