AirDrop: cos'è, come funziona e qual è l'alternativa

Breve guida al funzionamento di AirDrop: cos'è e come si usa. ShareDrop non utilizza lo stesso approccio dello strumento per il trasferimento dati Apple, ma è comunque una buona soluzione. E soprattutto, molto semplice da usare.
AirDrop: cos'è, come funziona e qual è l'alternativa

Per trasferire file senza l’ausilio di cavi, email o altre app di condivisione, Apple propone AirDrop. Almeno fin dai tempi di iOS 7 e OS X Lion. La sua semplicità d’uso e la velocità di trasferimento, rendono questa applicazione un vero e proprio pilastro nell’ecosistema della Mela.

Il servizio di trasferimento file funziona utilizzando Bluetooth e WiFi consentendo lo scambio diretto dei dati tra un dispositivo e l’altro. È supportato esclusivamente dai device Apple (e solo da questi, indipendentemente dal fatto che utilizzino iOS, macOS o iPadOS…).

Per usare AirDrop, è necessario che la funzionalità sia abilitata in entrambi i dispositivi (fare riferimento alle impostazioni di sistema: sezione Generale, AirDrop). A questo punto, basta avvicinare i device l’uno all’altro e autorizzare il collegamento con l’invio o la ricezione dei dati. La persona che riceve i file, deve aver selezionato Solo contatti o Tutti per 10 minuti nelle impostazioni di AirDrop. Per maggiori informazioni, si può fare riferimento alla guida Apple.

Il bello di AirDrop, come indicato brevemente anche in precedenza, è che non è necessario alcun router o access point che funga da intermediario: la connessione è diretta e avviene in maniera davvero molto semplice. Talmente semplice che quando non si utilizza AirDrop, suggeriamo di disattivare la funzione (Disattiva l’Unione dei dispositivi) oppure scegliere Solo contatti. Sono tanti i casi dei possessori di iPhone che hanno ricevuto immagini sconvenienti o contatti da parte di sconosciuti mentre si trovavano in luoghi affollati come metro, bus e treni.

AirDrop configurazione

Per abilitare AirDrop su un sistema macOS è sufficiente usare il Finder, cercare AirDrop nella barra laterale quindi scegliere Consenti a me e agli altri di essere scoperti.

Come funziona AirDrop in dettaglio

AirDrop si presenta come un sistema avanzato di trasferimento di file peer-to-peer che sfrutta sia Bluetooth che WiFi per facilitare e sveltire l’invio e la ricezione dei dati tra dispositivi limitrofi.

Quando un utente attiva AirDrop sul suo dispositivo, inizia una ricerca dei dispositivi nelle vicinanze utilizzando la tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE). Dopo questa fase di discovery, una volta individuato il dispositivo di destinazione, avviene uno scambio iniziale di informazioni attraverso una connessione Bluetooth. L’handshake Bluetooth è un passaggio cruciale che permette ai dispositivi di negoziare il collegamento WiFi diretto.

Trasferimento file AirDrop

Terminata la fase di handshaking, i dispositivi possono stabilire una connessione WiFi peer-to-peer diretta tra di loro. La connessione sfrutta WiFi Direct, tecnologia che consente la comunicazione diretta tra dispositivi wireless senza la necessità di router, di un access point o di un altro dispositivo WiFi che funga da intermediario. La larghezza di banda più elevata del WiFi consente trasferimenti più veloci e affidabili.

Per garantire la sicurezza del trasferimento dati, AirDrop utilizza un processo di autenticazione. I dispositivi coinvolti nel trasferimento devono autenticarsi reciprocamente prima che il trasferimento effettivo possa avvenire. L’uso della crittografia end-to-end fa sì che i dati trasmessi siano cifrati sul dispositivo che invia le informazioni e decodificabili solo sul terminale che deve ricevere i dati. Nessun altro soggetto può impossessarsene durante il tragitto.

AirDrop gestisce automaticamente la compatibilità tra i vari modelli di dispositivi Apple e adatta la velocità di trasferimento in base alle capacità hardware dei dispositivi coinvolti.

Il vantaggio, inoltre, è che risulta profondamente integrato nei sistemi operativi iOS e macOS. Lo svantaggio è che, come avviene per tanti altri prodotti Apple, non è compatibile né con Windows né con Android.

Alternativa ad AirDrop: ShareDrop

Abbiamo detto che AirDrop è una soluzione proprietaria Apple per il trasferimento dei file con i dispositivi posti nelle immediate vicinanze. Se si avesse l’esigenza di condividere file con altri utenti non in possesso di device Apple, ad esempio chi utilizza sistemi Windows o Android, una delle soluzioni più semplici da usare è ShareDrop.

È uno degli strumenti più pratici per condividere file in rete locale e tra dispositivi vicini: a differenza di AirDrop, ShareDrop è un progetto open source il cui sorgente è disponibile pubblicamente nel repository GitHub.

ShareDrop è indipendente dal sistema operativo e funziona su qualsiasi dispositivo con un browser Web moderno, inclusi i sistemi Windows, Android, Linux, macOS e iOS. Mentre AirDrop utilizza una combinazione di Bluetooth e WiFi per creare una connessione peer-to-peer diretta tra dispositivi Apple, ShareDrop sfrutta la tecnologia WebRTC (Web Real-Time Communication) per creare una connessione diretta tra i dispositivi facendo perno proprio sul browser. Non richiede l’installazione di alcun software aggiuntivo.

Alternativa AirDrop: ecco ShareDrop

Il bello di ShareDrop è che pur collegandosi con un URL remoto (sharedrop.io), tutti i dispositivi in rete locale che si collegano al medesimo indirizzo possono vedersi reciprocamente. Se i dispositivi che vogliono scambiare dati sono connessi al medesimo router (in modalità cablata o wireless), il trasferimento dati può iniziare subito. Quando un dispositivo si connette con l’applicazione su sharedrop.io, parte un processo di segnalazione per informare gli altri dispositivi locali circa la sua presenza in rete.

Come funziona lo scambio di dati tra dispositivi con ShareDrop

Dopo la segnalazione, i dispositivi negoziano la connessione scambiando le descrizioni delle sessioni tramite SDP (Session Description Protocol). Queste descrizioni includono informazioni sulle capacità e le preferenze dei dispositivi.

WebRTC utilizza quindi ICE (Interactive Connectivity Establishment) per superare le sfide legate alle reti private e alle asimmetrie di rete (si pensi ad esempio alla funzionalità NAT, Network Address Translation). ICE permette di individuare il percorso ottimale per stabilire una connessione diretta tra i dispositivi, indipendentemente dalle eventuali restrizioni della rete in uso.

Se i dispositivi non fossero connessi alla medesima rete locale, ShareDrop consente comunque di condividere file a distanza, attraverso Internet. In questo caso, la connessione è semplice tanto quanto condividere un URL con l’altra parte (ad esempio mediante un software di messaggistica istantanea).

ShareDrop, condivisione remota file

Si pensi al caso in cui due dispositivi fossero connessi alla rete Internet attraverso un piano dati mobile: basta premere su “+” nella pagina principale di sharedrop.io e inviare l’URL all’altra parte che deve ricevere i file.

Come passo finale, basta toccare il nome del contatto destinatario del materiale, scegliere i file da spedire quindi attendere che l’altra persona confermi la memorizzazione dei dati sul suo dispositivo personale.

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