Google ha accesso ai dati medici e sanitari di milioni di cittadini USA

Google accusata di aver gestito e classificato i dati sanitari di tanti inconsapevoli cittadini. L'azienda conferma che è tutto regolare e che il lavoro svolto dai tecnici di Google Cloud è conforme sia con la normativa che che con gli accordi stipulati.

In queste ore i media d’Oltreoceano hanno fatto deflagrare una vera e propria bomba accusando Google di aver gestito i dati sanitari e medici di milioni di cittadini statunitensi a loro insaputa e senza neppure informare i dottori.
L’inchiesta dalla quale tutto è partito è quella del Wall Street Journal alla quale ha fatto seguito il reportage del New York Times.
Le testate giornalistiche accusato Google di aver mantenuto sotto silenzio questa pratica sostenendo che decine di dipendenti dell’azienda di Mountain View avrebbero accesso alle cartelle cliniche dei pazienti.

Nel mirino c’è una collaborazione tra Google e Ascension, la più grande realtà USA di stampo cattolico che offre ai cittadini interessati servizi di assistenza sanitaria. Pur essendo un ente senza scopo di lucro, Ascension gestisce strutture ospedaliere e di assistenza ai malati in 23 Stati USA. Parte del network fanno parte medici, professionisti e innovatori che condividono come obiettivo quello di promuovere comportamenti virtuosi sensibilizzando le comunità, curare i pazienti e ricercare i migliori mezzi per ridurre i costi dell’assistenza sanitaria con il massimo beneficio dei cittadini.

Google ha fatto presente di aver siglato un accordo con Ascension come quello pubblicato a questo indirizzo e chiarisce che i servizi forniti sono quelli messi a disposizione da un provider cloud del suo calibro. Con una nota ufficiale Google spiega che Project Nightingale esiste davvero ed è questo il nome del sistema sviluppato per facilitare la gestione dei dati di Ascension e dei pazienti trattati. “L’accordo stipulato vieta a Google di usare i dati trattati per qualunque altro fine fatta eccezione per le finalità stabilite nel contratto con Ascension“, scrive l’azienda di Mountain View aggiungendo che nessun dato può essere condiviso con altri soggetti né incrociato con le informazioni già presenti nei database di Google e reaccolti con altri strumenti.

Il presidente di Google Cloud, Tariq Shaukat, ha insomma derubricato le accuse come una “tempesta in un bicchier d’acqua” spiegando che Google ha titolo per gestire le informazioni dei pazienti nel massimo rispetto delle vigenti regolamentazioni e dell’accordo siglato. Inoltre, altri portavoce di Google aggiungono che finora non si è parlato di Project Nightingale semplicemente perché il sistema non era ancora maturo.

Ascension, da parte sua, ha fatto presente che l’intesa con Google mira a “ottimizzare la salute e il benessere degli individui e delle comunità” aggiungendo che il lavoro sin qui svolto è pienamente conforme ai dettami governativi ed è supportato da un solido sforzo nella gestione della sicurezza e della protezione dei dati.

L’idea di Ascension è quella di semplificare la gestione di una mole di dati che è divenuta, con il trascorrere degli anni, davvero pesante estrapolando informazioni utili dai big data in suo possesso, anche grazie al machine learning e agli algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da Google.
Non vi sarebbe nessun intento di schedare centralmente i cittadini quanto invece la volontà di migliorare e snellire i carichi di lavoro permettendo al personale medico di saperne di più sulla storia clinica dei pazienti informandoli tempestivamente sulle eventuali criticità che potrebbero paventarsi.

Le soluzioni per i medici e l’assistenza sanitaria sono negli ultimi anni diventati di grande interesse per Google e per altre aziende (Amazon ed Apple, ad esempio, si stanno concentrando sempre più sui medesimi temi). L’anno scorso, per esempio, Google ha confermato di voler riorganizzare la divisione di DeepMind che si occupa di soluzioni di tipo sanitario: il fine è quello di sviluppare un assistente basato sull’intelligenza artificiale per infermieri e medici.

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