Keybytes, la tastiera modulare che si assembla come un set Lego

Keybytes è una tastiera modulare open source con tasti magnetici: ecco come funziona il progetto, quanto costa e quali limiti presenta.
Keybytes, la tastiera modulare che si assembla come un set Lego

Le tastiere tradizionali impongono una disposizione dei tasti definita in partenza, ma un progetto sperimentale sviluppato da uno studente del MIT prova a superare questo vincolo con un sistema componibile.

Si chiama Keybytes ed è pensato per essere assemblato come un kit di costruzioni: ogni elemento può essere collegato agli altri per creare una configurazione adatta alle abitudini di chi scrive.

L’idea non si limita a spostare alcuni pulsanti o a dividere la periferica in due metà, andando ben oltre. La struttura modulare permette di partire da un nucleo centrale e aggiungere progressivamente nuovi elementi. Il progetto è open source, una scelta che rende possibile studiarne l’architettura e sperimentare modifiche hardware in autonomia.

Come funziona la tastiera modulare Keybytes

Keybytes comprende il controller Keyword e i moduli Keybit, collegati magneticamente.

I tasti possono essere disposti intorno all’unità centrale oppure affiancati tra loro, superando la geometria fissa delle periferiche convenzionali. Ogni modulo integra un microcontrollore RISC-V, che gli permette di funzionare autonomamente. Le sue dimensioni corrispondono a un’unità standard delle tastiere meccaniche, facilitando l’organizzazione secondo griglie conosciute.

I collegamenti sui lati utilizzano contatti pogo pin per distribuire l’alimentazione e trasportare le comunicazioni I2C. Il controller integra invece un microcontrollore Arm Cortex-M4, un’antenna Bluetooth e memoria flash; la scheda inferiore gestisce USB-C, ricarica e regolazione energetica. Ogni Keybit può ospitare uno switch Cherry MX, lasciando all’utente la scelta della risposta meccanica. Alspaugh ha pubblicato file, materiali di progettazione e istruzioni su GitHub con licenza MIT: chiunque può quindi esaminare l’architettura, costruire i moduli e proporre modifiche.

Costi, limiti e possibili sviluppi futuri

La flessibilità ha tuttavia un prezzo, sia economico sia pratico. Il progetto è ancora nelle prime fasi: il prototipo ha raggiunto da poco uno stato funzionante e la documentazione disponibile mostra configurazioni limitate, non una tastiera completa. Per assemblare un modello esteso, il creatore stima una spesa vicina ai 900 dollari, considerando due controller e 110 moduli Keybit. Ogni tasto richiede infatti una propria scheda, un processore e componenti elettronici.

Vanno inoltre considerate la produzione dei circuiti, la saldatura e la realizzazione di involucri personalizzati con stampa 3D. Una configurazione compatta, magari dedicata alle scorciatoie, potrebbe quindi essere più ragionevole di un layout completo. Anche l’illuminazione è ancora essenziale: il controller dispone di un indicatore, mentre i moduli non hanno luce individuale. Tra le idee per sviluppi futuri figurano RGB personalizzabile, controlli rotativi, riconoscimento delle impronte e touchpad, senza che queste funzioni siano già confermate.

Keybytes va letto soprattutto come un laboratorio aperto, non come un’alternativa commerciale già pronta. Il progetto interessa chi desidera sperimentare direttamente con l’hardware e immaginare periferiche adattate a flussi di lavoro personali. Per diventare una soluzione quotidiana dovrà però dimostrare che la libertà di composizione produce benefici tangibili, oltre alla curiosità tecnica.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti