Jules: l'agente AI di Google che corregge bug mentre dormi

Google lancia Jules, un agente AI alimentato dal modello Gemini 2.5 Pro, progettato per automatizzare compiti ripetitivi nello sviluppo software come debugging, testing e aggiornamenti. A differenza dei semplici strumenti di completamento del codice, Jules lavora in modo asincrono, opera in ambienti virtuali sicuri e propone pull request da approvare.

Gli agenti AI rappresentano la nuova frontiera della produttività automatizzata. Dalle grandi aziende tech alle startup emergenti, tutti stanno investendo in questo settore per una ragione precisa: la concreta possibilità di delegare compiti complessi, ripetitivi o asincroni a intelligenze artificiali autonome, in grado di operare in background, adattarsi ai contesti e apprendere dai feedback. Le sfide sono tuttavia notevoli: garantire sicurezza, affidabilità, trasparenza nelle decisioni e una vera utilità nel lavoro reale. Ma è proprio l’enorme potenziale trasformativo degli agenti AI – capaci di risparmiare tempo, ridurre errori umani e accelerare lo sviluppo software – a rendere questa corsa così affollata e strategicamente cruciale.

Da parte sua, Google ha presentato Jules, un agente AI che mira già a differenziarsi rispetto alle soluzioni esistenti. E dopo mesi di test in beta pubblica, Jules è ora disponibile per tutti.

Alimentato dal modello Gemini 2.5 Pro, Jules si propone come un alleato strategico per sviluppatori, team DevOps e ingegneri software, introducendo un nuovo paradigma nella scrittura e manutenzione del codice.

Che cos’è Jules e come funziona?

Jules è un agente di codifica Google basato sull’intelligenza artificiale potenziato. Si propone come uno strumento utile per automatizzare la manutenzione del codice, con l’obiettivo di delegare all’AI compiti ripetitivi e gravosi, soprattutto in termini di tempo, come la risoluzione di bug, l’aggiornamento delle versioni e l’esecuzione di test.

Nello specifico, Jules è un agente asincrono: lavora in background, analizza i repository, propone modifiche, le testa in ambienti virtuali isolati e suggerisce pull request, lasciando allo sviluppatore solo la fase di approvazione.

Da sperimentazione a disponibilità globale: il percorso di Jules

Annunciato per la prima volta a dicembre 2024 e distribuito in beta pubblica nel mese di maggio 2025, Jules è stato sottoposto a una fase di testing intensiva che ha coinvolto migliaia di sviluppatori e oltre 140.000 miglioramenti di codice condivisi pubblicamente.

I molteplici feedback costantemente ricevuti hanno permesso a Google di affinare l’esperienza d’uso, correggere centinaia di bug e introdurre nuove funzionalità, come:

  • Riutilizzo dei setup precedenti per velocizzare i task successivi.
  • Integrazione nativa con GitHub Issues.
  • Supporto multimodale, grazie alla potenza computazionale di Gemini 2.5 Pro.

Con l’uscita dalla beta, Jules entra a pieno titolo nell’ecosistema degli strumenti AI per lo sviluppo software, posizionandosi come una soluzione matura e scalabile.

Cosa rende Jules diverso dagli altri assistenti AI?

A differenza dei tradizionali strumenti di completamento del codice, Jules agisce come un agente operativo completo che:

  • Clona il codice in una macchina virtuale temporanea e sicura.
  • Installa le dipendenze necessarie.
  • Esegue e scrive test.
  • Genera una “pianificazione” delle azioni prima di iniziare a modificare il codice.
  • Richiede approvazione umana prima di aprire una pull request.
  • Crea un resoconto vocale delle modifiche eseguite, utile per review asincrone o attività di documentazione tecnica.

Jules si integra perfettamente con GitHub, offrendo un flusso continuo per il branching, la gestione delle modifiche e la creazione delle pull request.

Funzionamento e setup: guida operativa

Per provare Jules, è sufficiente collegarsi con il sito ufficiale del progetto, fare clic sul pulsante Try Jules, accedere con il proprio account Google, accettare l’informativa sulla privacy quindi connettere un account GitHub per poi selezionare i repository sui quali l’agente AI di Google dovrà operare. Una volta connesso un repository, va selezionato il ramo (branch) su cui lavorare.

Il primo task da eseguire può partire da un prompt chiaro e specifico (ad esempio, “Aggiungi un test per parseQueryString in utils.js“). L’efficacia di Jules dipende molto dalla qualità del prompt fornito: è sempre bene essere chiari e molti specifici sulle azioni da compiere.

Cliccando su Give me a plan, Jules propone un piano dettagliato che può essere poi approvato o modificato. Jules lavorerà in autonomia dopo l’approvazione, mantenendo l’utente aggiornato tramite notifiche nel browser.

Ogni task è eseguito in un ambiente Linux (Ubuntu) contenente strumenti preinstallati come Node.js, Python, Java, Go, Rust.

Per ottimizzare il lavoro di Jules, è consigliabile fornire script di setup.

Durante l’elaborazione di un task, Jules mostra un feed delle attività passo passo, evidenzia le differenze per ogni file modificato, un editor completo, un sommario finale con runtime, file alterati, righe modificate e così via.

Gemini 2.5 Pro: qualità superiore e ragionamento avanzato

Il cuore computazionale di Jules è il modello Gemini 2.5 Pro, progettato per affrontare compiti complessi, mantenere contesto su basi di codice estese e generare soluzioni coerenti e testabili.

L’approccio si traduce in una maggiore precisione nei refactoring, nella capacità di mantenere la coerenza semantica tra più moduli e nella generazione di test automatizzati per funzioni isolate.

Le reazioni al lancio di Jules: tra entusiasmo e confronto critico

La presentazione di Jules da parte del team di Google ha generato un ampio dibattito. Alcuni sviluppatori lo utilizzano per completare task durante la notte, sfruttando la sua natura asincrona. Altri sottolineano che, pur essendo innovativo, la qualità del codice generato è talvolta inferiore a strumenti concorrenti come GitHub Copilot, Gemini CLI e Claude Code.

Tuttavia, Jules si distingue per la capacità di gestire codebase di grandi dimensioni e generare test unitari mirati e precisi.

Ad ogni modo, Jules rappresenta un’evoluzione significativa nell’ambito della programmazione assistita. Più che un copilota o un generatore di codice, si configura come un agente operativo e pianificatore, capace di affrontare compiti articolati e agire con autonomia, sempre sotto il controllo umano.

Modelli di accesso e piani disponibili

Con il lancio ufficiale, Google ha introdotto tre livelli di accesso a Jules, ciascuno con limiti e caratteristiche differenti:

  • Accesso gratuito: 15 task giornalieri e 3 task simultanei, per chi vuole provare Jules.
  • Google AI Pro: 100 task giornalieri e 15 simultanei, per un uso quotidiano e intensivo.
  • Google AI Ultra: 300 task giornalieri e 60 simultanei, per team, automazione e workflow multi-agente.

L’azienda di Mountain View precisa che gli studenti universitari possono accedere gratuitamente a un anno di AI Pro. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del progetto.

Conclusioni: Jules e il futuro dello sviluppo asincrono

Con Jules, Google punta a rivoluzionare il ciclo di vita del software, introducendo un paradigma asincrono di collaborazione uomo-macchina. Invece di assistere passivamente lo sviluppatore, Jules prende in carico interi task, pianifica, implementa, testa e propone modifiche. Lasciando agli esseri umani solo il compito di validare e rifinire.

Questa modalità potrebbe rappresentare un cambiamento radicale soprattutto nei team distribuiti, ambienti DevOps o per sviluppatori indipendenti che vogliono massimizzare il focus creativo, riducendo il tempo speso su attività ripetitive e meccaniche.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti