Chi usa driver grafici aggiornati scaricati direttamente da Intel, AMD o NVIDIA conosce bene la situazione: tutto funziona correttamente, le prestazioni migliorano, magari arrivano nuove funzioni nel pannello di controllo della GPU. Poi all’improvviso Windows Update interviene e reinstalla un pacchetto più vecchio approvato dall’OEM.
Il risultato varia da caso a caso: a volte cambia solo il numero di versione, in altri scenari spariscono ottimizzazioni, smette di funzionare il software Adrenalin di AMD oppure si perdono profili specifici per giochi e accelerazione hardware.
La particolarità è che Microsoft ha finalmente ammesso pubblicamente il problema, spiegando anche perché Windows 11 e Windows 10 continuano a sostituire driver più recenti con release più datate. La spiegazione non riguarda semplicemente una scelta arbitraria del sistema operativo: entra in gioco il meccanismo con cui Windows Update classifica i driver tramite identificatori hardware, criteri di ranking e targeting dei dispositivi.
Perché Windows Update sovrascrive driver GPU più recenti
Il comportamento deriva dal modo in cui Windows valuta i pacchetti driver pubblicati nel Windows Update Catalog. Microsoft non sceglie il driver da caricare basandosi esclusivamente sul numero di versione o sulla data del pacchetto: conta soprattutto il ranking hardware costruito attorno agli identificatori del dispositivo.
Nel caso delle GPU, il meccanismo usa gli HWID, cioè gli Hardware ID associati al dispositivo, e tradizionalmente i driver grafici distribuiti tramite Windows Update sfruttano identificatori “a quattro parti” (“4-part“). Questi ID includono informazioni molto specifiche: vendor PCI, device ID, subsystem ID e produttore del sistema.
Facciamo un esempio concreto. Un notebook con GPU Intel integrata può ricevere due driver differenti:
- Il primo arriva direttamente dal sito Intel tramite Driver & Support Assistant; usa un identificatore generico compatibile con molte piattaforme.
- Il secondo è distribuito tramite Windows Update e contiene un ID più specifico associato al produttore del notebook, per esempio HP o Acer.
Windows assegna priorità al driver con l’identificatore più specifico. Anche se il pacchetto OEM risale al 2024 e quello Intel installato manualmente è del 2026, il sistema operativo considera “migliore” il driver OEM: ecco che si manifesta il problema del downgrade automatico.
I driver grafici moderni hanno un ruolo centrale nella gestione di DirectX 12, accelerazione AI locale, decoding video AV1, scheduling GPU hardware e compatibilità con giochi recenti. Su notebook e workstation, soprattutto nel caso dei modelli premium come HP Spectre, Dell XPS o Lenovo Yoga, un driver OEM vecchio di uno o due anni può significare prestazioni inferiori, bug irrisolti e funzioni mancanti.
Il ruolo dei CHID e la modifica annunciata da Microsoft
Per limitare i downgrade indesiderati, Microsoft ha annunciato una revisione del modello di pubblicazione dei driver grafici. La modifica introduce l’uso combinato di CHID e identificatori hardware semplificati in due parti.
Il CHID, cioè Computer Hardware ID, identifica in modo più preciso un determinato modello di PC o una specifica configurazione hardware: l’obiettivo consiste nel restringere il targeting dei driver distribuiti tramite Windows Update.
Invece di distribuire un driver OEM a una classe molto ampia di dispositivi compatibili, Windows Update proverà a limitare l’installazione soltanto ai sistemi realmente destinati a quel pacchetto.
Con il vecchio schema basato su HWID “4-part“, un driver OEM poteva sovrascrivere facilmente un driver installato manualmente anche su dispositivi che non ne avevano realmente bisogno. Il nuovo modello con HWID “2-part“ e CHID riduce la probabilità di collisioni.
Microsoft ha avviato una fase pilota tra aprile e settembre 2026 mentre l’adozione più ampia del nuovo sistema dovrebbe partire tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Per ora il cambiamento riguarda soltanto i driver display; restano esclusi driver WiFi, Bluetooth e altri componenti.
C’è però un dettaglio da non ignorare: la nuova policy si applica soprattutto ai nuovi dispositivi e ai nuovi pacchetti driver pubblicati: i sistemi già esistenti potrebbero continuare a subire downgrade automatici ancora per molto tempo.
Le soluzioni temporanee già disponibili oggi
Chi vuole evitare downgrade automatici può intervenire manualmente: Windows permette di bloccare specifici aggiornamenti driver tramite criteri di gruppo, policy locali o impostazioni avanzate del sistema.
