UCP di Google: inizia ufficialmente l'era dell'agentic shopping

Google presenta l'UCP, un protocollo aperto per l'agentic shopping: agenti AI come ChatGPT, Alexa e Copilot possono completare acquisti.
UCP di Google: inizia ufficialmente l'era dell'agentic shopping

La rivoluzione dello shopping conversazionale è ormai realtà, non più un semplice esercizio di immaginazione ma una trasformazione concreta che sta ridisegnando le abitudini di acquisto digitali.

Oggi, completare un acquisto direttamente da una chat, senza mai uscire dalla conversazione, è un’esperienza tangibile: bastano pochi clic e l’intervento di un assistente AI per concludere un ordine in pochi secondi. Non si tratta di fantascienza, ma della nuova normalità che giganti come Google, Amazon e Microsoft stanno imponendo nel panorama del commercio online.

Al cuore di questa evoluzione c’è l’Universal Commerce Protocol, un’iniziativa aperta e ambiziosa lanciata da Google in collaborazione con attori di primo piano del retail come Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart.

Il protocollo, meglio noto come UCP, si basa su tecnologie consolidate come REST e JSON-RPC, offrendo una piattaforma standardizzata e sicura che consente agli agenti AI di orchestrare l’intero processo di acquisto all’interno delle interfacce conversazionali più diffuse.

L’obiettivo? Eliminare la frammentazione tecnologica, ridurre i costi di integrazione per i merchant e, soprattutto, aprire la strada a una nuova era di agentic shopping.

Perché UCP rivoluziona il rapporto tra AI e shopping digitale?

Negli ultimi dodici mesi, il fermento è stato evidente: ChatGPT ha introdotto la possibilità di fare shopping direttamente in chat, Alexa di Amazon ha perfezionato la conversazione naturale come leva di engagement, mentre Microsoft ha presentato il suo Copilot Checkout, portando la finalizzazione degli acquisti all’interno delle sue piattaforme.

Eppure, ciò che distingue la mossa di Google è la volontà di proporre uno standard universale, una “strada maestra” che faciliti l’adozione di massa delle esperienze conversazionali, superando le barriere degli ecosistemi chiusi e aprendo nuove opportunità sia per i consumatori che per i venditori.

Dal punto di vista pratico, la rivoluzione è già in atto: oggi, effettuando una ricerca su Google per un prodotto, l’utente si trova di fronte a suggerimenti smart con pulsanti “compra” che attivano finestre di checkout integrate. Qui, sistemi di pagamento come Google Pay e Google Wallet semplificano la transazione, offrendo rapidità e sicurezza. Non solo: il colosso di Mountain View ha annunciato l’imminente integrazione di PayPal e altri metodi di pagamento, ampliando ulteriormente la gamma di opzioni disponibili per gli utenti e aumentando la flessibilità per i merchant.

Un’occasione per chi vende online

Per chi vende online, l’adozione di uno standard condiviso come UCP rappresenta un’occasione strategica. L’accesso a nuovi canali di distribuzione, basati su interazioni naturali e conversazionali, consente di intercettare il cliente esattamente dove si trova, senza dover dipendere da piattaforme proprietarie. Realtà come Shopify e Wayfair riconoscono in UCP uno strumento per raggiungere nuovi pubblici tramite agenti intelligenti, trasformando la ricerca conversazionale in un vero e proprio punto di contatto commerciale diretto, in cui la conversione avviene in modo fluido e senza attriti.

Naturalmente, non mancano le sfide. Temi come la privacy, la trasparenza degli algoritmi e la sicurezza delle transazioni digitali restano centrali. Esperti e operatori del settore sottolineano la necessità di regole chiare sulla conservazione dei dati, il consenso informato e la gestione delle responsabilità in caso di frodi, soprattutto quando le credenziali di pagamento sono archiviate in portafogli digitali sempre più sofisticati.

Un altro nodo cruciale riguarda gli equilibri di potere: se da un lato UCP promette di semplificare la relazione tra consumatore e venditore, dall’altro rischia di accentrare il controllo e i margini su chi possiede le chiavi degli agenti AI e delle interfacce di accesso. Garantire pluralismo commerciale e fluidità nell’esperienza d’acquisto sarà la vera sfida dei prossimi anni, soprattutto in un contesto in cui l’innovazione corre più veloce della regolamentazione.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti