La decisione di Panasonic di affidare la produzione e la commercializzazione dei propri TV a Skyworth segna un passaggio industriale che sintetizza oltre un decennio di trasformazioni nel settore dell’elettronica di consumo. Il marchio giapponese, che all’inizio degli anni 2010 controllava oltre il 40,7% del mercato dei pannelli al plasma secondo DisplaySearch, aveva costruito la propria reputazione su televisori ad alto contrasto e fedeltà cromatica.
La progressiva affermazione dei pannelli LCD e OLED ha però eroso i margini fino a rendere insostenibile la produzione diretta. Oggi il baricentro produttivo dei TV è concentrato in Asia orientale, con Corea del Sud e Cina a guidare la filiera globale, mentre i produttori giapponesi hanno progressivamente abbandonato la produzione diretta.
La partnership tra Panasonic e Skyworth
L’accordo prevede che Skyworth, azienda con sede a Shenzhen (Cina) e tra i principali fornitori di dispositivi basati sulla piattaforma Android TV, assuma la responsabilità di produzione, marketing e distribuzione dei televisori a marchio Panasonic nei mercati statunitense ed europeo.
Panasonic manterrà un ruolo tecnico e di controllo qualitativo, fornendo competenze di progettazione audiovisiva e partecipando allo sviluppo congiunto dei modelli di fascia alta basati su pannelli OLED. La struttura dell’intesa ricalca modelli già adottati da altri brand storici: il valore del marchio e della progettazione è separato dalla produzione industriale su larga scala.
La collaborazione include anche un impegno di supporto post-vendita per i televisori Panasonic distribuiti fino a marzo 2026 e per quelli successivi, garantendo continuità di assistenza e aggiornamenti software.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere una quota di mercato a doppia cifra in Europa, sfruttando la rete logistica e distributiva di Skyworth e la reputazione consolidata del marchio Panasonic nel segmento premium.
Un percorso di disimpegno iniziato oltre un decennio fa
Il ridimensionamento del business TV di Panasonic non è recente. Dopo l’uscita dal mercato dei plasma nel 2014, l’azienda ha ridotto progressivamente la propria presenza negli USA fino a un’uscita completa nel 2016.
Il ritorno nel 2024 con televisori OLED e Mini LED progettati in Giappone aveva rappresentato un tentativo di rientro nel segmento più elevato, ma già nel 2021 la produzione era stata esternalizzata a partner terzi per ridurre i costi fissi e aumentare la flessibilità operativa.
Nel febbraio 2025 il presidente Yuki Kusumi aveva esplicitamente dichiarato che la vendita della divisione TV restava un’opzione aperta. L’accordo con Skyworth rappresenta quindi una soluzione intermedia: consente a Panasonic di monetizzare il proprio brand e le competenze ingegneristiche senza sostenere gli elevati investimenti necessari per la produzione di massa, in un mercato caratterizzato da margini sempre più ridotti.
Il ruolo delle tecnologie OLED e delle piattaforme smart
I prototipi mostrati durante l’evento di presentazione indicano la direzione tecnica che la collaborazione intende perseguire.
Tra questi spicca l’impiego del pannello Tandem WOLED sviluppato da LG Display, una tecnologia che utilizza una doppia struttura emissiva per migliorare luminosità, durata e uniformità cromatica rispetto agli OLED tradizionali. La scelta di continuare a sviluppare modelli premium suggerisce che Panasonic intenda mantenere una presenza nei segmenti a maggiore valore aggiunto, dove la qualità d’immagine e l’elaborazione video restano fattori differenzianti.
Dal punto di vista software, Skyworth porta in dote l’integrazione con l’ecosistema Android TV, che consente l’accesso a servizi di streaming, aggiornamenti OTA e funzionalità smart avanzate.
La combinazione tra piattaforma software standardizzata e competenze di calibrazione video Panasonic potrebbe tradursi in prodotti competitivi nei mercati occidentali, dove l’esperienza utente e la qualità d’immagine restano elementi chiave nelle decisioni di acquisto.
Conseguenze per l’industria giapponese dei televisori
La mossa di Panasonic si inserisce in una tendenza più ampia che ha visto marchi storici giapponesi come Sharp, Toshiba, Hitachi e Pioneer uscire dalla produzione diretta di televisori.
Anche Sony ha recentemente ceduto una quota di maggioranza della propria divisione home entertainment a TCL, evidenziando la crescente centralità dei produttori cinesi nella catena del valore globale.
La riduzione della produzione in Giappone comporta la perdita di una filiera industriale locale che per decenni ha trainato l’innovazione nel settore dei display. Allo stesso tempo, la collaborazione con partner asiatici consente ai marchi giapponesi di continuare a investire in ricerca e sviluppo, concentrandosi su algoritmi di elaborazione dell’immagine, calibrazione e design industriale, ambiti nei quali mantengono ancora un vantaggio competitivo.
Prospettive di mercato e scenari futuri
Con l’ingresso di Skyworth nella gestione operativa dei televisori Panasonic, il mercato europeo potrebbe assistere a un rafforzamento della presenza dei produttori cinesi anche nei segmenti premium. La combinazione tra capacità produttiva su larga scala e marchi storici occidentali o giapponesi rappresenta una strategia sempre più diffusa per competere con giganti consolidati come Samsung e LG.
La sostenibilità di questo modello dipenderà dalla capacità di mantenere elevati standard qualitativi e aggiornamenti software costanti, elementi essenziali in un contesto in cui i TV sono diventati piattaforme digitali connesse.
Il futuro dei televisori Panasonic, pur non più legato alla produzione diretta in Giappone, continuerà quindi a dipendere dalla sinergia tra progettazione, controllo qualità e capacità produttiva globale.