Si chiama Europa il chip AI europeo che vuole entrare nei server Dell e Supermicro

Axelera porta Europa nei server e nelle AI Factory: 629 TOPS, 45 W, fino a 64 GB per chip e oltre 600 clienti. La startup europea punta sull'inferenza AI efficiente e prepara Titania per HPC e supercomputer.

La corsa europea ai chip per l’intelligenza artificiale sta entrando in una fase più concreta: non basta più progettare acceleratori promettenti, servono sistemi acquistabili, software maturo e soprattutto clienti disposti a installarli nei propri server. È su questo terreno che Axelera AI, società nata a Eindhoven (Paesi Bassi) nel 2021, prova a ritagliarsi uno spazio, sgomitando tra i grandi produttori statunitensi. L’azienda ha annunciato nuovi contratti per la fornitura dei propri acceleratori alle AI Factory e ha portato sul mercato Europa, la seconda generazione della sua architettura per l’inferenza.

Axelera dichiara più di 600 clienti nei settori industriale, sicurezza, difesa, enterprise e infrastrutture AI. L’amministratore delegato Fabrizio Del Maffeo ha riferito a Reuters di accordi firmati per “decine di milioni” e di opportunità commerciali potenziali per circa 1,5 miliardi di dollari.

La società ha raccolto oltre 450 milioni di dollari dalla fondazione. Solo nel febbraio 2026 ha chiuso un round da 250 milioni guidato da Innovation Industries, con la partecipazione, tra gli altri, di BlackRock e SiteGround Capital. È una dotazione importante per una startup europea dei semiconduttori, ma resta piccola rispetto agli investimenti necessari per competere direttamente con i colossi che dominano l’hardware AI. Axelera, però, non sta cercando di replicare una GPU general purpose: punta soprattutto sull’inferenza AI, cioè sull’esecuzione di modelli già addestrati.

Europa porta Axelera dai dispositivi edge ai server aziendali

Axelera aveva anticipato l’architettura del nuovo chip Europa ad ottobre 2025, indicando il 2026 come periodo previsto per le prime consegne. L’annuncio del 15 settembre segna quindi soprattutto la maturazione commerciale della piattaforma, accompagnata dall’integrazione in sistemi e progetti reali.

La precedente generazione Metis nasceva principalmente per portare computer vision e altri modelli AI vicino alla sorgente dei dati: telecamere, macchine industriali, piccoli server locali e apparati embedded. Europa alza l’asticella: Axelera la propone per workstation, server enterprise, robotica, analisi video su larga scala e applicazioni di intelligenza artificiale generativa con più utenti contemporanei.

Il nuovo chip comprende otto core AI di seconda generazione e raggiunge, secondo le specifiche del produttore, 629 TOPS a precisione INT8. I TOPS, trilioni di operazioni al secondo, sono utili per descrivere la capacità teorica di un acceleratore, ma non permettono da soli di confrontare due chip: prestazioni reali, memoria, precisione numerica, compilatore e caratteristiche del modello possono modificare enormemente il risultato finale.

Europa supporta INT4, INT8 e INT16 e affianca ai core dedicati all’AI 16 processori vettoriali RISC-V. Axelera cerca di spostare sul proprio acceleratore anche attività che normalmente ricadrebbero sulla CPU host, comprese operazioni di pre-processing e post-processing dei dati.

Per i carichi video è presente inoltre un decoder hardware H.264/H.265 capace, secondo l’azienda, di gestire flussi 4K fino a 120 fotogrammi al secondo. Un sistema destinato alla videoanalisi può decodificare le immagini, prepararle per la rete neurale, eseguire l’inferenza e trattare parte dei risultati senza scaricare ogni passaggio sul processore principale.

Il vero obiettivo è ridurre gli spostamenti dei dati

Alla base dei chip Axelera c’è la tecnologia proprietaria Digital In-Memory Compute, o D-IMC. L’idea è avvicinare il più possibile calcolo e memoria SRAM, evitando parte del continuo trasferimento di dati tra unità di elaborazione e memoria, che rappresenta uno dei principali limiti energetici delle architetture tradizionali.

Ridurre tali trasferimenti può  migliorare l’efficienza complessiva, soprattutto quando un acceleratore lavora senza sosta su grandi quantità di dati.

Europa dispone di 128 MB di SRAM L2 e di una banda verso la DRAM dichiarata pari a 200 GB/s. Axelera prevede configurazioni con memoria fino a 64 GB per chip: una quantità che consente, almeno in termini di capacità, di affrontare modelli linguistici sensibilmente più grandi rispetto a quelli adatti alla prima generazione.

La società indica fino a 32 miliardi di parametri per singolo chip, mentre configurazioni con più acceleratori possono salire ulteriormente. Va detto però che la dimensione nominale del modello non dice quanto velocemente esso funzionerà. Quantizzazione, dimensione della finestra di contesto, memoria occupata dalla KV cache, numero di utenti contemporanei e larghezza di banda incidono in maniera decisiva.

629 TOPS con un consumo molto più basso di una GPU da data center

Uno dei punti su cui Axelera insiste maggiormente è il consumo. La scheda Europa a singolo chip presenta un TDP di 45 W; l’azienda indica assorbimenti tipici nell’ordine di 30-40 W. È una fascia completamente diversa rispetto alle GPU AI più potenti destinate ai grandi data center.

Come detto in precedenza, Europa non nasce per sostituire universalmente un acceleratore NVIDIA o AMD progettato per addestrare modelli di grandi dimensioni. Il suo terreno naturale è l’inferenza: applicazioni nelle quali efficienza energetica, prezzo, densità e possibilità di eseguire l’AI vicino ai dati pesano spesso più delle massime prestazioni assolute.

Axelera sostiene di ottenere un vantaggio compreso tra 3 e 5 volte nel rapporto prestazioni/prezzo e tra 2 e 3 volte nel rapporto prestazioni/watt rispetto a piattaforme concorrenti. Sono dati del produttore e devono quindi essere considerati come tali. Per capire la reale competitività di Europa serviranno benchmark indipendenti su modelli diffusi, con configurazioni riproducibili e misure che comprendano non soltanto il chip, ma l’intero server.

Dell, Supermicro ed E4 aprono una strada molto più importante dei TOPS

Convincere un’azienda a installare un nuovo acceleratore significa garantire compatibilità hardware, driver affidabili, gestione dei modelli e disponibilità di sistemi pronti per l’acquisto.

Reuters riferisce che Europa può essere utilizzato in specifici prodotti Dell e Supermicro. Axelera collabora inoltre con Dell ed E4 Computer Engineering come fornitore per IT4LIA, l’AI Factory italiana collegata all’iniziativa europea EuroHPC, ed è coinvolta anche nel progetto MeluXina in Lussemburgo.

La presenza all’interno di server e infrastrutture di produttori già conosciuti dai responsabili IT riduce uno dei maggiori ostacoli incontrati dai nuovi progettisti di chip. Un acceleratore isolato può essere tecnicamente eccellente, ma un’impresa acquista un sistema completo: alimentazione, raffreddamento, firmware, supporto Linux, aggiornamenti, strumenti di sviluppo e assistenza contano quanto il numero di TOPS dichiarato.

Axelera accompagna Metis ed Europa con Voyager SDK, lo strato software utilizzato per convertire, ottimizzare e distribuire i modelli sulle proprie AIPU.

L’espansione commerciale arriva mentre l’Unione europea investe somme consistenti nella capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale. Le AI Factory sfruttano infrastrutture HPC coordinate da EuroHPC e mettono risorse di calcolo, dati, competenze e servizi a disposizione di imprese, startup e centri di ricerca.

A luglio 2026 la Commissione europea ha inoltre annunciato un piano da 10 miliardi di euro per sette AI Gigafactory, con l’obiettivo di attirare almeno altri 20 miliardi di investimenti privati. Le future strutture dovrebbero affiancarsi alle 19 AI Factory già previste od operative nell’Unione e richiederanno enormi quantità di acceleratori, sistemi di memoria, networking e software.

Dopo Europa arriverà Titania, destinato ai supercomputer

Metis copre i dispositivi edge e le installazioni a bassissimo consumo; Europa sale verso workstation e server enterprise. Il passo successivo si chiama Titania.

Titania utilizzerà un’architettura a chiplet e punta direttamente a server HPC, supercomputer e AI Factory di grandi dimensioni. A marzo 2025 Axelera ha ottenuto un finanziamento europeo di circa 66 milioni di dollari per lo sviluppo del progetto, la cui disponibilità è prevista nel 2027.

Il ricorso ai chiplet è particolarmente importante quando bisogna superare i limiti pratici di un singolo die: è una scelta architetturale che permette di aggregare più unità specializzate all’interno dello stesso package o sistema, aumentando capacità di calcolo e scalabilità senza costruire un singolo chip gigantesco.

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