Google Fuchsia entro tre anni sui dispositivi per la smart home

Google non chiarisce se il nuovo sistema operativo, Fuchsia, sostituirà davvero sia Android che Chrome OS. I rischi sono notevoli ma i riferimenti all'interno del codice sembrano suggerire questa direzione.
Google Fuchsia entro tre anni sui dispositivi per la smart home

Google Fuchsia è il nuovo sistema operativo che, in futuro, potrebbe prendere il posto sia di Android che di Chrome OS.
Il progetto sarebbe stato concepito con il preciso obiettivo di superare le limitazioni di Android sviluppando un sistema operativo capace di adattarsi in maniera ancora più efficace ai nuovi dispositivi che si affacciano via a via sul mercato (si pensi al mondo dell’Internet delle Cose).

Fuchsia riceverà aggiornamenti per la sicurezza con maggiore frequenza e sarebbe studiato per facilitare l’integrazione uomo-macchina una volta che le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale saranno ormai largamente diffuse.


Il lavoro su Fuchsia è iniziato nel 2016 e i primi dispositivi che probabilmente potranno utilizzare il nuovo sistema operativo saranno i Pixel e gli altri prodotti di Google.
Entro tre anni l’idea è quella di inserire Fuchsia nei prodotti per la smart home per poi passare successivamente ai dispositivi di più grandi dimensioni come i notebook e i convertibili.

Al momento Google preferisce non confermare la notizia di una possibilità sostituzione di Android con Fuchsia: il robottino verde è infatti oggi supportato da decine e decine di partner, migliaia di sviluppatori e muove un mercato che vale miliardi di dollari. È bene quindi andarci con i proverbiali piedi di piombo per non irritare nessuno, continuando anzi a spiegare il valore di Android e del suo ecosistema. Forse partendo proprio dalla Commissione Europea: Google: arriva la multa da 4,34 miliardi di euro per abuso di posizione dominante con Android.

A marzo avevamo pubblicato alcune nuove indiscrezioni su Fuchsia (Google Fuchsia è il nuovo sistema operativo che forse sostituirà sia Android che Chrome OS) e oggi trapelano nuove informazioni.

Google descrive Fuchsia come un ulteriore esempio di come l’azienda sia vocata a un approccio aperto e sempre innovativo.
Fuchsia potrebbe essere una leva per contrastare ancora più efficacemente la concorrenza: nonostante Android vanti l’85% del mercato e iOS circa il 15%, Google deve spingere l’acceleratore sul versante delle prestazioni, della sicurezza e della privacy.
Basti pensare che la stragrande maggioranza dei possessori di dispositivi iOS aggiorna rapidamente il software Apple mentre solamente il 10% degli utenti Android fa altrettanto, spesso a causa di limitazioni imposte dal produttore o dallo scarso supporto del dispositivo acquistato.

Prendere a poco a poco le distanze da Android può aiutare Google a risolvere quegli errori che sono stati commessi in passato. Una prima pezza è stata messa a maggio scorso: Google imporrà ai produttori di distribuire gli aggiornamenti di Android con regolarità.

Il fatto che Fuchsia sarà particolarmente attento agli aspetti legati alla sicurezza appare già evidente esaminando il codice pubblicato online. L’utilizzo delle chiavi crittografiche, abilitato di default, fa in modo che il contenuto del dispositivo sia sempre protetto.
Per il resto, si nota come Fuchsia nasca con l’interazione vocale al primo posto e sia capace di adattarsi automaticamente agli schermi dalle dimensioni più disparate.

L’anatomia della “cosa” di Google non è ancora delineata ma il progetto Fuchsia è certamente da tenere d’occhio per capire quale strada vorrà imboccare la società fondata da Larry Page e Sergey Brin negli anni a venire.

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