Windows 11 supera 1 miliardo di utenti più velocemente di Windows 10

Windows 11 ha superato 1 miliardo di utenti in circa 1.576 giorni, accelerato da migrazioni dopo fine supporto Windows 10.
Windows 11 supera 1 miliardo di utenti più velocemente di Windows 10

Nel panorama tecnologico degli ultimi anni, un dato si staglia con forza: Windows 11 ha raggiunto un traguardo che solo pochi sistemi operativi possono vantare, conquistando il cuore – e i dispositivi – di oltre 1 miliardo utenti in appena 1.576 giorni.

Questo successo, che ha superato ogni aspettativa, è stato annunciato da Satya Nadella durante la call sui risultati fiscali del secondo trimestre 2026, segnando una svolta epocale per la piattaforma Microsoft. La rapidità con cui è stato raggiunto questo risultato appare ancora più significativa se paragonata a quella del predecessore, Windows 10, che aveva richiesto ben 130 giorni in più per toccare la stessa vetta.

La straordinaria adozione di Windows 11 non è frutto del caso, ma il risultato di dinamiche di mercato precise e di una strategia aziendale mirata. L’imminente termine del supporto esteso per Windows 10 ha costretto milioni di utenti, sia privati che aziende, a valutare la migrazione verso il nuovo sistema operativo. In questo scenario, il mondo del gaming ha avuto un ruolo chiave: già a settembre 2025, Steam registrava Windows 11 installato sul 66% dei computer della piattaforma, superando nettamente il predecessore e fungendo da traino per la diffusione globale.

L’esodo verso verso Windows 11 è iniziato

I dati a livello mondiale confermano questa tendenza: a luglio 2025, Windows 11 deteneva il 52% della quota di mercato desktop, lasciando Windows 10 al 44,59%. Questo sorpasso non rappresenta solo un cambio di leadership tra sistemi operativi, ma anche la conferma di una trasformazione tecnologica che ha coinvolto aziende, sviluppatori e utenti finali in un processo di aggiornamento senza precedenti.

Nonostante la crescita vertiginosa, il percorso di Windows 11 non è stato privo di ostacoli. Al momento del lancio, i requisiti hardware imposti – tra cui l’obbligo di TPM 2.0 e processori di ultima generazione – hanno escluso una fetta significativa di dispositivi, creando una barriera che ha rallentato la adozione iniziale, soprattutto nel mondo enterprise e tra chi non era pronto a investire in nuovo hardware. Molte aziende si sono trovate di fronte a un bivio: aggiornare il parco macchine o restare ancorate a un sistema operativo prossimo alla fine del supporto.

La risposta di Microsoft non si è fatta attendere. Con una serie di aggiornamenti mirati, strumenti di compatibilità avanzati e accordi strategici con i principali produttori hardware, l’azienda è riuscita progressivamente ad abbattere le resistenze. Il naturale ricambio tecnologico, unito alla necessità di mantenere livelli elevati di sicurezza e prestazioni, ha fatto il resto, creando il terreno fertile per un’adozione di massa.

Microsoft e la sua posizione di forza

Sul fronte commerciale, il raggiungimento di 1 miliardo utenti rappresenta per Microsoft un vantaggio competitivo di prim’ordine. Una base installata così ampia rafforza il potere negoziale dell’azienda nei confronti di partner hardware, sviluppatori software e fornitori di servizi cloud. Non è un caso che molti sviluppatori abbiano iniziato a ottimizzare le proprie applicazioni proprio per Windows 11, attratti dalla possibilità di raggiungere una platea globale e sempre più attenta alle novità tecnologiche.

Non mancano però le criticità. Tra i punti più discussi dagli utenti e dai professionisti del settore figurano gli aggiornamenti imposti, le frequenti modifiche all’interfaccia utente e le problematiche legate alla compatibilità con software legacy. Questi aspetti hanno generato un dibattito acceso sulla reale soddisfazione degli utenti, soprattutto nel mondo enterprise, dove la stabilità e la prevedibilità degli ambienti di lavoro sono fattori imprescindibili.

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