Windows 11 ha un problema molto concreto con lo spazio su disco: un componente predefinito del sistema, legato alla gestione dei permessi delle applicazioni, può far crescere in modo anomalo un file di log fino a decine di gigabyte. In un altro articolo, pubblicato a fine maggio 2026, abbiamo spiegato come Capability Access Manager possa riempire il disco con un comportamento assolutamente anomalo. Microsoft ha finalmente riconosciuto il problema con l’aggiornamento facoltativo KB5095093 per Windows 11 24H2 e 25H2, aggiungendo in un secondo momento una nota specifica al changelog.
Il file coinvolto, come abbiamo visto nell’articolo correlato, si chiama CapabilityAccessManager.db-wal e, in tanti casi, è cresciuto rapidamente fino a occupare 70, 80, 100 GB o più di spazio su disco. Su notebook con unità SSD da 256 GB o 512 GB il file può bastare da solo a rendere il sistema instabile, impedire aggiornamenti, bloccare download o far apparire il supporto di memorizzazione inspiegabilmente “pieno”.
Che cosa fa Capability Access Manager in Windows 11
Capability Access Manager gestisce l’accesso delle applicazioni a risorse “sensibili”, cioè quelle funzioni che richiedono un controllo esplicito della privacy: fotocamera, microfono, posizione, contatti, notifiche, screenshot e altre capacità esposte dal sistema operativo. Il servizio collegato, camsvc, lavora dietro le quinte e registra le richieste delle app, in modo che Windows possa sapere chi ha provato ad accedere a una determinata risorsa e applicare le impostazioni definite dall’utente.
Quando un programma chiede la posizione o quando un’app usa il microfono, il sistema non si limita a mostrare una finestra di autorizzazione. Tiene traccia degli eventi e aggiorna un piccolo database locale: il file in questione, CapabilityAccessManager.db-wal, è proprio legato a questo meccanismo.
L’estensione WAL indica Write-Ahead Logging, una tecnica usata da database come SQLite per scrivere prima le modifiche in un log e poi consolidarle nel database principale. È una soluzione robusta e molto diffusa; il problema nasce quando il log non si compatta correttamente o riceve scritture ripetute in modo anomalo.
Un file WAL, di per sé, non dovrebbe mai diventare enorme: se cresce senza controllo, significa che qualcosa nella sequenza di scrittura, nei checkpoint o nella pulizia non funziona come previsto.
Microsoft corregge il consumo anomalo con KB5095093
Microsoft ha inserito la correzione nel pacchetto KB5095093, aggiornamento di anteprima di fine giugno 2026 per i sistemi Windows 11 24H2 e 25H2.
La nota ufficiale integra un riferimento piuttosto asciutto: “improves disk space usage for the CapabilityAccessManager.db-wal file“. Tradotto in termini pratici, l’aggiornamento dovrebbe ridurre o eliminare il comportamento che porta il file a crescere oltre misura. La modifica risulta indicata come normal rollout, quindi non come rilascio graduale limitato a una parte degli utenti.
L’indicazione della correzione effettuata dai tecnici Microsoft non compariva nella documentazione iniziale dell’aggiornamento. Microsoft l’ha aggiunta il 29 giugno 2026, alcuni giorni dopo la pubblicazione del pacchetto.
Nello stesso changelog compare anche un’altra modifica, indicata invece come rilascio graduale, relativa alla reattività di Esplora file quando l’utente monta immagini disco.
Sono due interventi diversi: quello su Esplora file può arrivare a scaglioni, mentre quello sul file CapabilityAccessManager.db-wal rientra nella distribuzione ordinaria dell’update.
KB5095093 porta Windows 11 alle build 26200.8737 e 26100.8737, rispettivamente per i rami 25H2 e 24H2. Essendo un aggiornamento facoltativo, non ha lo stesso carattere del Patch Tuesday mensile. Chi non installa manualmente l’aggiornamento, riceverà la correzione più avanti, quando Microsoft integrerà il contenuto nel successivo aggiornamento cumulativo. Per chi ha già il disco quasi pieno, però, l’installazione dovrebbe finalmente mettere la classica pietra tombale sul problema.
Come capire se il proprio PC è colpito dal problema
Il primo indizio è la voce “File di sistema e spazio riservato” che cresce senza spiegazioni in Impostazioni, Sistema, Archiviazione.
Un altro segnale arriva dagli strumenti di analisi dello spazio disco: se la somma delle cartelle non torna, oppure se una quota enorme appare come spazio non classificato, conviene controllare manualmente ProgramData. La cartella ProgramData è nascosta per impostazione predefinita: per visualizzarla bisogna abilitare la vista degli elementi nascosti in Esplora file.
Il percorso da verificare è %programdata%\Microsoft\Windows\CapabilityAccessManager\CapabilityAccessManager.db-wal quello citato sopra. Se CapabilityAccessManager.db-wal pesa pochi megabyte, non c’è motivo di intervenire. Se misura decine di gigabyte, il problema è reale ed è cruciale installare subito la patch Microsoft.
Per un controllo più tecnico si possono usare strumenti come Process Monitor di Sysinternals, filtrando gli accessi al percorso CapabilityAccessManager. In questo modo si capisce quale processo sta scrivendo sul file e con quale frequenza.
Non serve a tutti, ma in ambienti aziendali o su macchine gestite da un reparto IT può aiutare a distinguere un bug generale di Windows da un’applicazione specifica che genera richieste continue a risorse sensibili.