Spotify Premium attivato da chi non ne ha diritto: l'azienda chiude i rubinetti

Al bando le versioni modificate di Spotify che in molti usano per fruire delle funzionalità premium dell'applicazione senza averne diritto.

In rete sono disponibili molti file APK modificati che abilitano le funzionalità Premium di Spotify senza versare alcun canone all’azienda.
Spotify Premium, a partire da 9,99 euro mensili, consente di passare da un brano musicale all’altro senza alcuna limitazione, di scaricare e ascoltare le tracce in modalità offline, di godere di una qualità di ascolto migliore (vedere Spotify: qualità audio adattabile alla connessione in uso) e senza alcun messaggio pubblicitario.


Periodicamente, inoltre, Spotify offre abbonamenti promozionali a prezzo scontato (Spotify Premium quasi free: a 99 centesimi per tre mesi senza obblighi); addirittura anche ai titolari del “bonus cultura” (Spotify Premium gratis con il bonus cultura: novità che fa discutere).

Eppure in molti hanno preferito installare APK modificati (“moddati”) o alterare in proprio con un “hex editor” le librerie contenute nel pacchetto d’installazione di Spotify.
Dal momento che ogni modifica apportata ai file che compongono l’app Spotify ne altera l’hash MD5/SHA-1/SHA-256 ovvero modifica quella “firma identificativa” nota agli sviluppatori dell’applicazione, l’azienda ha deciso per il “giro di vite”.


Rilevando un po’ troppi utilizzi non autorizzati di file APK modificati, Spotify ha cominciato a inviare un’email agli utenti che stanno usando versioni “non originali” dell’applicazione, in violazione del contratto di licenza d’uso.

Nel messaggio trasmesso da Spotify, la società invita a disinstallare immediatamente la versione modificata e a scaricare la release ufficiale pubblicata sul Play Store di Google.
Nel caso in cui l’utente continuasse a usare versioni non autorizzate di Spotify, il suo account potrà essere chiuso definitivamente.

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