Una piccola app installata sul televisore può trasformare la connessione di casa in un punto di uscita per il traffico Internet di soggetti sconosciuti. Il meccanismo nasce dall’integrazione di pacchetti SDK per proxy residenziali, componenti commerciali che consentono agli sviluppatori di monetizzare giochi, screensaver e utilità appoggiandosi alla banda di rete dell’utente e al suo indirizzo IP pubblico.
Dopo la pubblicazione di un’indagine elaborata da Spur che ha rilevato tali moduli in oltre il 42% delle applicazioni analizzate per LG webOS, LG Electronics USA ha annunciato che sospenderà dallo store i software che non rimuoveranno questa funzione.
Il fenomeno dei proxy installati sui dispositivi personali
Da anni i fornitori di proxy acquistano capacità di rete da computer, smartphone e altri dispositivi collegati a connessioni domestiche; l’infrastruttura così ottenuta permette ai clienti di inviare richieste che appaiono provenire da normali utenti residenziali. Le smart TV, però, cambiano la scala del problema: restano alimentate e connesse per lunghi periodi, sono oggetto di poche verifiche da parte dei proprietari e ospitano applicazioni che raramente suscitano gli stessi sospetti di un programma installato sul PC o sul dispositivo mobile.
I ricercatori di Spur hanno esaminato 6.038 pacchetti destinati a TV LG e Samsung, individuando 2.058 applicazioni contenenti impronte riconducibili a componenti proxy.
La percentuale superava il 42% nel campione webOS e oltrepassava il 25% tra le app Tizen analizzate. I tecnici non si sono fermati alle informazioni disponibili negli store: hanno estratto i pacchetti delle applicazioni, esaminato i file e i servizi integrati e cercato elementi riconducibili a specifici SDK e reti proxy, come il file brd_api.js, i servizi brd_sdk, i componenti Massive, i moduli Honeygain e i riferimenti tecnici collegati a Oxylabs.
LG sospenderà le app che non rimuovono i proxy
La risposta di LG è arrivata attraverso John Taylor, Senior Vice President di LG Electronics USA. L’azienda considera l’impiego del televisore come nodo di una rete proxy estraneo alla funzione prevista per i suoi prodotti e ha comunicato di avere già avviato una revisione delle applicazioni pubblicate sullo store webOS.
Gli sviluppatori dovranno eliminare l’opzione che consente di condividere connessione e indirizzo IP; in caso contrario, LG sospenderà le app interessate. La società intende inoltre rafforzare le verifiche applicate alle nuove proposte, includendo controlli più specifici sui software che incorporano SDK capaci di inoltrare traffico di terzi.
Un proxy residenziale inoltra richieste Internet attraverso la connettività di singoli utenti: dal punto di vista del sito raggiunto, il traffico non proviene da un server cloud o da un indirizzo appartenente a un data center: sembra generato da una normale connessione domestica, spesso collocata in una città o in un Paese preciso.
Le aziende usano questi servizi per attività lecite come la verifica dei prezzi, il controllo della pubblicità, il monitoraggio dei risultati localizzati, la ricerca accademica o la raccolta di dati pubblici. Lo stesso strumento, però, può servire ad aggirare limiti geografici, sistemi anti-bot, blocchi sugli indirizzi dei data center e meccanismi di protezione contro lo scraping intensivo.
Quando uno sviluppatore integra un SDK proxy, l’app stabilisce un canale con l’infrastruttura del fornitore. Il servizio remoto indica la destinazione da raggiungere e il dispositivo apre una connessione verso l’host richiesto; i dati transitano quindi attraverso la rete dell’utente. In pratica, la smart TV diventa un exit node: il sito remoto vede l’indirizzo IP pubblico dell’abitazione, non quello del cliente che ha acquistato il servizio proxy.
