Secondo Jensen Huang di NVIDIA punto di svolta per robot con AI

Nvidia riporta ricavi record e Jensen Huang parla di un inflection point per l'AI agentica e per la Physical AI.
Secondo Jensen Huang di NVIDIA punto di svolta per robot con AI

La trasformazione che sta investendo il settore tecnologico è ormai sotto gli occhi di tutti: NVIDIA si è affermata come protagonista indiscussa di questa nuova era, dove la potenza di calcolo non rappresenta più soltanto un elemento abilitante, ma si traduce direttamente in crescita economica.

È stato Jensen Huang, CEO della società, a cristallizzare questo concetto durante la recente conference call sui risultati finanziari, sintetizzando la nuova visione con tre parole destinate a segnare il dibattito: compute equals revenues. Un’affermazione che racchiude la connessione sempre più stretta tra la domanda globale di capacità computazionale e l’espansione dei ricavi aziendali.

Nel trimestre appena concluso, i numeri parlano chiaro: NVIDIA ha registrato un fatturato di 68,1 miliardi di dollari, segnando un incremento annuo del 73%, mentre l’utile netto è salito a 42,96 miliardi (+94%).

Ma sono soprattutto le entrate generate dai data center a colpire, raggiungendo la cifra record di 62,3 miliardi di dollari (+75%). Questi dati non sono solo una dimostrazione di forza economica, ma costituiscono la cornice di un cambiamento molto più profondo: l’Intelligenza Artificiale, secondo la visione di Huang, sta per entrare in una fase radicalmente nuova, quella della AI agentica.

AI e robotica stanno finalmente per incontrarsi

Questa nuova frontiera, che ha visto una svolta decisiva negli ultimi mesi, è caratterizzata dall’adozione accelerata di software capaci di agire in modo autonomo, non più limitati a fornire assistenza ma in grado di prendere decisioni, coordinare compiti complessi e apprendere in ambienti in continuo mutamento.

La conseguenza diretta è un’impennata della domanda di infrastrutture di calcolo, acceleratori hardware e data center di ultima generazione, con una pressione crescente su chi fornisce le basi tecnologiche per sostenere questa evoluzione.

Guardando oltre l’orizzonte immediato, NVIDIA individua nella physical AI il prossimo grande traguardo: sistemi di AI integrati in dispositivi fisici, come robot e veicoli autonomi, che promettono di rivoluzionare la relazione tra ecosistemi digitali e realtà materiale.

In questa prospettiva, la società non si limita più a essere un semplice produttore di chip, ma si propone come piattaforma centrale per l’integrazione di mondi diversi, dove la componente fisica e quella digitale si fondono per creare nuove opportunità di business e innovazione.

Le reazioni ai risultati di NVIDIA

La reazione della comunità finanziaria non si è fatta attendere: l’entusiasmo per i risultati e le prospettive di un nuovo ciclo di investimenti infrastrutturali è palpabile. Tuttavia, accanto all’ottimismo, emergono interrogativi cruciali sulla sostenibilità energetica di questa espansione senza precedenti, sui costi operativi in continuo aumento e sui rischi sociali legati a una diffusione rapida di sistemi autonomi.

Temi come la sicurezza, la responsabilità e la capacità di mantenere il controllo su sistemi sempre più sofisticati restano aperti, così come la possibilità che la corsa al calcolo rafforzi ulteriormente il vantaggio competitivo di pochi grandi attori, penalizzando startup e paesi con risorse limitate.

Sul fronte della competizione, la centralità della potenza di calcolo rafforza la posizione di NVIDIA e degli hyperscaler che costruiscono ecosistemi proprietari, mentre costringe concorrenti e fornitori di servizi cloud a intensificare la ricerca di alternative credibili.

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