Il mercato dei supporti ottici si restringe, ma non si estingue.
Mentre buona parte dei produttori abbandona la filiera, Verbatim e I-O Data hanno confermato l’intenzione di proseguire nella produzione di dischi Blu-ray. Una scelta controcorrente che racconta qualcosa di interessante sullo stato reale del settore.
Perché qualcuno produce ancora Blu-ray nel 2026?
Lo streaming ha ridisegnato le abitudini di consumo e il cloud ha cambiato il modo in cui archiviamo i dati. Eppure esiste una domanda residua, silenziosa ma concreta, che nessuna piattaforma digitale soddisfa del tutto.
I Blu-ray offrono caratteristiche difficili da replicare altrove: lunga durata nel tempo, capacità elevate (fino a 100 GB e oltre nei formati multi-layer) e soprattutto una natura completamente offline. Quest’ultimo aspetto è tutt’altro che secondario: un disco fisico è per definizione immune a ransomware, attacchi di rete e interruzioni di servizio.
La strategia di backup nota come air gap (isolamento fisico dei dati dalla rete) è ancora considerata una delle più solide in ambito professionale e istituzionale. Verbatim e I-O Data lo sanno, e hanno scelto di presidiare questa nicchia invece di abbandonarla.
Chi usa ancora i Blu-ray e perché
Il mercato consumer è di fatto già migrato altrove. Ma in ambito professionale, archivistico e broadcast, il supporto ottico regge. Enti pubblici, studi di produzione, istituzioni culturali e reparti IT che gestiscono backup critici continuano a integrare i Blu-ray nelle proprie strategie di conservazione dei dati.
Rispetto a SSD e storage cloud, i dischi ottici hanno limiti evidenti: velocità di scrittura inferiori, necessità di hardware dedicato, scarsa praticità nell’uso quotidiano. Ma in scenari dove conta la longevità del dato — non la velocità di accesso — il Blu-ray mantiene una posizione difficile da scalzare.
Cosa cambia con l’uscita degli altri produttori
L’abbandono progressivo del mercato da parte di altri brand rischia di tradursi in un aumento dei prezzi e in una disponibilità più frammentata.
La continuità produttiva di Verbatim e I-O Data attenua questo effetto, ma non lo annulla: il Blu-ray si avvia comunque verso una trasformazione in prodotto di nicchia, con tutto ciò che questo comporta in termini di ecosistema e accessibilità.
Per chi dipende ancora da questo formato, per scelta tecnica o per obbligo professionale, la notizia è comunque positiva: la filiera non si interrompe, almeno per ora.