Una semplice pagina Web con un timer che scorre può sembrare un espediente creativo, ma in questo caso si tratta di un esempio concreto di pressione pubblica verso un fornitore di piattaforma. Il sito ios-contdown.win ospita un conto alla rovescia accompagnato da un messaggio diretto ad Apple, con cui l’autore dell’iniziativa chiede la risoluzione di problemi persistenti legati alla tastiera dell’iPhone.
La questione dei problemi con la tastiera iPhone non è recente. Apple ha introdotto il supporto alle tastiere di terze parti con iOS 8 nel 2014, ma ha sempre mantenuto un controllo stretto sulle API disponibili, in particolare per quanto riguarda accesso ai dati, prestazioni e integrazione con il sistema. Negli anni successivi sono state segnalate limitazioni funzionali e differenze significative rispetto alle controparti Android, dove le tastiere alternative possono accedere a funzioni avanzate di predizione e apprendimento. La diffusione di segnalazioni su bug di autocorrezione, lag in fase di input e comportamenti incoerenti negli aggiornamenti più recenti di iOS ha alimentato la frustrazione di buona parte dell’utenza.
Ne avevamo parlato in un altro articolo spiegando come i frequenti errori di digitazione su iPhone non siano dovuti all’utente ma a un bug della tastiera iOS, che genera una discrepanza tra il tasto premuto e il carattere effettivamente inserito. Le analisi mostrano che il problema nasce nella fase di elaborazione dell’input, indipendentemente da autocorrezione o rilevamento del tocco, e richiede un intervento diretto da parte di Apple per essere risolto.
Un conto alla rovescia come strumento di pressione
Il sito citato in apertura presenta un timer che scandisce il tempo residuo prima dell’abbandono dell’iPhone da parte dell’autore e il conseguente passaggio ad Android.
Il messaggio associato descrive la tastiera di iOS come “rotta” e l’autocorrezione come “quasi inutile”, rimandando a esempi concreti tramite video e testimonianze. L’idea di fondo è trasformare un malfunzionamento percepito in una scadenza pubblica, con l’obiettivo di ottenere attenzione da parte del produttore. Dal sito:
La primavera scorsa ho riprovato Android per qualche mese. Usare una tastiera funzionante è stato illuminante. Ma sono tornato a iOS strisciando perché sono debole (…) il Pixel 10 era noioso e ho ceduto alla pressione della bolla blu. Ma la tastiera di questo splendido telefono è peggio che mai.
Quindi ecco l’accordo, Apple (…): ripara questa tastiera rotta, o almeno riconosci pubblicamente che è rotta e impegnati a ripararla con iOS 27. Se il conto alla rovescia raggiunge lo zero senza che nessuna di queste cose accada, passerò ad Android per sempre. So che perdere un cliente non significa assolutamente nulla per i profitti. Ma mi piace pensare che significhi qualcosa per gli ingegneri, gli UX designer, i product manager e chiunque altro abbia contribuito a realizzare questa cosa.
Eri l’azienda del “funziona e basta”. Ora sei solo un frutto che una volta conoscevo.
La reazione della comunità tecnica
La comparsa del sito ios-countdown.win ha innescato discussioni interminabili, all’interno delle quali sviluppatori e power user hanno condiviso esperienze simili con la tastiera iOS.
Alcuni commenti evidenziano come la qualità dell’esperienza sia percepita in calo negli ultimi anni, mentre altri sottolineano la difficoltà di competere con l’implementazione nativa a causa delle limitazioni imposte dalla piattaforma.
Il dibattito si estende anche al confronto con Android, dove le tastiere possono accedere a un set di API più ampio e offrire funzionalità avanzate di personalizzazione. La differenza di approccio tra i due sistemi operativi riflette filosofie opposte in termini di controllo e apertura, con implicazioni dirette sull’esperienza di input.
Possibili scenari di evoluzione
Apple potrebbe intervenire su più livelli per affrontare le criticità emerse. Un aggiornamento delle API per le tastiere, con maggiore accesso controllato ai dati contestuali, consentirebbe agli sviluppatori di migliorare le capacità di predizione. Parallelamente, ottimizzazioni nella gestione della latenza e nella pipeline di input potrebbero ridurre i problemi di reattività segnalati dagli utenti.
Un’altra direzione riguarda l’adozione di modelli linguistici più avanzati eseguiti localmente, sfruttando le capacità dei chip Apple Silicon e del Neural Engine. L’elaborazione on-device permetterebbe di migliorare l’autocorrezione senza compromettere la privacy, mantenendo i dati sul dispositivo.