Un browser web può diventare così complesso da mettere in difficoltà perfino una distribuzione Linux costruita intorno alla compilazione del software dai sorgenti. È quanto sta accadendo a Gentoo Linux, i cui manutentori hanno annunciato l’intenzione di eliminare Chromium dal repository ufficiale. La decisione prevede la rimozione del pacchetto il 24 ottobre, a meno che nuovi sviluppatori non si assumano la responsabilità di mantenerlo.
Non vi è alcuna intenzione di avviare una controversia sulla qualità del browser open source alla base di Google Chrome: il problema riguarda la crescente difficoltà di compilarlo, aggiornarlo e garantirne la sicurezza rispettando le caratteristiche della distribuzione.
Chromium segue un ritmo di pubblicazione molto serrato, con nuove versioni principali a distanza di circa 2 settimane e aggiornamenti intermedi frequenti. Un browser che rimane indietro anche soltanto di poche settimane può accumulare numerose vulnerabilità note. Proprio la difficoltà nel garantire aggiornamenti tempestivi ha contribuito alla decisione dei manutentori di Gentoo.
Gentoo rinuncia a Chromium: cosa significa l’annuncio dei manutentori
La comunicazione ufficiale arriva da Sam James, sviluppatore Gentoo, attraverso la mailing list del progetto. Nel messaggio del 24 settembre 2026 compare la formula last rites, letteralmente “ultimi riti”: nella terminologia della distribuzione indica l’avvio della procedura che può portare alla rimozione di un pacchetto dai repository.
Il termine non significa che Chromium smetterà di funzionare, né che il progetto open source terminerà il proprio sviluppo. Riguarda esclusivamente il pacchetto www-client/chromium distribuito attraverso il repository ufficiale Gentoo.
La comunicazione individua, come riassunto nell’introduzione, 3 problemi principali: l’aumento della frequenza degli aggiornamenti, i cambiamenti negli strumenti di compilazione utilizzati dal progetto Chromium e le difficoltà nel conciliare la filosofia Gentoo con la necessità di distribuire rapidamente le correzioni di sicurezza.
Alla data del 16 ottobre 2026, la pagina ufficiale del pacchetto Chromium riporta ancora la versione 151.0.7922.169-r1 come più recente disponibile nell’albero Gentoo, mentre il sistema di monitoraggio segnala la disponibilità upstream della versione 155.0.8059.84.
Il divario è significativo: 4 major release del browser separano la versione presente nel repository da quella segnalata come più recente. Non è una prova che ogni vulnerabilità pubblicata nel frattempo sia sfruttabile su tutte le installazioni Gentoo, ma rappresenta certamente un segnale preoccupante per un’applicazione esposta continuamente a contenuti non attendibili.
Perché compilare Chromium su Gentoo è diventato un problema
Per comprendere la decisione bisogna considerare come funziona Portage, il sistema di gestione dei pacchetti di Gentoo.
A differenza dei tradizionali gestori che installano prevalentemente programmi già compilati, Portage permette di costruire il software a partire dal codice sorgente attraverso appositi file chiamati ebuild.
Un ebuild descrive dove recuperare i sorgenti, quali dipendenze installare, quali modifiche applicare e come eseguire le varie fasi della compilazione: il comando emerge coordina l’intero processo.
Una caratteristica particolarmente apprezzata dagli utenti Gentoo riguarda le USE flag: sono opzioni che consentono di abilitare o disabilitare funzionalità durante la compilazione. Nel caso di Chromium, ad esempio, è possibile intervenire sul supporto a Wayland, X11, GTK4, Qt6, VA-API, sui codec multimediali e sull’impiego di alcune librerie di sistema.
Un amministratore può così adattare il programma al proprio ambiente, escludere componenti non necessari oppure utilizzare determinate librerie già installate. Il rovescio della medaglia, però, consiste nel fatto che una compilazione riuscita non garantisce che il pacchetto sia correttamente mantenuto.
Con Chromium, è indispensabile svolgere verifiche su una quantità enorme di codice e componenti: ogni aggiornamento può modificare API interne, dipendenze, requisiti del compilatore e opzioni di configurazione.
Le alternative per continuare a usare Chromium su Gentoo
Chi utilizza Gentoo non perderà automaticamente la possibilità di eseguire Chromium: la rimozione annunciata riguarda il pacchetto sorgente ufficiale e non impedisce di utilizzare altri canali di distribuzione.
Una possibilità consiste nell’installare Chromium attraverso Flathub, utilizzando il formato Flatpak: il pacchetto consente di installare un’applicazione già compilata senza dover ricostruire l’intero browser attraverso Portage.
Il pacchetto Flathub è contrassegnato come non verificato: la piattaforma precisa che si tratta di una distribuzione della comunità, non verificata né supportata ufficialmente dagli sviluppatori di Chromium. Inoltre, il pacchetto è disponibile per x86-64 e AArch64, lasciando escluse altre architetture utilizzabili con Gentoo.
Un’altra strada consiste nell’impiegare un overlay mantenuto da terzi: in tale situazione diventa particolarmente importante verificare la provenienza degli ebuild, la frequenza degli aggiornamenti e le eventuali modifiche applicate ai sorgenti. Un repository non ufficiale può fornire versioni più recenti, ma non offre necessariamente lo stesso livello di controllo qualitativo del progetto principale.
Esiste anche la possibilità di compilare Chromium direttamente dalle istruzioni upstream per Linux. La procedura richiede però di predisporre l’ambiente di sviluppo e gestire direttamente strumenti e dipendenze. Inoltre, la manutenzione degli aggiornamenti resta responsabilità dell’utente.