Il rischio più serio riguarda la rete locale
Una smart TV collegata al router non vede soltanto Internet. Si trova sulla stessa LAN di computer, NAS, stampanti, videocamere, dispositivi domotici e pannelli di amministrazione. In molti ambienti domestici tutti questi apparati condividono una singola rete, senza VLAN (segmentazione) né regole di isolamento.
Per impedire che un cliente del proxy raggiunga indirizzi interni, l’SDK deve bloccare almeno gli intervalli riservati, comunemente utilizzati nelle reti locali avvalendosi delle subnet mask corrette.
Spur ha trovato, in alcuni campioni rivenuti nello store webOS, blocklist esplicite per diversi intervalli IPv4 locali. In altri casi, tuttavia, non è prevista alcuna forma di esclusione.
In tanti hanno accostato il comportamento di alcune app da smart TV a quello delle botnet: un servizio proxy commerciale basato sul consenso non coincide automaticamente con una botnet. Resta però una somiglianza tecnica: in entrambi i casi una terza parte controlla traffico instradato attraverso il dispositivo dell’utente. La distanza tra un servizio regolamentato e un’infrastruttura abusiva dipende dalla trasparenza, dalla qualità del consenso, dai filtri, dal monitoraggio e dalla possibilità di revocare davvero l’autorizzazione.
Le cronache di sicurezza hanno già mostrato cosa può accadere quando reti proxy residenziali finiscono sotto il controllo di soggetti ostili. Alcune infrastrutture hanno supportato frodi pubblicitarie, scraping su vasta scala, elusione dei controlli geografici, creazione di account e accessi automatizzati. Nei casi più gravi, i nodi proxy hanno offerto un percorso verso altri sistemi presenti nella stessa rete locale.
Cosa possono fare gli utenti LG webOS
Il primo controllo riguarda le app installate sul televisore che rimangono poco usate.
Giochi molto semplici, screensaver, orologi, lettori multimediali sconosciuti e utility gratuite meritano una verifica, soprattutto quando richiedono di accettare formule legate alla condivisione di “risorse inutilizzate“, all’indicizzazione del web o all’uso dell’indirizzo IP.
La soluzione più diretta consiste nel disinstallare le applicazioni sospette: dopo la rimozione conviene riavviare completamente il televisore.
Chi dispone di un router evoluto può collocare smart TV e dispositivi IoT su una rete ospiti o su una VLAN separata, impedendo loro di comunicare con PC, NAS e pannelli amministrativi. È una precauzione utile anche al di fuori del caso specifico: molti apparecchi connessi ricevono aggiornamenti irregolari e non hanno bisogno di raggiungere ogni host presente in casa.
Il monitoraggio DNS tramite Pi-hole, AdGuard Home o funzioni analoghe del router può aiutare a individuare domini contattati in modo ricorrente.
Perché i televisori sono oggetti particolarmente appetibili
Uno smartphone segnala rapidamente un consumo anomalo: la batteria dura meno, il dispositivo si scalda oppure il traffico mobile cresce; su una smart TV tali indizi risultano molto meno evidenti. Il televisore usa la rete WiFi o Ethernet, rimane collegato alla presa di corrente e spesso conserva servizi attivi anche quando lo schermo sembra spento.
Alcuni SDK possono continuare a operare dopo la chiusura dell’app, purché il sistema operativo consenta l’esecuzione del relativo servizio in background. L’utente può quindi avviare una volta un gioco o uno screensaver, accettare una richiesta poco chiara e dimenticare l’intera operazione; il componente continua intanto a usare la connessione nelle settimane successive.
L’intera questione, infine, non riguarda soltanto il consumo di banda. Un indirizzo IP domestico porta con sé reputazione, geolocalizzazione approssimativa e responsabilità operativa: eventuali scansioni aggressive, tentativi automatizzati di accesso o violazioni delle condizioni d’uso dei siti apparirebbero originate dall’utenza di un soggetto inconsapevole, con tutte le conseguenze del caso.