Tutti stanno parlando della nuova moda di premere cinque (5!) tasti contemporaneamente per attivare una scorciatoia da tastiera. Beh, una combinazione di tasti davvero comoda! Eppure, davvero, premendo CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+L si apre LinkedIn. Qualche sviluppatore ha alzato un po’ troppo il gomito? Niente di tutto ciò.
Fermarsi alla “scorciatoia segreta per LinkedIn” significa perdere la parte decisamente più interessante della storia. Il vero protagonista è il gruppo CTRL + ALT + MAIUSC + Windows: provate a tenere premuti contemporaneamente i tasti CTRL+Windows+ALT con una mano quindi, con l’altra, toccate anche il tasto MAIUSC. Vedrete che si aprirà la home page di Microsoft Copilot o Microsoft 365.
Per Windows questa articolata sequenza di “pressioni” rappresenta il tasto Office, un pulsante fisico introdotto da Microsoft su alcune tastiere e pensato per fornire accesso rapido alle applicazioni della suite. Microsoft documenta ancora esplicitamente che alcuni tasti delle tastiere non generano un singolo codice, bensì una scorciatoia; tra gli esempi cita proprio il tasto Office, equivalente proprio a CTRL + ALT + MAIUSC + Windows.
Il tasto Office non era un nuovo tasto
Dal punto di vista dell’utente, il pulsante Office poteva sembrare paragonabile a Windows, CTRL o ALT. Dal punto di vista dell’input inviato al sistema operativo, però, Microsoft adottò una soluzione molto più semplice: il tasto produceva una combinazione di modificatori già esistenti.
Come accennato in precedenza, la pressione del tasto Office innescava la sequenza CTRL + ALT + MAIUSC + Windows in automatico.
La scelta evitava la necessità di introdurre un nuovo tasto universale che tutte le tastiere, i driver e le applicazioni avrebbero dovuto conoscere.

Nell’immagine, al centro, il tasto Office (fonte: Microsoft)
La conferma più interessante arriva dalla documentazione di PowerToys Keyboard Manager. Microsoft spiega che alcuni pulsanti apparentemente autonomi inviano in realtà una scorciatoia e cita due esempi particolarmente significativi: il vecchio tasto Office key e il più recente tasto Copilot, che a seconda dell’implementazione può produrre a sua volta una combinazione di tasti.
La tastiera, quindi, può avere fisicamente un tasto con un logo, mentre Windows riceve una sequenza equivalente alla pressione contemporanea di più pulsanti.
Tutte le combinazioni di tasti con il tasto Office
Premendo soltanto il tasto Office, Windows apre l’applicazione Office se presente; in assenza dell’app può aprire il relativo servizio Web. Sui sistemi moderni il risultato può tradursi nell’apertura dell’esperienza Microsoft 365 o di Microsoft Copilot, come abbiamo visto nell’introduzione.
Premendo invece il tasto Office insieme a una lettera si seleziona un’azione specifica. Microsoft documenta ancora, tra le altre, queste associazioni:
Office + W: WordOffice + P: PowerPointOffice + X: ExcelOffice + O: OutlookOffice + T: TeamsOffice + D: OneDriveOffice + N: OneNoteOffice + L: LinkedIn
Al posto dell’indicazione Office, leggete CTRL+ALT+MAIUSC+Windows ed ecco che otterrete le varie “combinazioni magiche”. Sì, premendo CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+W si apre proprio Microsoft Word!
Perché Microsoft ha scelto proprio una combinazione così improbabile
La difficoltà nel premere CTRL+ALT+MAIUSC+Windows seguito eventualmente da una lettera non è un difetto: una combinazione che li comprende tutti ha una probabilità estremamente bassa di essere digitata accidentalmente durante il normale utilizzo del computer.
Era quindi possibile utilizzare quella sequenza come una sorta di identificatore del pulsante Office senza sottrarre scorciatoie comuni agli utenti o alle applicazioni.
Se Microsoft avesse fatto corrispondere il tasto Office a Windows+O oppure a CTRL+ALT+O, avrebbe occupato una combinazione relativamente comoda e potenzialmente già utilizzata da software esistenti. Con quattro modificatori contemporaneamente si entra invece in una zona della tastiera che pochissimi utenti utilizzano volontariamente.
La combinazione di tasti è quindi talmente scomoda da premere perché non era pensata per essere premuta in quel modo. Lo abbiamo spiegato: il tasto Office fisico sulla tastiera faceva il lavoro al posto dell’utente.
Microsoft specifica che il tasto Office richiede almeno Windows 10 May 2019 Update, versione 1903: è quindi da quella generazione di Windows che il sistema operativo dispone del supporto necessario per riconoscere la sequenza associata al pulsante Office e interpretare le relative combinazioni.
Il tasto fisico si limita infatti a inviare CTRL + ALT + MAIUSC + Windows: Windows riconosce poi quella particolare combinazione di modificatori come il prefisso del tasto Office e si attiva di conseguenza.
Si possono usare queste combinazioni senza premere cinque tasti?
Il sistema più vicino al funzionamento originario del tasto Office consiste nell’utilizzare una tastiera programmabile, un tastierino macro oppure un dispositivo il cui firmware consenta di associare una sequenza di tasti a un singolo pulsante.
Si può programmare, ad esempio, un tasto affinché produca proprio una sequenza descritta in precedenza. Ad esempio: CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+W. È sostanzialmente ciò che faceva il vero tasto Office: nascondeva dietro una singola pressione una combinazione molto più articolata.
Se la tastiera memorizza la macro nella propria memoria interna, una volta configurata non serve necessariamente mantenere un software in esecuzione su Windows.
Il Registro di sistema, da solo, non basta
Si potrebbe pensare di ricorrere alla classica chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Keyboard Layout\Scancode Map.
Windows consente infatti da molto tempo di rimappare i tasti a livello di scan code. Microsoft documenta il modello di input spiegando che la tastiera genera scan code che vengono poi tradotti dal driver nei corrispondenti tasti virtuali.
Si tratta però di una rimappatura destinata a trasformazioni specifiche, ad esempio per trasformare un tasto in un qualcos’altro; non si tratta di uno strumento per far diventare un tasto solo una sequenza di cinque pressioni simultanee.
PowerToys è più flessibile, ma c’è un limite
Microsoft PowerToys Keyboard Manager (Gestione tastiera, in italiano) può invece rimappare tasti e scorciatoie a livello software. Un singolo tasto può essere trasformato in un’altra combinazione e le associazioni possono essere applicate globalmente oppure soltanto a determinate applicazioni.

