La disponibilità di memoria flash sta attraversando una delle fasi più critiche dell’ultimo decennio, con ripercussioni che toccano l’intera filiera dell’elettronica di consumo, dell’automotive e dei data center. Le dichiarazioni del CEO di Phison, Khein-Seng Pua, indicano una contrazione dell’offerta tale da mettere in difficoltà anche i player più strutturati, mentre i fornitori di NAND stanno ridefinendo le condizioni commerciali in modo drastico.
Il settore dello storage, che negli anni 2010 ha beneficiato di una continua crescita della capacità e di una progressiva riduzione dei costi per gigabyte, si trova ora di fronte a un’inversione di tendenza guidata da una domanda fuori scala, alimentata in larga parte dall’intelligenza artificiale e dai carichi di lavoro legati ai data center.
Phison, azienda con circa il 20% del mercato globale dei controller SSD e una quota rilevante nello storage automotive, osserva dinamiche che ricordano le crisi DRAM del passato, ma con effetti potenzialmente più estesi. I dati riportati indicano un aumento dei prezzi di alcuni moduli eMMC da 8 GB da circa 1,50 dollari fino a 20 dollari in un solo anno, una crescita superiore a 13 volte che segnala una carenza strutturale di capacità produttiva.
Parallelamente, i tassi di evasione degli ordini sotto il 30% testimoniano una saturazione della supply chain che potrebbe tradursi in un rallentamento diffuso nella produzione di dispositivi consumer e industriali entro la seconda metà del 2026.
La centralità dei controller SSD e il ruolo di Phison
La filiera dello storage a stato solido è controllata da pochi produttori capaci di progettare e realizzare controller avanzati, ossia i chip che coordinano il funzionamento della memoria NAND (memoria non volatile che conserva i dati senza alimentazione) e assicurano velocità di accesso, integrità e protezione delle informazioni.
Phison è tra i principali progettisti di controller SSD, integrando firmware proprietario, gestione dell’ECC (Error Correction Code) e algoritmi di wear leveling necessari per sfruttare memorie TLC e QLC a elevata densità.
La presenza significativa nel segmento automotive deriva dalla capacità di certificare soluzioni conformi a standard come AEC-Q100 e ISO 26262, richiesti per applicazioni critiche come infotainment e sistemi ADAS. In tale contesto, la carenza di NAND non impatta solo la disponibilità di storage, ma anche la continuità delle piattaforme software veicolari, che dipendono da aggiornamenti OTA e memorizzazione locale di dati operativi.
La pressione della domanda AI sulla memoria flash
Il cambiamento più rilevante nella domanda di memoria riguarda il passaggio dalla fase di addestramento dei modelli AI alla fase di inferenza. Durante l’addestramento, la priorità è la capacità di calcolo e la disponibilità di HBM e DRAM ad alte prestazioni; nella fase di inferenza, invece, cresce la necessità di storage persistente per dataset, modelli ottimizzati e contenuti generati. I data center stanno quindi assorbendo quantità crescenti di NAND, soprattutto in configurazioni NVMe ad alta densità, riducendo la disponibilità per il mercato consumer.
I grandi operatori cloud stanno siglando contratti pluriennali con i produttori di memoria, talvolta con prepagamenti anticipati su orizzonti di tre anni, una pratica storicamente inusuale nel settore. Una dinamica che sposta il potere contrattuale verso i fornitori di NAND, lasciando i produttori di dispositivi consumer e OEM con minore accesso alle forniture e con prezzi meno prevedibili.
Impatto sui dispositivi consumer e sulle supply chain globali
Le previsioni indicano una riduzione significativa delle produzioni di smartphone, con tagli stimati tra 100 e 250 milioni di unità su base annua.
Analogamente, i segmenti PC e TV potrebbero subire contrazioni dovute alla difficoltà di approvvigionamento dei moduli di storage e alla crescita dei costi. L’uso diffuso di eMMC nei dispositivi entry-level rende questo segmento particolarmente vulnerabile, poiché le economie di scala vengono meno quando i prezzi dei chip crescono rapidamente.
