Negli ultimi tempi si stanno diffondendo con maggiore insistenza SMS che simulano comunicazioni urgenti da parte di CAF o strutture ospedaliere. Il messaggio costruito per generare ansia: “comunicazioni urgenti”, “documentazione incompleta”, “irregolarità nel modello ISEE”, “pratica sospesa”, con l’invito a chiamare immediatamente un numero telefonico che inizia per 893 (spesso è 89349071).
Dietro all’SMS così pressante si nasconde l’ennesima truffa telefonica ben strutturata, che sfrutta i meccanismi dei servizi a sovrapprezzo per sottrarre denaro alle vittime.
Il contesto psicologico della truffa
La scelta di citare CAF, ASL od ospedali non è casuale. I Centri di Assistenza Fiscale sono associati a scadenze, controlli, bonus, agevolazioni e possibili sanzioni. Per non parlare di ASL e strutture ospedaliere, associate a problematiche mediche .
Chi riceve il messaggio tende a reagire in modo impulsivo, temendo conseguenze economiche o burocratiche. La parola “urgenza” riduce la capacità critica e spinge a telefonare senza verificare la fonte.
Il truffatore non chiede di cliccare link o fornire dati via SMS: l’obiettivo è indurre la vittima a chiamare. È in quel momento che la truffa ha già avuto successo.
Cosa sono i numeri 893 in Italia
I numeri che iniziano per 893 appartengono alla categoria dei numeri a sovrapprezzo, regolamentati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). A differenza dei numeri geografici o dei cellulari, queste numerazioni prevedono tariffe molto elevate, stabilite dal fornitore del servizio e non dall’operatore telefonico tradizionale.
In concreto, una chiamata a un numero 893 può costare diversi euro al minuto, con importi che aumentano rapidamente anche se la conversazione è breve o se si rimane in attesa. Il costo è addebitato direttamente sul credito residuo o in bolletta, spesso senza possibilità di rimborso.
È importante chiarire un punto fondamentale: nessun CAF legittimo e nessuna ASL utilizza numeri 893 per comunicazioni ufficiali. Tali soggetti operano tramite numeri fissi standard, numeri verdi o canali diretti già noti all’utenza.
Il meccanismo economico della truffa
Quando la vittima chiama il numero indicato, può accadere una delle seguenti situazioni:
- Una voce registrata invita ad attendere un operatore, prolungando volutamente i tempi.
- Un finto operatore chiede di “verificare la posizione” trattenendo la chiamata il più possibile.
- La linea cade dopo alcuni minuti, ma il costo è già stato addebitato.
Il guadagno per i truffatori deriva dalla ripartizione dei ricavi del servizio a sovrapprezzo. Ogni minuto di chiamata genera introiti che vengono condivisi tra i soggetti che gestiscono la numerazione e chi ha attivato il servizio, spesso tramite società di comodo o intermediari esteri.
Come riconoscere e evitare il raggiro
Un elemento chiave per difendersi è la conoscenza: sapere che i numeri 893 comportano sempre addebiti elevati e che non vengono usati per comunicazioni istituzionali permette di interrompere la truffa sul nascere.
- È buona norma diffidare di qualunque SMS che:
- richieda di chiamare con urgenza numeri non standard;
- non riporti il nome completo dell’ente, una sede o un riferimento verificabile;
- utilizzi toni allarmistici e generici.
Segnalazione alle Autorità e blocco delle numerazioni
Le pratiche di questo tipo possono e dovrebbero essere segnalate per consentire l’adozione di provvedimenti concreti.
In Italia, le segnalazioni relative all’abuso dei numeri 893 e ai servizi a sovrapprezzo ingannevoli possono essere inoltrate all’AGCOM, che ha competenza diretta sulla regolamentazione e sull’eventuale sospensione delle numerazioni.
Nei casi in cui l’SMS presenti caratteristiche chiaramente fraudolente o simuli enti reali, come i CAF, è opportuno rivolgersi anche alla Polizia Postale, contribuendo così all’individuazione di campagne truffaldine strutturate.
Un’ulteriore segnalazione può essere inviata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) qualora il messaggio configuri una pratica commerciale scorretta.
Per prevenire qualunque addebito, è possibile richiedere al proprio operatore telefonico il blocco dei numeri a sovrapprezzo, inclusi quelli con prefisso 893. La richiesta può essere effettuata tramite assistenza clienti, area riservata online o app ufficiale dell’operatore e comporta l’inibizione permanente o selettiva delle chiamate verso numerazioni a tariffazione speciale. Il servizio è generalmente gratuito e non compromette le comunicazioni ordinarie, rappresentando una misura preventiva efficace contro questo tipo di truffe.