Dave Plummer, sviluppatore Microsoft che ha creato il Task Manager originale di Windows, torna sullo stesso terreno con TMOG, acronimo di Task Manager OG.
Il progetto nasce da un esperimento sul vibe coding, ma il risultato non si limita a una semplice interfaccia generata automaticamente. Plummer ha preparato una specifica tecnica di 107 pagine e l’ha fornita a Claude Code, ottenendo una prima applicazione funzionante dopo circa quattro ore.
TMOG punta a offrire una lettura più approfondita delle risorse del computer rispetto agli strumenti integrati nei sistemi operativi. Il software è multipiattaforma e combina un nucleo C++ condiviso con componenti native specifici per ciascun sistema, evitando l’approccio basato su un’unica applicazione web impacchettata.
TMOG analizza risorse e attività del computer
L’applicazione riunisce dodici viste in un’unica finestra, includendo una dashboard generale, l’uso delle risorse per processo, le applicazioni all’avvio, i servizi, i dati relativi a energia e frequenza, le connessioni di rete, i programmi installati, lo spazio disponibile e i benchmark.
Una caratteristica particolare riguarda i contatori aggiornati a 60 Hz, anziché una visualizzazione che cambia soltanto una volta al secondo. I core efficienti dei processori ricevono inoltre una codifica cromatica distinta, mentre l’interfaccia offre temi ispirati ai vecchi display a fosfori verdi, ambra e blu.
La parte più interessante emerge però dall’architettura. macOS utilizza Swift e AppKit, Windows Direct2D e Linux Qt 6, mentre le tre implementazioni condividono un core C++. Questa scelta permette di mantenere una logica comune senza rinunciare alle API native dei singoli sistemi. È presente anche una modalità di auto-monitoraggio che inserisce il processo di TMOG nelle statistiche, consentendo di verificare quante risorse richiede lo stesso strumento durante l’esecuzione.
Plummer ha progettato il programma soprattutto per facilitare l’analisi dei rallentamenti. TMOG affianca infatti la cronologia dell’intero sistema all’attività dei singoli processi, così da correlare un calo delle prestazioni con l’uso di CPU, memoria o altre risorse. L’obiettivo è trasformare una fotografia istantanea in una sequenza osservabile, utile quando il problema scompare prima che l’utente riesca a individuarne l’origine.
Il progetto mostra i limiti del vibe coding
Il percorso seguito da Plummer offre anche un’indicazione concreta sui limiti della generazione automatica. Una specifica estremamente dettagliata ha preceduto la produzione del codice: l’AI ha svolto una parte consistente dell’implementazione, ma non ha sostituito la definizione dei requisiti. L’autore stesso ha sottolineato che un’istruzione generica non sarebbe sufficiente per ottenere un Task Manager affidabile.
Il progetto è stato sviluppato in meno di sei settimane con due collaboratori e Claude Code. Il modello commerciale prevede una versione gratuita per il monitoraggio in tempo reale, disponibile sul sito ufficiale del progetto, mentre l’edizione Pro aggiunge Flight Recorder, una funzione che consente di registrare e riprodurre a posteriori l’evoluzione dei problemi. L’edizione a pagamento costa 39,95 dollari.
TMOG è ancora in beta e gli utenti stanno contribuendo a individuare i problemi da correggere. La versione gratuita non richiede un account e può essere scaricata per macOS, Windows e Linux. L’impossibilità di distribuire l’edizione Pro attraverso il Mac App Store dipende invece dalle restrizioni della sandbox Apple, che impediscono a un’app di elencare i processi di sistema o terminarli.