La situazione si riflette anche sui fornitori di storage tradizionale. Western Digital ha segnalato carenze di hard disk già per l’anno in corso e prospettive di disponibilità limitata anche per il 2027 e il 2028. Sebbene gli hard disk non sostituiscano la NAND in termini di prestazioni, la loro scarsità indica che la domanda complessiva di storage supera ampiamente la capacità produttiva globale.
La posizione di Seagate è molto simile, con il CEO William Mosley che spiega come la capacità produttiva sia completamente allocata per il 2026. “Prevediamo di iniziare ad accettare ordini per il primo semestre del 2027 nei prossimi mesi“.
I comportamenti criticati da Phison
Phison, attraverso il CEO Khein-Seng Pua, individua una serie di dinamiche di mercato e comportamenti dei fornitori che rischiano di mettere in crisi l’intero comparto dell’elettronica consumer:
- Prepagamenti pluriennali imposti dai produttori di NAND. Almeno una delle principali fonderie richiede ai clienti pagamenti anticipati fino a 3 anni di fornitura. Una condizione del genere è sostenibile solo per grandi gruppi con forte liquidità, mentre esclude le aziende più piccole dal mercato.
- Allocazione preferenziale verso hyperscaler e grandi clienti. La memoria disponibile è destinata prioritariamente ai grandi operatori cloud e ai produttori con contratti di lungo periodo. I produttori di elettronica consumer, soprattutto quelli senza accordi diretti con le fonderie, rischiano di non ricevere scorte sufficienti.
- Accaparramento e prenotazioni a lungo termine della capacità produttiva. I grandi clienti stanno bloccando in anticipo la produzione futura, riducendo drasticamente la disponibilità di NAND sul mercato. Ciò limita la possibilità per nuovi entranti o per produttori minori di accedere ai componenti.
- Tassi di evasione ordini estremamente bassi. Molti clienti di Phison ricevono meno del 30% dei volumi richiesti, segno che la supply chain è già in forte stress e incapace di soddisfare la domanda.
Conseguenze per le aziende più piccole e scenari di mercato
Le aziende con minore potere contrattuale rischiano di essere escluse completamente dalla catena di fornitura della memoria.
Senza accesso diretto a contratti con i produttori NAND, tali realtà devono ricorrere a distributori o broker, con prezzi più elevati e disponibilità incerta. Il risultato è un aumento del rischio di interruzioni produttive e, nei casi più gravi, l’uscita dal mercato.
Il fenomeno è amplificato dal fatto che la produzione di NAND è concentrata in pochi stabili principali, tra cui quelli di Samsung, SK hynix e Kioxia/Western Digital. L’espansione della capacità produttiva richiede investimenti miliardari e tempi di realizzazione pluriennali, rendendo impossibile una risposta immediata alla domanda crescente.
Strategie di mitigazione e limiti tecnici
I produttori stanno cercando di mitigare la carenza attraverso l’adozione di tecnologie a maggiore densità come NAND QLC e PLC, che consentono di aumentare i bit per cella. Tuttavia, queste soluzioni introducono compromessi in termini di resistenza e prestazioni, richiedendo controller più sofisticati e algoritmi avanzati di gestione dell’errore.
Un’altra strategia consiste nell’ottimizzazione del firmware e dei sistemi operativi per ridurre l’uso di storage locale, ad esempio attraverso tecniche di compressione e caching più aggressive. Tuttavia, queste soluzioni non eliminano la necessità di capacità fisica e non possono compensare la carenza di chip.
In assenza di un riequilibrio tra domanda e offerta, il settore dello storage potrebbe attraversare una fase prolungata di prezzi elevati e disponibilità limitata. L’espansione delle fabbriche NAND e la normalizzazione della domanda AI saranno fattori determinanti per riportare stabilità nel mercato, ma i tempi di recupero potrebbero estendersi oltre il 2026.