Nel mondo Apple il termine DFU (Device Firmware Update) è storicamente associato a iPhone e iPad, ma con l’introduzione dei Mac con Apple Silicon ha assunto un ruolo centrale anche sui computer desktop e portatili. DFU è un meccanismo di emergenza e manutenzione a basso livello, pensato per intervenire quando il normale avvio del sistema non è più possibile o affidabile.
Nei Mac Apple Silicon non tutte le porte USB-C sono equivalenti. Una di esse è collegata internamente al controller necessario per esporre il dispositivo in DFU verso un altro Mac: è quella che viene chiamata porta DFU. Il fatto è che un tecnico e ricercatore indipendente punta il dito contro la Mela sostenendo che la documentazione ufficiale Apple non è corretta.
Porta DFU: il problema di fondo sui Mac Apple Silicon
Apple ha pubblicato una guida ufficiale per identificare la porta DFU sui MacBook Pro con chip Apple Silicon, indicando che:
- Sui modelli da 14 pollici con chip M4 o M5 la porta DFU sarebbe quella più a destra tra le USB-C del lato sinistro.
- Su tutti gli altri modelli la porta DFU sarebbe quella più a sinistra.
Questa distinzione, pur apparentemente semplice, si è rivelata imprecisa nell’esperienza pratica. Il ricercatore ha collezionato numerosi tentativi falliti nel tentativo di aggiornare il sistema da un volume esterno contenente macOS Sequoia collegato al proprio MacBook Pro 16″ con chip M4 Pro.
Le procedure ufficiali di aggiornamento – sia tramite l’interfaccia grafica di Software Update sia con il comando da terminale softwareupdate – sembravano comportarsi correttamente, ma al termine restituivano sempre la stessa versione del sistema operativo, senza alcun messaggio di errore significativo.
Gli aggiornamento non funzionano se si sceglie la porta sbagliata
L’aspetto più sorprendente è che la porta DFU sbagliata può impedire completamente l’aggiornamento di un disco esterno, anche se collegato correttamente dal punto di vista hardware. Ciò si traduce in un tempo di attesa elevato (l’aggiornamento procede come se stesse scaricando e installando tutto correttamente), ma senza alcun effetto reale sul volume collegato.
La soluzione, dopo settimane di tentativi falliti, consiste semplicemente nel collegare il disco esterno a una porta USB-C diversa da quella “identificata erroneamente” come DFU. Nel caso del MacBook Pro 16″ con chip M4 Pro, l’aggiornamento ha avuto successo solo dopo aver collegato l’unità sul lato sinistro, contrariamente a quanto indicato dalla guida ufficiale.
Perché la porta DFU è importante
La porta DFU sui dispositivi con Apple Silicon non è semplicemente un’altra porta USB-C: è l’interfaccia privilegiata per operazioni a basso livello, come aggiornamenti firmware e procedure di ripristino che coinvolgono direttamente il microcode.
Nella modalità DFU, il dispositivo non carica macOS, non monta volumi e non esegue servizi di sistema. Il SoC entra in uno stato minimale, nel quale accetta solo comandi firmware provenienti da un altro Mac tramite collegamento diretto. In questa condizione è possibile:
- Reinstallare o riparare il firmware di avvio.
- Ripristinare iBoot, recoveryOS e Secure Enclave.
- Recuperare Mac che non si accendono o rimangono bloccati all’avvio.
- Eseguire un revive o un ripristino completo tramite Apple Configurator.
È importante chiarire che DFU non è una modalità software, ma una condizione hardware controllata direttamente dal chip Apple Silicon.
DFU e Apple Configurator
Per interagire con un Mac in DFU è necessario un secondo Mac funzionante con Apple Configurator.
L’accesso e la gestione della DFU richiedono l’uso di Apple Configurator su un secondo Mac funzionante, che assume il ruolo di host durante l’operazione di recupero. Il processo prevede il collegamento diretto dei due computer tramite un cavo USB-C compatibile, l’utilizzo della porta DFU corretta sul Mac da ripristinare e una sequenza precisa di tasti (tenere premuti per 10 secondi Control ⌃ sul lato sinistro della tastiera, Opzione ⌥ sul lato sinistro della tastiera, Maiuscole ⇧ sul lato destro della tastiera e tasto di accensione).
A quel punto Configurator permette di scegliere tra un revive, che ripara il firmware preservando i dati, e un ripristino, che esegue un ripristino completo della macchina.