Le varie soluzioni richiedono un po’ di attenzione perché Microsoft ha distribuito negli anni più meccanismi differenti per la gestione dei driver. Alcuni agiscono a livello globale e impediscono a Windows Update di installare qualsiasi driver; altri sono più selettivi e permettono di bloccare soltanto una periferica specifica, per esempio la GPU Intel integrata oppure una scheda NVIDIA dedicata.
Disattivare completamente gli aggiornamenti driver tramite Windows Update è semplice ma piuttosto drastico; bloccare invece gli HWID della GPU tramite policy locali richiede più lavoro, però permette un controllo molto più preciso.
Disattivare gli aggiornamenti driver tramite Windows Update
Come accennato in precedenza, il metodo più rapido consiste nell’impedire a Windows Update di scaricare driver insieme agli aggiornamenti cumulativi del sistema operativo.
Lo si può fare con l’Editor dei criteri di gruppo (gpedit.msc) raggiungendo il percorso Configurazione computer, Modelli amministrativi, Componenti di Windows, Windows Update, Gestisci gli aggiornamenti offerti da Windows Update per poi attivare la regola Non includere i driver con gli aggiornamenti di Windows.
Attivando l’impostazione, Windows Update smette di distribuire driver insieme agli update cumulativi mensili.
In alternativa, basta aprire il prompt dei comandi con i diritti di amministratore e digitare quanto segue:
reg add "HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate" /v ExcludeWUDriversInQualityUpdate /t REG_DWORD /d 1 /f
Bloccare l’aggiornamento dei driver per una GPU specifica tramite HWID
Il metodo più efficace consiste nel bloccare l’installazione di driver per uno specifico dispositivo: qui entrano in gioco gli HWID usati dal Plug and Play Manager di Windows.
Ogni GPU possiede identificatori univoci associati al vendor e al modello hardware: per recuperarli bisogna premere Windows+X, cliccare su Gestione dispositivi, individuare la scheda video, fare clic destro su Proprietà e aprire la scheda Dettagli.
Nel menu a tendina bisogna selezionare ID hardware: Windows mostra stringhe con una struttura simile a PCI\VEN_XXXX&DEV_YYYY&SUBSYS_12345678.
VEN identifica il produttore:
10DE= NVIDIA1002= AMD8086= Intel
DEV individua invece il modello specifico della GPU.
A questo punto si può creare una policy di blocco. Nell’Editor dei criteri di gruppo (gpedit.msc) il percorso corretto è Configurazione computer, Modelli amministrativi, Sistema, Installazione dispositivi, Restrizioni installazione dispositivi. La regola si chiama Impedisci l’installazione di dispositivi che corrispondono a uno di questi ID dispositivo. Dopo averla abilitata, si aggiungono manualmente gli HWID della GPU.
Da questo momento Windows impedisce l’installazione automatica di driver associati a quel dispositivo. Il rovescio della medaglia è che la policy agisce in modo molto aggressivo: se si prova a reinstallare manualmente un driver più recente senza prima disattivare la restrizione, Windows potrebbe bloccare anche l’installazione avviata dall’utente.
Come procedere con il registro di sistema
Quando si applica la policy, Windows salva gli ID bloccati nel registro di sistema sotto la chiave HKLM\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\DeviceInstall\Restrictions: qui compare la configurazione DenyDeviceIDs, insieme agli identificatori inseriti manualmente.
Durante ogni installazione driver il servizio Plug and Play confronta gli ID hardware del dispositivo con quelli presenti nella policy. Se trova una corrispondenza, interrompe il processo prima della fase d’installazione. Ne avevamo parlato a suo tempo.
Usare lo strumento wushowhide.diagcab
Esiste anche una soluzione meno nota sviluppata originariamente da Microsoft: il tool wushowhide.diagcab.
Si tratta di una piccola utilità diagnostica che permette di nascondere singoli aggiornamenti distribuiti tramite Windows Update, inclusi i driver. Quando Windows propone un driver indesiderato, lo si può marcare come nascosto: Windows Update smetterà di installarlo automaticamente.
È una soluzione più elegante rispetto al blocco totale dei driver, ma presenta alcuni limiti pratici: funziona solo sullo specifico update identificato; se Microsoft pubblica una nuova revisione del driver, il blocco va rifatto; non sempre intercetta i pacchetti distribuiti tramite gli aggiornamenti dinamici. Inoltre Microsoft non aggiorna più regolarmente questo strumento e non lo pubblicizza mai.