La società di Redmond, tuttavia, stabilisce che le scorciatoie configurabili in Keyboard Manager devono terminare con un tasto di azione e, normalmente, non possono superare quattro tasti; cinque sono ammessi quando si utilizza la particolare funzione dei chord, cioè sequenze composte da due tasti non modificatori.
Le combinazioni come CTRL+ALT+MAIUSC+Windows+L e simili contengono invece quattro modificatori più un tasto finale.
Per questo PowerToys è eccellente per creare scorciatoie alternative, ma non è lo strumento più naturale se l’obiettivo è riprodurre alla lettera tutte le vecchie combinazioni Office con un singolo tasto.
È inoltre necessario che PowerToys rimanga in esecuzione in background: chiudendolo, le rimappature di Keyboard Manager cessano di funzionare.
AutoHotkey può generare direttamente la combinazione
Con strumenti di automazione come AutoHotkey il problema praticamente scompare: si può stabilire che la pressione di un tasto inutilizzato produca automaticamente Windows+CTRL+ALT+MAIUSC+W e quindi faccia credere a Windows di avere ricevuto Office+W.
Ovviamente AutoHotkey deve rimanere in esecuzione affinché lo script intercetti la pressione.
Ha davvero senso replicare le scorciatoie Office?
Se l’obiettivo è semplicemente aprire Word con un tasto, far generare in hardware o via software la combinazione Windows+CTRL+ALT+MAIUSC+W è senza dubbio curioso dal punto di vista tecnico ma costringe a un “giro” piuttosto lungo.
Un remapper o un sistema di macro può infatti lanciare direttamente Word.
Lo stesso vale ancora di più per LinkedIn o per qualunque altra pagina web: se vogliamo associare un pulsante all’apertura di un sito, è più logico configurare direttamente l’URL.
Windows offre già qualche alternativa senza installare programmi
Per lanciare rapidamente applicazioni non è neppure indispensabile installare PowerToys o AutoHotkey. Un metodo molto semplice consiste nel fissare le applicazioni sulla barra delle applicazioni. Mettendo (avvalendosi eventualmente di un’operazione di trascinamento) quelle che si usano più spesso in prima, seconda, terza, quarta posizione e così via, si può premere le seguenti combinazioni per eseguirle istantaneamente:
Windows+1
Windows+2
Windows+3
Se Excel è il programma che si trova in seconda posizione, basta premere Windows+2. Facile, veloce, senza alcuna complicazione.
C’è poi il vecchio sistema dei collegamenti (file .lnk): cliccando su un collegamento con il tasto destro del mouse e scegliendo Proprietà, si può usare il campo Tasti di scelta rapida per specificare la propria combinazione di tasti per avviare rapidamente il programma corrispondente o aprire la pagina web.

C’è però una curiosità tecnica: per queste scorciatoie native Microsoft prevede come modificatori CTRL, ALT e MAIUSC, ma non il tasto Windows.

Vale la pena sfruttare il vecchio tasto Office?
Per un utilizzo quotidiano, difficilmente ha senso premere o simulare cinque tasti soltanto per aprire Word, Excel o un sito web.
Il meccanismo diventa però interessante in almeno due casi: quando si dispone di una tastiera programmabile che può generare la sequenza con un solo pulsante oppure quando si vuole studiare e riutilizzare il concetto di un tasto che funge da prefisso per un intero gruppo di comandi.
In tutti gli altri casi Windows offre scorciatoie più semplici e strumenti come PowerToys o AutoHotkey permettono di andare direttamente all’obiettivo, senza passare dal vecchio livello di compatibilità del tasto Office.