Tor Browser si aggiorna con un cambiamento atteso da chi utilizza computer Linux basati su architettura ARM.
La nuova versione stabile amplia infatti la compatibilità hardware e introduce interventi che riguardano sia l’interfaccia sia la protezione delle informazioni personali.
La novità non consiste soltanto nella possibilità di installare il browser su dispositivi finora meno supportati: il progetto interviene anche sul modo in cui vengono organizzate le preferenze e su ciò che le altre applicazioni possono apprendere durante la navigazione. Per comprendere la portata dell’aggiornamento è utile distinguere le modifiche destinate agli utenti comuni dalle funzioni pensate per chi opera in contesti dove censura, sorveglianza e tracciamento rappresentano rischi concreti.
Tor Browser arriva ufficialmente su Linux ARM64
Il cambiamento più rilevante riguarda il supporto nativo per Linux su processori ARM a 64 bit, identificati anche dalla sigla AArch64. Il browser diventa così utilizzabile su dispositivi come Raspberry Pi e computer Apple Silicon sui quali è installato Linux. In precedenza, chi utilizzava queste piattaforme doveva affidarsi al canale Alpha, destinato alla sperimentazione. Il passaggio alla versione stabile rende l’esperienza più adatta all’uso quotidiano, senza ricorrere a una build preliminare.
La scelta amplia il numero di sistemi sui quali è possibile utilizzare direttamente le protezioni di Tor. In parallelo viene abbandonato il supporto a Linux su processori x86 a 32 bit, seguendo la direzione già intrapresa da Firefox. La modifica interessa soprattutto installazioni datate, che dovranno verificare la disponibilità di un sistema compatibile prima di pianificare la migrazione.
Nuove impostazioni e protezioni per la privacy
Anche l’interfaccia delle impostazioni è stata ripensata per rendere più comprensibili le opzioni. Le preferenze sono state ridistribuite in sezioni tematiche, mentre le voci specifiche di Tor, comprese quelle relative alla connessione e al livello di sicurezza, adottano componenti aggiornati. Alcune impostazioni potenzialmente dannose per la riservatezza o capaci di rendere più riconoscibile il browser sono state nascoste oppure accompagnate da avvisi. Le preferenze già salvate vengono comunque conservate, anche quando cambia la loro collocazione.
Tra le nuove possibilità compare l’opzione per utilizzare titoli generici nelle finestre. Normalmente il titolo riproduce il nome della pagina aperta e può essere letto da altri programmi presenti sul dispositivo. Attivando la funzione, il titolo diventa semplicemente Tor Browser. L’opzione è facoltativa: il progetto vuole raccogliere riscontri prima di renderla predefinita, anche per valutare eventuali problemi con lettori di schermo e strumenti di accessibilità.
Sul piano tecnico, il browser adotta la base Firefox ESR 153 e il progetto dichiara di aver esaminato oltre 270 segnalazioni Bugzilla nell’audit legato al passaggio di versione. Il lavoro sottolinea quanto la riservatezza dipenda anche dalla manutenzione continua e dalla verifica delle modifiche ereditate dalla piattaforma di origine.