Il Pentagono apre le porte alle AI, incluse Gemini e Grok

Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha pubblicato un documento ufficiale, nel quale apre ufficialmente all'uso dei modelli LLM all'interno dei suoi uffici, dell'intelligence e sul campo di battaglia.
Il Pentagono apre le porte alle AI, incluse Gemini e Grok

Il 12 gennaio 2026 il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha annunciato ufficialmente il lancio di una nuova e radicale iniziativa denominata “AI Acceleration Strategy“. Questo piano, formalmente richiesto dal Presidente Trump, mira a consolidare la leadership militare americana attraverso l’integrazione massiccia di tecnologie di intelligenza artificiale di frontiera in ogni area di missione, con lo scopo dichiarato di superare le barriere burocratiche per trasformare le forze armate degli Stati Uniti in una potenza bellica guidata dall’IA.

Il documento ufficiale specifica che questa strategia non si limiterà a semplici miglioramenti tecnici, ma cercherà di stabilire un dominio militare indiscusso sfruttando i modelli più avanzati attualmente disponibili sul mercato.

Il Pentagono userà l’AI

L’implementazione della nuova strategia si articola su tre pilastri fondamentali definiti dal Segretario della Guerra Pete Hegseth: il combattimento (warfighting), l’intelligence e le operazioni aziendali. L’obiettivo dichiarato è quello di diventare una forza militare “AI-first” in tutti i domini operativi, garantendo che le decisioni sul campo di battaglia siano supportate da dati analizzati in tempo reale.

Per accelerare questo processo, il Dipartimento ha individuato sette progetti prioritari, noti come Pace-Setting Projects, ognuno dei quali è affidato a un unico leader responsabile con scadenze estremamente aggressive.

Tra questi spicca Swarm Forge, un meccanismo competitivo progettato per testare e scalare modalità di combattimento basate su sciami di droni e capacità abilitate dall’IA, e Agent Network, che si concentra sullo sviluppo di agenti artificiali per la gestione delle campagne militari e l’esecuzione della catena di comando. Un altro progetto rilevante è Ender’s Foundry, focalizzato sul potenziamento delle simulazioni per mantenere un vantaggio competitivo costante rispetto agli avversari.

Sul fronte dell’intelligence, l’iniziativa Open Arsenal mira a trasformare le informazioni tecniche in armi effettive in poche ore anziché anni. Per supportare questa trasformazione, il Dipartimento della Guerra prevede una significativa espansione dell’infrastruttura di calcolo e l’assunzione di esperti altamente qualificati tramite l’iniziativa Tech Force.

Un punto centrale e controverso della strategia riguarda la rimozione totale dei criteri legati alla diversità, equità e inclusione (DEI) dallo sviluppo dell’IA, con il fine di assicurare sistemi oggettivi e focalizzati esclusivamente sulla superiorità bellica. L’approccio adottato è descritto come simile a quello di un periodo di guerra, dove la velocità di esecuzione e l’efficacia operativa sono le uniche metriche di successo accettate.

I dubbi su Grok

L’integrazione di modelli di intelligenza artificiale generativa all’interno del Dipartimento della Guerra avviene attraverso il progetto denominato GenAI.mil. Questa iniziativa prevede di fornire a tutto il personale militare con un livello di sicurezza pari o superiore all’Information Level 5 (IL-5, cioè il quinto livello su sei in totale) l’accesso a modelli di frontiera come Gemini di Google e Grok di xAI.

L’inclusione di Grok è particolarmente significativa poiché porta una tecnologia sviluppata in ambito civile direttamente nel cuore della difesa nazionale. Sebbene l’amministrazione Trump sottolinei che l’uso di questi modelli serva a modernizzare i flussi di lavoro e a potenziare le capacità di analisi dei dati, l’adozione di strumenti come Grok potrebbe sollevare dubbi riguardanti la gestione di modelli commerciali in contesti di massima sicurezza.

La strategia mira esplicitamente a utilizzare modelli che garantiscano decisioni “mission-first“, libere da condizionamenti esterni o burocratici. L’integrazione di questi agenti artificiali nei flussi di lavoro aziendali del Pentagono è presentata come un modo per ottenere un vantaggio asimmetrico, trasformando radicalmente il modo in cui i tre milioni di dipendenti del dipartimento operano quotidianamente.

Al di fuori delle dichiarazioni ufficiali del Dipartimento, però, si può osservare come l’uso di Grok, noto per la sua natura meno filtrata rispetto ad altri modelli, rappresenti una sfida per i protocolli di comunicazione tradizionali del Pentagono, sebbene la nuova dirigenza sembri intenzionata a dare priorità alla rapidità e all’efficacia rispetto alla prudenza burocratica del passato.

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